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Falconara, il 25 aprile al parco Kennedy con Falkatraz festival: memoria, arte, musica e impegno sociale

3' di lettura Ancona 23/04/2019 - Anche quest'anno, per la Festa della Liberazione, il parco Kennedy di Falconara Marittima ospita il colorato raduno del "Falkatraz festival", giunto alla XII edizione.

Ideato e curato dall'associazione Falkatraz onlus_Per la costituzione di spazi pubblici, con il sostegno di Anpi (regionale e sezione Falconara), Amministrazione comunale e CSV Marche (Centro Servizi per il Volontariato), e con la partecipazione di la Grancia, Jassart e Vivere verde onlus, l'evento riempirà il "cuore verde" della città, come sempre all'insegna di memoria, arte, musica, impegno sociale e aggregazione.

Dopo il corteo della mattina (h. 10,30) verso piazza Mazzini, per la cerimonia ufficiale con l'Anpi, e il pranzo sociale autogestito e condiviso (presenti baretto sociale e street food), dalle 14,30 in poi il parco si animerà con mercatino di autoproduzioni artigianali, banchetti informativi e mostre fotografiche, laboratori, area intrattenimento per bambini, torneo calcetto antirazzista, interventi da Radio Falkatraz con Dj Prescia e live painting "Climate spray Jam", eco-graffiti, a cura di Jassart, ispirati al movimento del Global climate strike.

Nel lungo pomeriggio all'aperto, dalle ore 16, si susseguiranno diversi momenti di musica e spettacolo, come "Knowledgement", progetto nato dall'incontro tra vecchie e nuove sinergie della cultura hip hop, che offrirà uno show tra beatbox, rap, hip hop, freestyle e funk; e la "Compagnia Revolè", che si conferma tra i protagonisti della manifestazione, per la settimana edizione consecutiva, proponendo "Cabaret in aereo" suggestivo spettacolo di acrobatica aerea e circo contemporaneo.

Dalle 18, concerto finale della band romana "Il Muro del Canto" che presenterà nelle Marche il suo quarto album “L’amore mio non more”. "Il Muro del canto - così si presentano sul loro sito - è una voce popolare senza tempo. È l'inno alla terra, il disincanto, la serenata. È un canto accorato di lavoro, è la ninna nanna antica. È un progetto musicale che commuove, risveglia e infuoca gli animi. Fa piangere, sorridere e danzare".

Il loro tratto distintivo è fatto di un linguaggio nudo e reale che prende la forza del dialetto capitolino e un suono che si compone di molteplici sfumature, dal folk al blues, dal sound irish alle colonne sonore marcatamente western. La voce è quella potente e profonda di Daniele Coccia; batteria, percussioni e voce narrante sono di Alessandro Pieravanti; la chitarra acustica è quella delle ritmiche solide e distintive di Eric Caldironi; al basso la fantasia di Ludovico Lamarra; ruvida e graffiante è la chitarra elettrica di Giancarlo Barbati Bonanni; la fisarmonica dà voce alle melodie senza tempo di Alessandro Marinelli. Ospite insostituibile del sestetto romano, Andrea Ruggiero al violino. Con questo quarto album, il gruppo prosegue sulla strada di un folk rock fortemente identitario e contaminato: il tempo è uno dei temi portanti del disco, quello dei ricordi, della memoria, del riscatto sociale, con una poetica intensa e popolare, ancora emozionante.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-04-2019 alle 19:12 sul giornale del 24 aprile 2019 - 2139 letture

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