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I carabinieri di Ancona tirano le somme del 2016. Delitti in calo di quasi il 20%

11' di lettura Ancona 30/12/2016 - Bilancio di fine anno delle attività dei Carabinieri nella Provincia di Ancona. Delitti in calo: si sfiora il -20%. Diverse le operazioni condotte nel 2016 tra usura, droga e prostituzione.

Dal bilancio di fine anno sulla situazione relativa all’andamento della criminalità nella Provincia di Ancona emerge un rilevante calo dei delitti consumati passati da 17276 nel 2015 a 13931 nel 2016 (-19,36%). Quelli scoperti sono stati 4750, con una percentuale di 34,1 % sul totale dei delitti complessivi (5959 nel 2015 con una percentuale del 34,5 %, pressoché analoga a quella dell’anno in corso). In relazione alle principali tipologie di reato, nell’anno 2016 si registra una notevole diminuzione dei furti, eventi che creano maggiore allarme sociale nella nostra Provincia, passati da 8516 del 2015 ai 7271 del 2016 (-14,62%), con 577 eventi scoperti pari ad una percentuale dell’8%, uguale a quella dell’anno precedente e di molto superiore a quella nazionale, mediamente attestata al 4%. Un importante calo si registra anche per quanto attiene alle rapine passate dalle 135 del 2015, 38 scoperte, alle 87 del 2016, 22 scoperte. Non si sono verificati omicidi dolosi (due invece nel 2015) ed anche le estorsioni, avvenute principalmente nel campo di stupefacenti per mancate riscossione di crediti e ricatti on-line, sono risultate in calo passando dalle 75 del 2015 alle 52 di quest’anno. Infine anche il reato di danneggiamento, che resta uno degli eventi che incide significativamente sulla percezione dell’ordine e della sicurezza pubblica, ha subito una forte diminuzione passando da 1694 episodi del 2015 a 1200 del 2016. I furti, anche quest’anno, risultano avere statisticamente un’incidenza maggiore rispetto agli altri eventi di maggior rilievo. Le tipologie più diffuse sono i furti in abitazioni, 1516 (1718 nel 2015 con un decremento del 11,76 %); sulle auto in sosta, 1152 (1320 nel 2015 con un decremento del 12,73 %); con destrezza 584 (818 nel 2015 con un decremento del 28,61 %); con strappo, 32 (45 nel 2015 con un decremento del 28,89 %); in esercizi commerciali, 589 (750 nel 2015 con un decremento del 22,27 %); di autovetture 213 (206 nel 2015 con un incremento del 3,4 %). In merito alle rapine, le tipologie più diffuse sono quelle perpetrate nelle pubbliche vie, 29 (58 nel 2015 con un decremento del 50 %); in esercizi commerciali, 19 (24 nel 2015 con un decremento del 20,83 %); in abitazione 17 (19 nel 2015 con un decremento del 10,53 %); in banca, 1 (8 nel 2015 con un decremento del 87,5 %); negli gli Uffici Postali, 5 (nessuna nell’anno precedente). L’attività di contrasto condotta dai Reparti del Comando Provinciale ha permesso di effettuare 481 arresti e 3165 denunce in stato di libertà.

Per quanto riguarda le principali tipologie di reato, nel 2016 sono stati perseguiti 6031 furti (6848 nel 2015) di cui 422 scoperti; 46 rapine (66 nel 2015) di cui 24 scoperte; 29 estorsioni (39 nel 2015) di cui 27 scoperte; nessun omicidio volontario (2 nel 2015). Per quanto attiene i reati inerenti gli stupefacenti, nel 2016 sono stati scoperti 232 delitti (189 nel 2015: + 22,75) e le attività hanno permesso di eseguire 114 arresti, 117 denunce in stato di libertà e segnalare al fine amministrativi, alla Prefettura, 171 assuntori. Inoltre sono stati sequestrati 27,132 Kg. di hashish, 1,880 Kg. di cocaina, 2,580 Kg. di marijuana, 0, 273 Kg. di eroina e 0,171 Kg. di altre sostanze stupefacenti. Nel 2016 l’Arma dei Carabinieri ha proceduto per un totale di 11003 delitti su un totale di 13931 (79 %), di cui 2986 scoperti su un totale di 4754 (62,81 %). Per quanto riguarda le principali tipologie di reato i Comandi dipendenti hanno perseguito 6031 furti su un totale di 7271 (82,95 %), di cui 422 scoperti sul un totale di 577 (73,2 %); 46 rapine su un totale di 87 (52,9 %), di cui 24 scoperte su un totale di 51 (47,1 %); 29 estorsioni su un totale di 52 (56 %), di cui 27 scoperte su un totale di 39 (69,2 %).

