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comunicato stampa

Circolo il Pungitopo – Legambiente: “La Regione Marche vuole affossare il Parco del Conero?”

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Riassumiamo in 7 punti la storia recente dell’Ente Parco Regionale del Conero, in quanto poco conosciuta e assai complicata.

A ottobre 2017 è arrivato a scadenza il mandato quinquennale per gli amministratori dell’Ente Parco del Conero, ridotti da 8 a 5 da una legge regionale del 2012. Due membri erano nominati dai quattro Comuni (Ancona, Sirolo, Numana, Camerano),uno dalle associazioni ambientaliste, uno dal mondo dell’agricoltura e uno dalla Regione Marche.

All’approssimarsi della scadenza del mandato, i Comuni del Conero avevano chiesto alla Regione di allargare il Direttivo da 5 a 8 membri, comprendendo così i rappresentanti di tutti e quattro i Comuni. Un allargamento non avrebbe comportato oneri economici (i membri ne fanno parte gratuitamente), ma avrebbe migliorato la gestione, che è diventata sempre più difficile soprattutto per i tardivi e ridotti finanziamenti regionali.

La Regione invece che fa? Con la giustificazione di voler migliorare il funzionamento del sistema delle aree protette, il 30 ottobre decide di congelare la gestione del Parco del Conero e commissariarlo per 90 giorni, ritenendo che una legge di riforma delle aree protette regionali non sia più rinviabile e che tutto debba svolgersi con estrema celerità. L’architetto Maurizio Piazzini viene nominato Commissario.

È noto che i Commissari si limitano a gestire l’esistente o le situazioni di emergenza, e non si trovano nelle condizioni di poter affrontare progetti di ampio respiro e neanche quelli di breve-medio periodo. Tanto più con fondi limitatissimi, come in questo caso. Ma non finisce qui.

Come regalo di fine anno la Giunta Regionale, con la proposta di legge 177 del 20/12/2017, si impegna a presentare la legge di riordino delle aree protette entro 8 mesi e dispone che l’attuale incarico del commissario straordinario dell’Ente Parco Regionale del Conero venga prorogato sino alla data di entrata in vigore della legge di riordino e comunque non oltre ulteriori 18 mesi.

Ciò vuol dire che, se questa proposta verrà approvata, avremo il commissario, con ogni probabilità, sino a metà 2019. Saranno passate da un anno le elezioni di Ancona e le nuove elezioni regionali non saranno poi così lontane.

Tutto ciò, nonostante le proteste delle associazioni ambientaliste sin dal novembre scorso.

Sin qui la ricostruzione della storia.

La Giunta Regionale, a 30 anni dall’istituzione del Parco del Conero, deve dire chiaramente se è sua intenzione fare deperire lentamente questo Ente e renderlo alla fine inutile. In questo caso siamo pronti, come 30 anni fa, a far sentire la nostra voce lungo le strade e i sentieri del Conero. Un parco commissariato, senza fondi, affidato per la minima ordinaria manutenzione alla passione di pochi dipendenti e dei cittadini che lo vivono, non può che avere un futuro molto nero.

Al Presidente della Giunta Regionale chiediamo di provvedere, alla scadenza del Commissario, alle nomine come previsto dalle leggi vigenti, nell’attesa della approvazione della legge di riordino dei Parchi. Invitiamo inoltre i quattro Sindaci del Conero e le associazioni degli agricoltori a far sentire la loro solidarietà, per recuperare quella rappresentanza che con il commissario viene meno per tutti. Il Parco del Conero può e deve uscire al più presto dalla gestione “speciale” e recuperare autonomia di funzionamento, esattamente come accade al Parco del San Bartolo e agli altri gioielli naturali delle Marche.



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-01-2018 alle 16:07 sul giornale del 19 gennaio 2018 - 1360 letture