Falchi in città contro piccioni e gabbiani, la soluzione scelta dal comune

Falco 3' di lettura Ancona 25/11/2015 - Per fare fronte al problema della crescente presenza nell'ambiente urbano di piccioni e (più di recente) gabbiani che creano notevoli problemi igienico sanitari da tempo non risolti e concausa di degrado, dopo avere confrontato una serie di metodi diversi, l'Amministrazione comunale ha deciso di ricorrere al sistema di bird control che consiste nell'utilizzo di rapaci addestrati ad allontanare i volatili attraverso tecniche che simulano in tutto e per tutto la predazione.

Una metodologia ecologica che - confermano dal Servizio Igiene e Sanità pubblica dell' assessorato alle Politiche sociali - risulta essere più efficace e più economica di altre già sperimentate, quali l'utilizzo di mangimi contenenti prodotti antifecondativi o la cattura con gabbie e successiva soppressione. In grado di svolgere tale servizio particolare è risultata essere l’Associazione sportiva dilettantistica “Il Filo Rosso” A.s.d. alla quale pertanto l'Amministrazione ha stabilito di affidare lo svolgimento del servizio di allontanamento volatili tramite falconeria, su tutto il territorio comunale sia urbano sia extraurbano, per un anno. L'associazione “Il Filo rosso” - apprezzata già ad Ancona per via di spettacolari esibizioni di rapaci e per la sua attività di censimento di volatili nel parco del Conero - è attiva da sei anni nel campo della zooantropologia (rapporto uomo-animale altro) con sede operativa a Polverigi da novembre 2014, si occupa nel suo settore "falconeria", di allontanamento nocivi con metodi incruenti ma efficaci, basati sull'etologia animale. A tale scopo si avvale dell'esperienza trentennale nell'addestramento rapaci di alcuni associati oltre a mezzi tecnologici all'avanguardia.

La tecnica di allontanamento che verrà attuata ad Ancona manifesta effetti di allontanamento stabile dei volatili attraverso l’effetto di stress ambientale prolungato, cioè nel determinare una costante percezione nei piccioni e nei gabbiani di pericolo nei luoghi abituali sia di nidificazione ( mancata sicurezza dei piccoli) sia nei siti di stazionamento e/o di alimentazione ( che normalmente sono diversi dai primi), fino a ricercare altri luoghi anche molto lontani da quelli originari allontanandosi in piccoli gruppi sparpagliati, secondo le condizioni di aggregazione sociale tipica di tali volatili. Tale attività sembra sia stata sperimentata con successo anche in altri comuni ( Spoltore – Pe, Cittò S. Angelo, Trebaseleghe , Mansuè in Veneto ) ed enti ( Poste Italiane) e aziende private ( es. stabilimento Tod’s, Fargessi spa; Il successo comunque di tale tecnica si basa fondamentalmente su garantire dopo alcuni interventi ravvicinati, alcuni successivi passaggi periodici , in quanto una prolungata assenza di rapaci in volo, prima o poi, determina la nuova colonizzazione di altri gruppi di piccioni qualora l’ambiente torni ad essere considerato ospitale, sicuro e ricco di cibo e di rifugi e senza predatori, su tutto il territorio comunale sia urbano sia extraurbano, con indicazione di alcuni punti nevralgici su cui concentrare i passaggi in volo dei rapaci.

Finalmente prende avvio una iniziativa di cui da tempo si ragiona - riferisce l'assessore alle Politiche sociali, Emma Capogrossi - e di cui ho riferito in una assemblea pubblica, confidando in risultati visibili, sulla scia di esperienze positive di altri Comuni. Per quanto riguarda i piccioni ricordo che c'è il divieto di somministrare mangime: abbiamo anche una convenzione con Legambiente la quale, ad integrazione delle sanzioni che possono essere comminate dai Vigili, effettua sopralluoghi in vari punti della città proprio per il controllo di comportamenti di questo genere”.






Questo è un articolo pubblicato il 25-11-2015 alle 12:54 sul giornale del 26 novembre 2015 - 2566 letture

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