Tra le principali operazioni effettuate nel 2016 dai militari del Comando Provinciale Carabinieri di Ancona si segnalano: per quanto riguarda l’attività antidroga: operazione “Terra Bruciata” - il 4 febbraio 2016, in Ancona, San Remo (IM), Rho (MI), Imola (BO), Caserta e Perugia, i militari del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo di Ancona, davano esecuzione a 9 ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dalla locale Magistratura nei confronti degli appartenenti ad un sodalizio composto da cittadini nordafricani, prevalentemente tunisini, dediti al traffico illecito di stupefacenti di cui si approvvigionavano nelle province di Caserta, Milano e Perugia e facevano giungere nelle Marche attraverso corrieri sempre nordafricani che viaggiavano su mezzi pubblici (spesso occultando lo stupefacente nell’ampolla rettale). L'attività condotta, che aveva già consentito di eseguire 18 arresti nella flagranza del reato di spaccio (13 nella provincia di Ancona e 5 in quella di Imperia, ove nel frattempo alcuni dei sodali avevano intrapreso analoga illecita attività), il sequestro di kg. 2,912 di eroina e kg. 1,1 di marijuana, permetteva l'ulteriore rinvenimento di gr. 99 di hashish e di 2.000,00 euro quale provento dell'attività di spaccio condotta al momento. Nel corso degli accertamenti svolti si appurava che l’organizzazione in disamina riforniva ogni mese la piazza dorica di circa un chilo di eroina, da tagliare, per un giro d’affari complessivo di 100.000,00 euro.

Operazione “Damasco” - il 22 marzo 2016, nelle Regioni Marche, Puglia e Campania, i militari del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo di Ancona, unitamente a quelli della Compagnia di Fano, davano esecuzione a 10 ordinanze di custodia cautelare in carcere relative ad una complessa attività di indagine condotta nel 2014 e 2015 in ordine ad un sodalizio composto da cittadini italiani prevalentemente di origine siciliana operanti nelle zone di Jesi (AN) e Fano (PU), di cui 7 responsabili del reato di associazione finalizzata al traffico illecito di stupefacenti (tra cui un collaboratore di giustizia appartenente all’area mafiosa siciliana) ed i restanti 3 per detenzione e spaccio continuato di stupefacenti. Nel corso delle indagini si accertava che l’organizzazione veniva rifornita da uno dei componenti, un cittadino albanese domiciliato nella provincia di Fermo. Inoltre venivano tratte in arresto, in flagranza di reato, 5 persone (di cui 3 nella provincia di Pesaro Urbino e 2 in quella di Ancona) e sequestrati gr. 316 circa di cocaina e gr. 333 circa di hashish. Nello stesso contesto si accertavano anche responsabilità per alcuni dei correi in ordine ai reati di trasferimento fraudolento di valori, danneggiamento seguito da incendio, detenzione di armi comuni da sparo clandestine, rapina, estorsione ed usura (quest’ultime tipologie di reato commesse nei confronti di acquirenti dello stupefacente). L’operazione si concludeva con il deferimento di ulteriori 34 indagati, l’esecuzione di 45 perquisizioni domiciliari nel corso delle quali si procedeva all’arresto di altre 3 persone, il sequestro di kg.2,6 di hashish, di una pistola con matricola abrasa e della somma di € 5.800,00 in contanti. Sulla scia della citata operazione, il 20 aprile 2016 veniva data esecuzione al “Decreto di sequestro preventivo” emesso dal G.I.P. del Tribunale di Ancona che, concordando con le risultanze investigative derivanti dalle attività d’indagine condotte in merito, disponeva il sequestro di due autovetture e di un televisore led da 60” intestati a “prestanomi” ma in uso al capo dell’organizzazione ed ai suoi familiari.

Operazione “Sceriffo” il 15 luglio 2016, i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Senigallia davano esecuzione ad ordinanza applicativa di misure cautelari nei confronti di due tunisini, rispettivamente di 33 e 29 anni, residenti a Senigallia, responsabili in concorso tra loro del reato di detenzione illecita, commercio, vendita e cessione al minuto di sostanze stupefacenti con particolare riferimento ad hashish e cocaina. Le indagini, dirette dalla Procura della Repubblica di Ancona, condotte con servizi dinamici di osservazione e controllo nonché con l’ausilio di attività tecniche, vennero avviate a seguito dell’accoltellamento di un rumeno, nei pressi di un bar in via Podesti a Senigallia nel luglio 2015, maturato nell’ambito di un regolamento di conti tra bande rivali per il controllo della prostituzione su strada.

