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Ivano Dionigi a Le Parole della Filosofia: "I conflitti sono sempre di ignoranza. Ma quali conflitti di culture? Non ho mai visto due persone di cultura confliggere?"

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Il pesarese Ivano Dionigi, ex rettore dell'Alma Mater di Bologna ha incontrato un Teatro Sperimentale completamente pieno per la XXIII edizione de "Le parole della Filosofia" organizzata dal professor Galeazzi.

Nel tentativo di rispondere alla domanda "Ha senso la vita?" il professor Galeazzi si è rivolto ai classici, ad autori latini come Seneca e Lucrezio, chiamando il latinista Ivano Dionigi.
Il commento di molto è stato: "Ancora andate dietro agli autori latini?"
Laconica la risposta di Dionigi: "Quello che è grave è che lo dicono convinti." Questo è stato un siparietto che si è ripetuto per tutta la durata di quello che potremmo definire qualcosa a metà tra uno spettacolo ed una lezione universitaria.
"I Classici vanno conosciuti con le loro parole". È stata la conclusione di Dionigi. Non serve mettere parole o spiegazioni di mezzo per abbeverarci alla fonte di saggezza dei classici. Una fonte che senza dubbio ha dissetato i 450 apettatori dello Sperimentale.

Dionigi ha osservato con gli occhi dei classici il mondo di oggi: "Siamo spettatori passivi di una rivoluzione che cambia il destino dei popoli: migrazione, fine dell'eurocentrismo, tecnologia... Oggi abbiamo bisogno di un'ecologia delle parole, che le rispetti. Diciamo flessibilità, ma intendiamo disoccupazione. Diciamo economia sommersa ma non cambia la sostanza, è sempre lavoro nero. Parliamo di guerra preventiva, ma in realtà è aggressione".

Dionigi si scalda quando si parla di immigrazione: "Sarà un caso che il profugo Ulisse sia stato trattato peggio di tutti da Polifemo che è un mostro?".

Una serata all'insegna dell'umanità profonda, la stessa umanità di cui i classici sono maestri indiscussi.





Questo è un articolo pubblicato il 05-03-2019 alle 18:08 sul giornale del 06 marzo 2019 - 842 letture