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Ancona: Cocaina, usura e estorsione. 34enne anconetano finisce in manette

3' di lettura Ancona 07/05/2018 - Detenzione illegale e spaccio di sostanza stupefacente, usura ed estorsione. Cede cocaina per per 4.300 euro nei guai 34aenne anconetano.

I Carabinieri della Compagnia di Senigallia, guidati dal maggiore Cleto Bucci, hanno arrestato S.A. 34 anni, originario di Pescara, residente da anni ad Ancona, per i reati di detenzione illegale e spaccio di sostanza stupefacente, usura ed estorsione. L’indagato è accusato di aver ceduto ad un uomo residente nel maceratese, di professione magazziniere, un quantitativo di “cocaina”, del valore pari a 4.300 euro. Poi, in conseguenza del ritardo accumulato nel pagamento della fornitura di droga, aveva preteso dal debitore, a solo titolo di interessi, la somma di 300 euro mensili per ogni 1000 euro di debito pagati in ritardo. Il 34enne, al fine di conseguire il pagamento della somma di 3.600 euro relativa agli interessi nel frattempo maturati, si era reso autore di reiterate minacce nei confronti del debitore, orientate a prospettare serie conseguenze per l’incolumità personale.

Una situazione divenuta pericolosa e insostenibile ha costretto il magazziniere a rivolgersi ai Carabinieri. La vicenda oggetto dell’inchiesta ha avuto inizio nel dicembre scorso, quando la vittima aveva acquistato dal 34enne, una scorta di cocaina, per uso personale, pattuendo il prezzo di 4350 euro da pagare entro il seguente mese di gennaio. La cocaina era stata venduta a 80 euro il grammo. Tuttavia, alcune vicissitudini avevano costretto l’acquirente a dilazionare il pagamento in tre momenti successivi, rispettivamente per l’importo di 500 euro, 800 euro e 3000 euro. La terza rata, di 3000 euro, era stata versata l’ultima settimana del mese di aprile. Nella stessa circostanza, l’indagato aveva fatto presente al magazziniere che pur avendogli restituito l’intero importo della cocaina, avrebbe dovuto provvedere al pagamento degli interessi pari a ulteriori 3.600 euro, ossia 300 euro per ogni 1000 euro contratte, da calcolare per ogni mese di ritardo che aveva accumulato.

Una classica operazioni ad usura. A causa delle difficoltà incontrate nel reperire la cifra pretesa, l’uomo è stato oggetto di pesanti e ripetute minacce telefoniche ma anche nel corso di incontri di persona, ai quali si era recato nel tentativo di prendere tempo: “Tu quando ti chiamo devi rispondermi…, non hai capito con chi hai a che fare… vedi di portarmi i miei soldi altrimenti finisce male”, inoltre, alludendo ad altre persone che a loro volta avrebbero prestato denaro all’indagato: “questi si chiamano succhiasangue”.

Dopo l’ultimatum da parte dell’indagato, gli investigatori, con il consenso della vittima, hanno organizzavano una consegna controllata della tangente estorsiva. L’incontro, come previsto, è avvenuto ad Ancona in località “Baraccola” presso un casolare in uso all’indagato ed adibito a maneggio con annesse stalle per il ricovero di cavalli.

I Carabinieri di Senigallia, prima dell’appuntamento, hanno consegnato al magazziniere la somma in contanti di 1000 euro costituita da banconote da 50 euro che in precedenza erano state fotocopiate, poi si sono appostati nei pressi del casolare ed hanno atteso l’arrivo dell’uomo. Quando quest’ultimo ha lasciato il casolare, i militari in borghese hanno fatto irruzione nelle stalle dove hanno bloccato il 34enne subito dopo che aveva ricevuto l’ultima tranche degli importi pretesi, peraltro a titolo usuraio. Lo stesso alla vista dei Carabinieri ha anche tentato, senza fortuna, di occultare il malloppo sotto un tino di plastica.

Il denaro è stato interamente recuperato e sottoposto a sequestro mentre il 34 enne dopo le formalità di rito è stato associato alla Casa Circondariale di Ancona Montacuto. Il GIP del Tribunale di Ancona ha convalidato l’arresto. Inoltre, poiché l’indagato nel corso dell’interrogatorio di garanzia ha pienamente ammesso le proprie responsabilità in ordine ai reati a lui contestati, riferendo della propria necessità di recuperare denaro in relazione alla dipendenza dal gioco d’azzardo, ha applicato al medesimo la misura cautelare degli arresti domiciliari presso la propria abitazione.






Questo è un articolo pubblicato il 07-05-2018 alle 20:37 sul giornale del 08 maggio 2018 - 3688 letture

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