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Locali del comune agli studenti. Ancona cerca la sua dimensione universitaria

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Il PD propone in Consiglio di fornire locali agli studenti per aule studio serali. La mozione passa, ma si discute sulle strategie per rendere Ancona universitaria

Maggioranza e opposizione sono d’accordo, Ancona deve aprirsi sempre di più e trovare la sua dimensione universitaria, ma diverse sono le idee su come muoversi. Aprire locali dell’amministrazione come aule studio dedicate agli studenti universitari. Questa la proposta in Consiglio comunale del Capogruppo PD Michele Fanesi. L’obiettivo andare in contro alle necessità esposte dagli studenti e dalle associazioni studentesche. Tra i luoghi individuati le sedi delle ex circoscrizioni che sarebbero gestite in coordinamento tra amministrazione e Università dagli studenti impegnati nelle 150 ore. Le circoscrizioni sono ben distribuite nel territorio e in zone della città tipicamente universitarie e secondo la proposta andrebbero ad incontrare proprio per questo motivo i bisogni degli studenti fuori sede, in particolare per aperture durante il fine settimana e orari serali.

A favore della mozione ma critica sull’utilizzo delle ex circoscrizioni la Capogruppo M5S Daniela Diomedi “Preoccupante l’utilizzo delle ex Circoscrizioni. Spazi comunali già adoperati dai cittadini e che presto dovranno ospitare anche i nuovi Comitati territoriali. Perché non utilizzare spazi già esistenti come la Biblioteca comunale, manchevolmente chiusa durante la domenica e per alcune settimane estive”. Tea su cui si esprime anche il Capogruppo Lega Antonella Andreaoli: “Basterebbe prendere spunti dalle altre università. A bologna le biblioteche dell’università sono aperte fino a tarda sera. Meglio fare pressioni sull’università per evitare aggravi e costi per l’Amministrazione”.

La possibilità introdotta da Massimo Fazzini (Ancona x Ancona) di aprire agli studenti anche il Museo della Città, prossimo all’inaugurazione o spazi della Mole Vanvitelliana non ritrovano unità di intenti con l’opposizione, anzi. “Le idee per rendere la nostra una città universitaria circolano da tempo, ma non producono risultati” risponde il consigliere Tombolini, Capogruppo 60100 “Un’università che si comporta come un’immobiliare, acquisendo il palazzo della provincia per restaurarlo, è anche un ente in grado di dare risposte ai temi che noi stiamo affrontando. Anche con gli studenti delle 150 ore a gestire gli spazi la situazione del comune riguardo ai custodi rimane critica, come dimostrano gli impianti sportivi. Se si vuole una città per gli studenti si aprano relazioni con l’Università che vadano oltre le lauree in piazza ma affrontino problemi reali”.

Infine la mozione passa con solo due astenuti inizierà l’iter con l’individuazione degli spazi opportuni da fornire agli studenti, ma maggioranza e opposizione sembrano destinate a non andare d’accordo sulle strategie per rendere Ancona una città universitaria.



Questo è un articolo pubblicato il 27-11-2018 alle 19:43 sul giornale del 28 novembre 2018 - 1521 letture