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comunicato stampa

Dismissione quote Cemim, Tombolini: "scendere sotto i 100.000 abitanti sarebbe un brutto segnale"

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Stefano Tombolini

E' stata approvata dalla Commissione Finanze del Comune di Ancona , con i voti del solo PD, la dismissione da parte del Comune di Ancona delle quote del CEMIM (Centro Intermodale Merci) e subito arriva a ruota e alla medesima Commissione Consiliare la "Proposta per la dismissione delle quote di Aerodorica".

Delibere scarne come l'osso del prosciutto, presentate neppure dall'Assessore Fiorillo ma dal Dirigente come se stessimo parlando di cambiare le lampade votive del cimitero. Fosse anche legittimo e sostenuto dalla criticità dei numeri di bilancio di queste aziende, queste azioni dismissorie necessitano obbligatoriamente di essere precedute da un confronto serio sulle strategia di stimolo e rilancio di quello che dovrà essere l'asse portante dello sviluppo urbano come riferimento ad una politica di crescita Regionale. Areoporto perchè fa rima con Turismo e Commercio, Porto perchè è da sempre il motore dell'economia urbana , Interporto perchè significa riconoscere la centralità del trasposto sostenibile che ci collega al sistema Paese.

Non è possibile continuare ad usare un linguaggio così elementare che porta a dismettere, alienare, dislocare, chiudere senza che a queste azioni sia affiancata una strategia complessiva. L'idea non può essere quella del Piano Strategico, ne che le risposte si trovino dentro la cosidetta "Agenda Urbana". Andate a leggerli questi documenti e ci troverete ben poco che non sia stato detto già anni fa. L'opinione e quella di un'amministrazione senza bussola , o meglio con la sola idea di gestire i numeri di bilancio in maniera ragionieristica. A nullaservono le sollecitazioni delle associazioni di categoria, gli stimoli delle società civile (è di ieri la sollecitazione della CGIA) per un cambio di passo. Nella città che ospita numerosissime università ad indirizzo tecnico economico viviamo le modificazioni senza che esse siano sostenute da un'analisi sullo stato attuale delle cose e sulle conseguenze che deriveranno dalle azioni compiute.

Non è possibile che si continui a svuoltare il territorio dei suoi contenuti e dei suoi contenitori "cardine" senza che si sia già chiaramente formata una strategia di surroga, capace di garantire almeno la stessa capacità attrattiva e il medesimo profilo identitario. Cambio di passo o cambio di governo. Scendere sotto 100.000 abitanti sarebbe un brutto segnale.



Stefano Tombolini

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 04-02-2016 alle 15:45 sul giornale del 05 febbraio 2016 - 1313 letture