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ECONOMIA

30.11.2017 17:28
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di Filippo Alfieri
redazione@vivereancona.it

Crac Banca Marche, la Procura smentisce: “Nessun rischio di prescrizione”

La procura smentisce le notizie di una possibile prescrizione, apparentemente scaturite da una dichiarazione mal interpretata durante l'audizione alla Commissione Parlamentare d'inchiesta. Il Procuratore Capo di Ancona Elisabetta Melotti ha chiarito giovedì mattina la situazione processuale: “La prescrizione del Caso Banca Marche cadrà oltre il 2030, ci sono tutti i tempi per portare a compimento l'iter processuale”.

Durante l'audizione alla Commissione Parlamentare, il Procuratore Melotti stava rispondendo ad un quesito di ordine generale posto da un Deputato su come la giurisprudenza potesse intervenire per migliorare la giurisprudenza in ambito di diritto bancario. La Procuratrice sempre parlando in ambito generale avrebbe fatto considerazioni in merito alla breve prescrizione per casi di truffa o appropriazione indebita, che impedisce in molti casi di perseguire tali reati.

Una dichiarazione che sarebbe stata attribuita al contesto di Banca Marche, che invece rientrando nell'ambito di diritto fallimentare, è soggetta a prescrizioni dai tempi molto più lunghi (15 anni almeno per il Crac della Banca marchigiana), che permetteranno agli oltre 2000 azionisti e obbligazionisti costituitisi parte civile di veder giudicato in aula il loro caso.

Evitato il panico tra i cittadini che hanno avuto danni finanziari a causa del Crac Banca Marche, rimangono le difficoltà nella gestione di un processo che rischia di rallentare e intasare la macchina giudiziaria dorica: “Un processo di tale entità è molto gravoso per una procura delle dimensioni di quella di Ancona” continua il Procuratore Melotti “è stato chiesto all'audizione alla Commissione Parlamentare, di implementare le risorse, anche delle Forze dell'Ordine coinvolte nelle indagini”. A prescindere però dalla difficoltà e dalla mole del processo, che si preannuncia durare per alcuni anni, si lavora con la certezza di raggiunge una sentenza che potrà rendere giustizia alle parti coinvolte.

Aprilo qui https://vivere.me/aPsQ
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Crac Banca Marche, la Procura smentisce: “Nessun rischio di prescrizione”

La procura smentisce le notizie di una possibile prescrizione, apparentemente scaturite da una dichiarazione mal interpretata durante l'audizione alla Commissione Parlamentare d'inchiesta. Il Procuratore Capo di Ancona Elisabetta Melotti ha chiarito giovedì mattina la situazione processuale: “La prescrizione del Caso Banca Marche cadrà oltre il 2030, ci sono tutti i tempi per portare a compimento l'iter processuale”.

Durante l'audizione alla Commissione Parlamentare, il Procuratore Melotti stava rispondendo ad un quesito di ordine generale posto da un Deputato su come la giurisprudenza potesse intervenire per migliorare la giurisprudenza in ambito di diritto bancario. La Procuratrice sempre parlando in ambito generale avrebbe fatto considerazioni in merito alla breve prescrizione per casi di truffa o appropriazione indebita, che impedisce in molti casi di perseguire tali reati.

Una dichiarazione che sarebbe stata attribuita al contesto di Banca Marche, che invece rientrando nell'ambito di diritto fallimentare, è soggetta a prescrizioni dai tempi molto più lunghi (15 anni almeno per il Crac della Banca marchigiana), che permetteranno agli oltre 2000 azionisti e obbligazionisti costituitisi parte civile di veder giudicato in aula il loro caso.

Evitato il panico tra i cittadini che hanno avuto danni finanziari a causa del Crac Banca Marche, rimangono le difficoltà nella gestione di un processo che rischia di rallentare e intasare la macchina giudiziaria dorica: “Un processo di tale entità è molto gravoso per una procura delle dimensioni di quella di Ancona” continua il Procuratore Melotti “è stato chiesto all'audizione alla Commissione Parlamentare, di implementare le risorse, anche delle Forze dell'Ordine coinvolte nelle indagini”. A prescindere però dalla difficoltà e dalla mole del processo, che si preannuncia durare per alcuni anni, si lavora con la certezza di raggiunge una sentenza che potrà rendere giustizia alle parti coinvolte.


Crac Banca Marche, la Procura smentisce: “Nessun rischio di prescrizione”
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Crac Banca Marche, la Procura smentisce: “Nessun rischio di prescrizione”

La procura smentisce le notizie di una possibile prescrizione, apparentemente scaturite da una dichiarazione mal interpretata durante l'audizione alla Commissione Parlamentare d'inchiesta. Il Procuratore Capo di Ancona Elisabetta Melotti ha chiarito giovedì mattina la situazione processuale: “La prescrizione del Caso Banca Marche cadrà oltre il 2030, ci sono tutti i tempi per portare a compimento l'iter processuale”.

Durante l'audizione alla Commissione Parlamentare, il Procuratore Melotti stava rispondendo ad un quesito di ordine generale posto da un Deputato su come la giurisprudenza potesse intervenire per migliorare la giurisprudenza in ambito di diritto bancario. La Procuratrice sempre parlando in ambito generale avrebbe fatto considerazioni in merito alla breve prescrizione per casi di truffa o appropriazione indebita, che impedisce in molti casi di perseguire tali reati.

Una dichiarazione che sarebbe stata attribuita al contesto di Banca Marche, che invece rientrando nell'ambito di diritto fallimentare, è soggetta a prescrizioni dai tempi molto più lunghi (15 anni almeno per il Crac della Banca marchigiana), che permetteranno agli oltre 2000 azionisti e obbligazionisti costituitisi parte civile di veder giudicato in aula il loro caso.

Evitato il panico tra i cittadini che hanno avuto danni finanziari a causa del Crac Banca Marche, rimangono le difficoltà nella gestione di un processo che rischia di rallentare e intasare la macchina giudiziaria dorica: “Un processo di tale entità è molto gravoso per una procura delle dimensioni di quella di Ancona” continua il Procuratore Melotti “è stato chiesto all'audizione alla Commissione Parlamentare, di implementare le risorse, anche delle Forze dell'Ordine coinvolte nelle indagini”. A prescindere però dalla difficoltà e dalla mole del processo, che si preannuncia durare per alcuni anni, si lavora con la certezza di raggiunge una sentenza che potrà rendere giustizia alle parti coinvolte.

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