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Pesca sportiva illegale, i sequestri della Guardia Costiera

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Pesca sportiva illegale di fronte alla costa anconetana. Continua la vasta operazione della Guardia Costiera dorica per reprimere gli abusi e tutelare l’ecosistema marino e la sicurezza della navigazione con il sequestro di una serie di strumenti considerati illegali per questa pratica.

Gli interventi effettuati negli ultimi giorni hanno portato al sequestro di quattordici cogolli, dodici bertovelli e ventitré nasse artigianali, tutti sprovvisti di segnalamento e di numero identificativo. La Guardia Costiera ricorda che, secondo la normativa nazionale vigente, l’esercizio della pesca sportiva può essere effettuato solo con gli attrezzi a tal fine ammessi.

Si tratta di coppo, bilancia (di lato non superiore a 6 m), giacchio o rezzaglio o sparviero di perimetro non superiore a 16 m, lenze fisse quali canne (massimo cinque per ogni pescatore) a non più di tre ami, lenze morte, bolentini, correntine a non più di sei ami, lenze per cefalopodi, lenze a traino di superficie e di fondo, filaccioni, nattelli per la pesca in superficie, fucile subacqueo, fiocina a mano, canna per cefalopodi, parangali fissi o derivanti (coffe) per un massimo di duecento ami calati da ciascuna unità da diporto qualunque sia il numero delle persone a bordo. In particolare è vietato catturare specie altamente migratorie (come i tonni) con i parangali derivanti. Le nasse calate da ciascuna unità da diporto possono essere al massimo due, qualunque sia il numero delle persone a bordo e devono essere presenti rastrelli da usarsi a piedi. Per la pesca con nasse e parangali è la Delibera regionale Marche n 1796 del 13 dicembre 2010 che disciplina il regime autorizzativo, presupponendo specifiche disposizioni sui segnalamenti per gli attrezzi attraverso galleggianti di colore giallo contrassegnati dalla lettera “S” seguita dal numero di autorizzazione annuale rilasciata dalla stessa Regione. La Capitaneria ricorda, inoltre, che con il Decreto 6 dicembre 2010 del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali è stato disposto che chiunque effettui la pesca a scopo sportivo o ricreativo, sia da mare sia da terra, deve comunicare l’esercizio di tale attività alla Direzione Generale della Pesca marittima e dell’Agricoltura.

La comunicazione, di validità triennale, può essere effettuata tramite le associazioni di settore, sul sito informativo www.politicheagricole.gov.it, oppure tramite l’Autorità Marittima. Un recente Decreto Ministeriale ha comunque prorogato fino al 31 dicembre 2016 la validità delle comunicazioni scadute. Le attività di controllo per garantire il rispetto delle norme della pesca marittima e la tutela della salute dei consumatori e delle risorse biologiche proseguiranno ancora nei prossimi giorni. Per ogni evenienza sarà possibile contattare il numero blu 1530.





Questo è un articolo pubblicato il 21-04-2016 alle 10:00 sul giornale del 22 aprile 2016 - 2453 letture