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Verso l'elezione del presidente della provincia, ma c'è una sola candidatura

elezioni 3' di lettura Ancona 16/10/2018 - Le elezioni del Presidente della Provincia di Ancona sono programmate per il 31 ottobre, ma come la volta precedente (2014 con l'elezione di Liana Serrani quale unica candidata alla Presidenza) non ci sarà una sfida, nel senso che solo un'area politica (la sinistra) sarà rappresentata con un suo candidato. Una intera parte ( dai gruppi del centro-destra ai movimenti civici presenti sul territorio provinciale) non ha depositato alcuna candidatura.

Queste elezioni di secondo livello, prevedono appunto il 31 ottobre l'elezione del nuovo Presidente (l'attuale legge , la “Delrio” assegna in quattro anni il mandato del Presidente e due anni per il Consiglio Provinciale) e a gennaio l'elezione del nuovo Consiglio Provinciale, tanto per rimarcare una delle “oscenità” di questa legge, fatta, ricordiamo, con la formula dell'attesa della definitiva “sparizione” della parola “Provincia” dalla Costituzione (fatto poi clamorosamente ribaltato dal voto al Referendum del 4 dicembre 2016 ).

Le candidature alla Presidenza devono essere accompagnate da minimo 100 sottoscrittori che sono presi dal corpo elettorale il quale è costituito dai consiglieri comunali e dai sindaci di tutta la provincia (660 in Provincia di Ancona), fatto questo di non poco conto valutato che a differenza delle elezioni di primo livello con il voto popolare e con la presentazione delle liste per ogni partito, qui c'e' una forte problematica relativa all'appartenenza politica/partitica dei 600 e passa Consiglieri comunali, moltissimi dei quali eletti in liste civiche senza alcun tipo di legame o collegamento con Partiti o Gruppi civici di un certo rilievo.

L'aspetto tecnico (la scelta del Presidente tra i Sindaci della Provincia che per legge sono tra quelli che possono essere eletti, infatti i candidati alla Presidenza devono essere Sindaci il cui mandato non scada entro un anno dalle elezioni amministrative; e le 100 e più firme di consiglieri comunali da presentare) e la variegata composizione politico-partitica dell'area antagonista al PD, (compresi i 5 Stelle ad esempio che per loro scelta non partecipano alle elezioni provinciali) hanno reso problematica la presentazione purtroppo di un candidato alla Presidenza che potesse contrastare l'avversario del PD.

Prosegue invece anche in vista delle elezioni del Consiglio Provinciale previste nei primi mesi del prossimo anno, l’attività di controllo, proposizione e vigilanza dei gruppi presenti in Consiglio che, seppur nelle distinzioni, hanno lavorato sempre nell’interesse della comunità ed auspicano un cambiamento per una maggioranza tale da determinare dunque non solo un consenso di carattere “elettorale”, ma per incidere profondamente nelle scelte molto importanti destinate alle attività amministrative gestite dalle Province e quindi in particolar modo ambiente, viabilità, edilizia scolastica scalzando definitivamente lo strapotere di un Pd conflittuale e caotico che male sta facendo anche in Regione.

Una cosa è comunque certa, questo ennesimo “pastrocchio” elettorale è la prova confutabile di quanto sia miseramente fallita la riforma Delrio e il tentativo senza senso da parte di Renzi di smembrare la Costituzione Italiana nei suoi aspetti istituzionali per renderli poi a sua immagine e somiglianza; fortunatamente gli italiani hanno poi sonoramente bocciato Renzi e la sua riforma.

Lorenzo Rabini portavoce prov.le fdi e consigliere provinciale

Milco Mariani – segretario provinciale Lega

Daniele Berardinelli – segretario provinciale FI

Thomas Cillo – capogruppo “ Ancona Provincia Civica “






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-10-2018 alle 21:49 sul giornale del 17 ottobre 2018 - 423 letture

In questo articolo si parla di provincia di ancona, politica, ancona

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