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Apre in AOR il centro per la Sindrome di Marfan. Caporossi: “Un passo nella medicina del futuro”

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Riunite in rete le alte specializzazioni dell’Azienda degli Ospedali Riuniti per garantire ai pazienti una vita più lunga e di migliore qualità

La Sindrome di Marfa e le malattie ereditarie dell’Aorta sono delle malattie rare che richiedono un’alta specializzazione e un approccio multidisciplinare. La Marfan infatti è una malattia che colpisce il tessuto connettivo, ovvero l’impalcatura dell’organismo. I disturbi all’apparato cardiovascolare sono solo le manifestazioni più gravi della sindrome, mettendo a grave rischio la vita dei pazienti anche più giovani, ma gravi ripercussioni posso colpire anche occhi, polmoni e apparato scheletrico.

La Sindrome di Marfan è una malattia rara, colpisce 1 persona su 3000 – 5000 ed è ereditaria. Fino agli anni ’80 chi si vedeva diagnosticare la Marfan sapeva di avere un’aspettativa di vita di circa 30 anni e la consapevolezza di dover convivere con gravi sintomi e restrizioni. Oggi grazie al processo scientifico e centri specialistici come quello inaugurato a Torrette l’aspettava di vita è raddoppiata, così come la qualità della stessa.

L’Ospedale Regionale di Torrette poteva già vantare alte specializzazioni e luminari nel trattamento della Sindrome, a partire dalla Dottoressa Rossella Fattori Direttore scientifico dell’ambulatorio Centro Marfan degli Ospedali Riuniti, protagonista nello studio della Sindrome in Italia e all’estero. Ma anche specialisti di altre branche, come l’oftalmologo Cesare Mariotti, Giovagnoli della Radiologia e della Radiologia Pediatrica, Giada Tortora Dirigente di Medicina interna e genetica. Professionalità altamente specializzate nel trattamento della Sindrome di Marfan, che da oggi potranno fare rete nella Centro Marfa istituito dal Direttore Marco Di Eusanio per un trattamento a 360° del paziente. Dalla diagnosi al trattamento medico chirurgico al follow up il paziente sarà seguito e tutelato in ogni fase del decorso ospedaliero.



Questo è un articolo pubblicato il 11-01-2019 alle 18:35 sul giornale del 12 gennaio 2019 - 1074 letture