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comunicato stampa

Controlli antidroga nelle scuole, Rubini (AIC): ''Giuste le parole di Nobili''

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Francesco Rubini

Pochi grammi di sostanze che sono oggi perfettamente legali in paesi più civili del nostro come il Canada, l'Olanda o l'Uruguay (o non costituiscono reato come in Spagna, Portogallo, Austria o Germania) sono oggettivamente un magro bottino per chi dovrebbe difendere la salute e la sicurezza dei nostri ragazzi.

L'ennesima dimostrazione di forza in realtà ha fatto bene soltanto agli sciacalli della Lega, sempre pronti a mostrare i muscoli con le categorie più oppresse della società e tanto indulgenti con gli gli procura voti e soldi in tutte le maniere possibili. Non è un caso che il Comando dell'Arma ammetta senza problemi che il nuovo ciclo di irruzioni nelle scuole sia effetto del nuovo Decreto Salvini e della logica militaresca che lo sorregge.

La sensibilità del Garante Andrea Nobili è stata benvenuta anche perché sottolinea la profonda ingiustizia di un potere politico che taglia i fondi al sociale e investe in repressione innescando un circolo vizioso di proibizionismo che è fallimentare come la storia e le scienze sociali ci hanno da tempo insegnato. Il consigliere Zaffiri, ha perso invece una occasione per tacere, entrando in un campo, l'educazione e la prevenzione dei danni da stupefacenti nel quale non ha competenze, se escludiamo la sua passione per l'olio di ricino che ama evocare e che però non gli ha portato fortuna.

La scuola pubblica ad Ancona ha bisogno di maggiori risorse non soltanto per riparare i muri ed i soffitti che crollano, ma per condurre la lotta alla droga al suo interno con gli strumenti della prevenzione, della riduzione del danno e del dialogo con le giovani generazioni. Gli insegnanti sono le figure che hanno le competenze e la responsabilità di operare sul campo e il loro ruolo deve essere rispettato e non scavalcato da estemporanee irruzioni in divisa.

La repressione del traffico e dello spaccio di sostanze pericolose è una cosa seria ma deve essere condotta con intelligenza e sensibilità verso le cause sociali dell'abuso e senza criminalizzare inutilmente comportamenti socialmente ormai accettati come il consumo di cannabis. Per questi motivi chiediamo maggiore rispetto per l'autonomia della scuola, per gli insegnanti e per i giovani dei nostri quartieri popolari che tutti i giorni si sforzano, con i pochi mezzi oggi a disposizione di costruire percorsi di integrazione, inclusione e promozione sociale sociale.



Francesco Rubini

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 26-01-2019 alle 12:19 sul giornale del 28 gennaio 2019 - 895 letture