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comunicato stampa

Ciccioli, comunali "Ancona è una città demotivata, che non vuol cambiare"

3' di lettura
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Ancona. Il primo risultato evidente è quel 42% di affluenza: sei elettori su dieci non vanno neppure a votare, demotivati.

Ancona di fatto elegge il suo sindaco con 21 mila voti su 80 mila aventi diritto al voto. Di fatto il sostegno di poco più di un quarto di città. Ma le regole contano ed il sindaco è lei. Quando si perde, ed il centrodestra ha perso in modo netto, bisogna riflettere su quello che è accaduto. Si perde o perché l'altra squadra è stata bravissima, o perché non era idoneo il candidato sindaco oppure c'è qualcosa in città. Dire che i cinque anni della Mancinelli sono stati buoni è come bestemmiare ad alta voce. L'uscita dal porto non è stata perseguita e per ora non c'è alcuna prospettiva, tutti gli edifici ex contenitori del centro storico e della periferia sono tuttora ruderi ex qualcosa, per asfaltare le strade principali ed animare un po' la città si sono attesi gli ultimi sei mesi, utilizzando i soldi delle fideiussioni della causa contro Longarini. Decisione audace ma rischiosa, perché se le cose non andranno come si spera, dovranno essere restituiti. In giro per la città invece degrado, insicurezza per i cittadini, mancati interventi, pensiamo alla tragedia per fortuna evitata, del sottopasso allagato alla baraccola. Sono stati abili e furbi, ma non certo bravi. Passiamo al candidato. Qualcuno ha criticato Tombolini, ma se andiamo a guardare il passato, non è andato bene alla città neppure Loris Mancinelli, stimatissimo professionista, già Presidente Nazionale dell'Ordine dei Commercialisti, Maurizio Barbieri, per 20 anni Presidente provinciale/regionale dell'Ordine degli Avvocati, Giacomo Bugaro, Consigliere regionale eletto con migliaia di preferenze e per ultimo l'ex Questore Italo D'Angelo. Insomma, nessuno ad Ancona va mai bene. E se parliamo di carattere la Mancinelli non è certo la simpatia fatta persona. Quindi il problema non è neanche questo. Allora la squadra: stavolta due liste civiche espressioni di aree cattolica e laica, e le liste compatte di tutto il centrodestra, cioè Forza Italia, Lega, Fratelli d'Italia e Udc. Ma neanche questo è bastato. Allora c'è un sistema città, con evidenza, fortemente conservativo e coeso che non molla e tiene insieme il consenso storico della sinistra, (ex Pci-Pds-Ds-Pd), l'elite radical-chic di ricchi e intellettuali e tutti i piccoli e grandi interessi delle clientele comunali, dai contributi alle associazioni e alle società sportive agli incarichi professionali, alle carriere degli enti pubblici, che formano gran parte dell'elettorato di Ancona. Non è un caso che i giovani abbiano votato quasi tutti per il centrodestra o 5 Stelle, mentre la sinistra ha trionfato tra gli anziani e le generazioni più adulte. Ancona non vuole cambiare: cambiano le città rosse della Toscana e dell'Umbria, da Pisa a Siena, da Massa a Terni, il PD sprofonda in tutta Italia, meno Ancona. Adesso però il governo di centrosinistra comunale non avrà a livello nazionale un governo amico e tutti i finanziamenti e grandi progetti, per la verità sempre futuribili e mai realizzati, avranno comunque forte difficoltà a decollare.



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-06-2018 alle 19:29 sul giornale del 26 giugno 2018 - 2047 letture