Reati contro il patrimonio: operazione “Cash Point” nella notte del 25 settembre 2016, i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Osimo sottoponevano a fermo di indiziato di delitto quattro pregiudicati pugliesi per i reati di tentato furto aggravato continuato, riciclaggio, detenzione e porto di sostanze esplosive. L’operazione scaturiva nel corso di una mirata attività investigativa durante la quale veniva individuata la base logistica di una banda (un appartamento preso in affitto in Porto Sant’Elpidio) ed un garage (anch’esso individuato nei pressi della base) all’interno del quale veniva custodito l’automezzo utilizzato per l’effettuazione dei colpi: un’autovettura AUDI RS6 risultata oggetto di furto nel 2015, con targhe e numero di telaio alterati, modificata mediante l’installazione di blindature artigianali tipiche dei mezzi utilizzati da contrabbandieri di TLE in Puglia. In particolare, nel corso della suddetta notte i malviventi avevano tentato un furto facendo saltare il bancomat di un istituto di credito sito in località Villa Musone di Recanati (MC) e, fallito il colpo, avevano tentato analogo reato mediante la deflagrazione di uno sportello ATM in Monte Urano (FM), anche in questo caso senza l’asportazione del denaro a causa del tempestivo l’intervento di pattuglie dell’Arma. L’irruzione nella base operativa e le successive operazioni di perquisizione consentivano di rinvenire all’interno dell’automezzo bombole di ossigeno e acetilene, un giubbotto antiproiettile, numerosi attrezzi da scasso e diversi chiodi “a tre punte”, solitamente utilizzati nel corso della fuga per ostacolare l’inseguimento da parte delle Forze di Polizia.

Operazione contro l’usura il 26 settembre 2016, i Carabinieri della Stazione Carabinieri di Brecce Bianche della Compagnia di Ancona, al termine di un’attività investigativa avviata a seguito della ricezione di una denuncia per i reati di estorsione e usura commessi in danno del titolare di una carrozzeria ubicata in questo capoluogo, traevano in arresto un pregiudicato di etnia Rom residente nella zona che aveva preteso con minacce ed incassato interessi per oltre 40.000,00 euro a fronte di un prestito di 2.500,00 euro. L’attività consentiva inoltre il sequestro di un’auto Mercedes CLK (la cui riparazione era stata ottenuta con metodi estorsivi), di un motociclo Aprilia RSV 1000 (usato per commettere i reati), alcuni libretti postali e la somma di 5.000,00. I successivi accertamenti eseguiti in merito alle illecite attività condotte dal soggetto consentivano di individuare un’altra vittima, alla quale erano state estorte somme di denaro per 4.700,00 in relazione ad un prestito di circa 400,00 euro, motivo per il quale, in data 29 settembre 2016, veniva nuovamente tratto in arresto nella flagranza di reato unitamente alla propria consorte; operazione di contrasto ai furti all’interno di esercizi commerciali il 9 gennaio 2016, i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Jesi, al termine di una intensa attività investigativa, davano esecuzione ad un provvedimento cautelare nei confronti di un 19enne di origine marocchina resosi responsabile di una serie di furti in danno di esercizi commerciali nell’area della “Vallesina”; operazione di contrasto a furti e truffe ai danni di anziani nel corso dell’anno sono state deferiti diverse persone, molte di origine campana, responsabili di truffe e furti in danno di persone anziane. I delitti sono stai perpetrati da sedicenti appartenenti alle FF.OO. o persone qualificatesi come avvocati che, abusando del ruolo falsamente interpretato, ingannavano le vittime facendosi consegnare denaro contante o guadagnando l’accesso alla loro abitazione per poi poter trafugare monili e risparmi.

Prostituzione: operazione “Sex orient” il 3 ottobre 2016, i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Fabriano, coadiuvati da quelli della Stazione Carabinieri di Genga, al termine di una complessa attività investigativa, deferivano in stato di libertà una cittadina cinese per il reato di favoreggiamento della prostituzione di due connazionali all’interno del centro massaggi ubicato in quel centro del quale era titolare. L’attività si concludeva con il sequestro preventivo del centro massaggi e della somma di 7.600,00 euro, quale provento dell’illecita attività; operazione della Tenenza di Falconara Marittima l'8 novembre 2016 i militari della Tenenza di Falconara Marittima della Compagnia di Ancona, al termine di mirati servizi di osservazione e controllo, traevano in arresto, in flagranza di reato, un 42enne cittadino di origine cinese responsabile di sfruttamento della prostituzione. Lo stesso sfruttava due donne, sempre di origine cinese, che lavoravano presso il “centro massaggi orientali” le quali, oltre ai massaggi, e dietro ulteriore compenso, offrivano ai clienti prestazioni sessuali.






Questo è un articolo pubblicato il 30-12-2016 alle 15:24 sul giornale del 31 dicembre 2016 - 2055 letture

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