Soppressione stazione marittima, Duca: "Superficialità...Auspico in un ravvedimento"

Eugenio Duca 3' di lettura Ancona 16/11/2015 - Ho avuto l’opportunità di leggere il verbale della riunione del Comitato Portuale dell’A.P. di Ancona del 28 luglio 2015. L’argomento Stazione Marittima è stato trattato nell’ambito delle “Comunicazioni”.

Una questione che riguarda più di mille persone al giorno (280.000 passeggeri all’anno) è stata trattata, a mio avviso, come se ci si trovasse a mangiare un gelato in Corso Carlo Alberto: superficialità, sottovalutazione, insensibilità? Se fosse questo sarebbe comunque un atteggiamento inammissibile che non fa onore ad un’Autorità dello Stato. Ma c’è dell’altro che non è stato detto alla città, a RFI e alla Regione Marche. L’Autorità Portuale ha chiesto a Fincantieri di smantellare i binari ferroviari che portano i treni all’interno dello Stabilimento. Eppure RFI non ha chiesto di mettere sbarre e recinti sulla linea ferroviaria! La risposta negativa in quanto, per Fincantieri, si tratta di un’opportunità da mantenere come alternativa al tutto gomma e anche nella prospettiva di un uso dei treni merci, sistema più economico e più pulito. Anziché collaborare con Fincantieri per portare a termine l’accordo sottoscritto più di dieci anni fa che prevede la realizzazione del fabbricato spogliatoio mensa all’interno dello Stabilimento, liberando così l’attuale fabbricato da destinare ad altri usi, l’Autorità Portuale ha dichiarato la guerra alle ferrovie: il nemico del porto di Ancona. Né può essere tollerato, a mio avviso, che un Ente statale comunichi a RFI S.p.A. e alla Regione Marche, dati di traffico non veritieri.

L’Autorità Portuale di Ancona ha calcolato il transito dei veicoli nei tre punti di intersezione strada rotaia (Mandracchio – Lazzaretto e Dogana) in 3.125 al giorno. Eppure i tre punti di intersezione non sono uguali ai fini del traffico dei veicoli. Di gran lunga il più trafficato è il varco protetto dal PL con barriere al Mandracchio, mentre gli altri due (Dogana e Lazzaretto) sono interessati in misura minore. In particolare il varco Lazzaretto non è interessato da migliaia di veicoli ma da decine. La cosa non è di poco conto ai fini del calcolo del “momento di traffico” che RFI deve effettuare. Se il dato fornito è gonfiato il risultato è falsato. Questa e altre anomalie ho segnalato al Presidente Giampieri, rispondendo alle sue richieste di valutazione della proposta, ma a tutt’oggi non si registrano novità. Visto che martedì prossimo è prevista una riunione del Comitato Portuale dell’A.P. di Ancona e mercoledì l’Assessore Regionale Sciapichetti, molto opportunamente a mio avviso, ha disposto un supplemento di istruttoria, sarebbe auspicabile che l’Autorità fornisca dati reali e relazioni tecniche in riferimento alle criticità evidenziate alla Regione: “il sensibile aumento delle emissioni inquinanti” e “i rallentamenti alle attività di pronto intervento, prime fra tutte quelle di pronto soccorso e incendio con palesi ripercussioni sulla sicurezza dello scalo, come evidenziato dagli organi competenti nel corso della seduta del Comitato Portuale del 28 luglio”.

Si tratta di criticità di notevole spessore ma andrebbero argomentate e documentate ma non risulta che al Comitato Portuale siano intervenuti gli organi competenti: il Comando dei Vigili del Fuoco, i dirigenti dell’ARPAM e la Protezione Civile. Auspico in un ravvedimento dalla decisione di sopprimere i collegamenti ferroviari che oggi sono usati da più di mille persone al giorno (circa 280.000 all’anno). Un fattore di eccellenza per il porto e che pochi altri scali possono vantare.

Ex Deputato On. Eugenio Duca






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-11-2015 alle 19:24 sul giornale del 17 novembre 2015 - 1274 letture

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