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Il Consiglio comunale contro il Decreto Sicurezza. Capogrossi: “I Comuni perderanno controllo sul territorio”

immigrati 3' di lettura Ancona 27/11/2018 - Passa all’unanimità la mozione presentata da Fanesi (PD) e Rubini (AIDC). Astenuti i 5 Stelle mentre la Lega abbandona l’Aula

Il Comune di Ancona si pronuncia sfavorevolmente sul Decreto Sicurezza del Governo gialloverde. Una strada intrapresa già da latri Comuni e indicata dalla Associazione ActionAid. A spaventare in particolare le norme che andrebbero a modificare il modello di accoglienza dei richiedenti asilo, rivedendo il sistema degli Sprar.

Proprio con l’esclusione degli Sprar, ovvero i centri di accoglienza diffusa, gestiti dal comune in coordinazione con la Prefettura, sono al centro del dibattito tra le amministrazioni locali e il governo, spingendo comuni e Anci a chiede al Governo un ripensamento sul tema ed un incontro per reindirizzare il testo della legge. Un’istanza abbracciata dal Capogruppo PD in consiglio comunale Fanesi e dal collega di Altra Idea di Città Rubini, basata sul testo proposto da ActionAid.

“Il Decreto Sicurezza metterà in difficoltà i comuni” illustra Fanesi esponendo la mozione “Eliminerà la la possibilità del Questore di rilasciare il permesso di soggiorno (per i casi di Asilo politico per motivi umanitari n.d.r.) e creerà difficoltà nella gestione dei flussi”. Il testo della mozione chiede al Ministro dell’Interno e al Governo di sospendere l’applicazione del Decreto e aprire una discussione con l’Anci, al fine di capire le ripercussioni della legge e valutare strategie alternative assieme agli Enti locali.

Una discussione inappropriata nel merito secondo il gruppo della Lega, in quanto si occuperebbe di questioni di materia nazionale non di pertinenza delle autorità locali. “Un dispositivo inconsistente. Il Consiglio dovrebbe occuparsi di materie più vicine ai cittadini” il commento di Ausili (Lega) prima di abbandonare l’aula per protesta assieme agli altri consiglieri leghisti.

Diverso invece la reazione dei 5 Stelle. Contrari al primo punto della Mozione nel quale si chiede la sospensione del Decreto, ma favorevoli ad un possibile incontro tra il Ministro dell’interno e l’Anci per rivedere alcuni punti della legge, i 4 consiglieri pentastellati decidono comunque di astenersi nella votazione finale, che ha approvato all’unanimità la mozione con 6 astenuti nell’opposizione.

Una mozione che secondo l’Assessore alle Politiche Sociali Emma Capogrossi rientra invece pienamente nella competenza del consiglio comunale: “Un tema fondamentale che ha già attivato numerosi Consigli comunali di altre città. “Solo il modello Sprar ha garantito oggi una accoglienza diffusa e possibilità di integrazione, con i comuni protagonisti sui propri territori. Questo decreto cerca di dare potere alle Prefetture che lavoreranno su strutture di accoglienza grandi, con numeri che impediranno di gestire al meglio i flussi. Il rischio è produrre un aumento di clandestinità e quindi criminalità sui territori”.

“Con lo scudo della repressione e della sicurezza si otterrà l’effetto contrario” il commento di Rubini “Più persone si tolgono al controllo dell’amministrazione e della protezione giuridica pubblica più è probabile che finiscano nelle reti del disagio, dell’illegalità e dell’insicurezza”.


di  Filippo Alfieri
redazione@vivereancona.it





Questo è un articolo pubblicato il 27-11-2018 alle 18:11 sul giornale del 28 novembre 2018 - 1980 letture

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