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comunicato stampa

Da Lodolini la proposta della Macroregione dell'"Italia di mezzo"

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emanuele lodolini

Il nostro Paese ha bisogno di Regioni di dimensioni maggiori rispetto a quelle attuali per garantire migliori servizi a cittadini ed imprese, ridurre la spesa pubblica, contenere la pressione fiscale e recuperare quel peso specifico in Europa che oggi rischiano di avere meno.

Ricordiamo che una volta l’Europa era composta da 6 Paesi e aveva 200 milioni di abitanti. Oggi sono 28 i Paesi e mezzo miliardo gli abitanti. È partendo da queste considerazioni che sostengo la proposta di unificare Umbria, Marche e Toscana in un'unica macroregione. Umbria, Marche e Toscana vantano indubbie radici comuni e sono caratterizzate da un'elevata omogeneità sia dal punto di vista economico e politico, che sociale e culturale. Per rilanciare il nostro Paese è necessario fare scelte coraggiose che ci spingono verso la riforma costituzionale e, dopo il referendum, prevedere anche la riduzione del numero delle regioni. Del resto stiamo ridisegnando l’assetto istituzionale del Paese dal livello centrale ai Comuni.

In Francia il Premier ha proposto di passare da 22 Regioni a 13 per dare loro dimensioni europee e capacità di elaborare strategie di sviluppo vere e su scala ampia. Con la fusione di Umbria, Marche e Toscana si potrebbe dare concreta attuazione al progetto dell'Italia di mezzo, un'area di oltre 40.000 km quadrati e 6 milioni di abitanti che avrebbe un peso ed un ruolo maggiori, in Italia e in Europa, rispetto alle singole regioni. Già oggi Umbria, Marche e Toscana sono chiamate a condividere molte questioni, dalle infrastrutture alla sanità passando per il turismo ed è proprio da questo tessuto comune che possiamo partire per promuovere una reale integrazione delle tre regioni, valorizzando le specificità e le indubbie eccellenze del territorio umbro-tosco-marchigiano attraverso l'istituzione della regione dell'Italia di mezzo.



emanuele lodolini

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-10-2015 alle 15:11 sul giornale del 30 ottobre 2015 - 1108 letture