Il Pirata rivive nella mostra delle Gallerie Auchan “Il mito di Pantani”

3' di lettura Ancona 10/05/2019 - Inaugurata con la presentazione del libro “Chi ha ucciso marco?” assieme all’autore Manzo e Tonina Pantani, la mamma di Marco

Uno degli sportivi italiani più amati di sempre protagonista della mostra e degli eventi organizzati dalle Gallerie del Centro Commerciale Auchan Conero, che si appresta a celebrare l’avvio del Giro di Itali una mostra ed eventi dedicati al Pirata (qui il programma).

A inaugurare la Kermesse la presentazione del libro “Chi ha ucciso Marco Pantani?” in cui la mamma di Marco e l’autore del libro Roberto Manzo hanno dialogato tra loro e con il pubblico nella serata di venerdì. Sebbene il libro sia dedicato al periodo conclusivo e più tetro della carriera di Marco Pantani la positività naturalmente ispirata dalla figura del pirata e dal suo ricordo ha contraddistinto l’interno incontro, fornendo una immagine del campione genuina e naturale, nel sentirlo raccontare nei panni di figlio dalla voce della madre Tonina e dall’amico e difensore nei processi Roberto Manzo. “La prima volta che mi capitò di incrociare lo sguardo di Marco me ne innamorai- racconta appunto Manzo – aveva uno sguardo indefinibile, che portava ad appassionarsi alla sua figura al di là dell’evento sportivo. Marco aveva intorno a se un’aura. Mi ricordo quando lo vidi vincere dopo l’infortunio nella tappa dell’Alpe d’Heuz. Il suo alzare le braccia al cielo e il suo urlo da “sono tornato” mi diedero la forza (allora ero studente) di completare i miei studi”.

Teneramente intimi anche i ricordi di mamma Tonina “Marco aveva un carattere difficile ed era un istintivo. Durante una tappa fu sgridato dal direttore sportivo perché vinse nonostante un ordine contrario. Ma non potevi dire a Marco di non vincere, se vedeva un’opportunità lui partiva. Il mondo lo ha amato anche per questo. Quando correva dava tutto sè stesso”. Un affetto quello dei tifosi con cui anche la mamma Tonina ha dovuto fare i conti: “Io lavoravo nella mia piadineria e quando Marco iniziava a diventare famoso fu presa d’assalto dai suoi fan. L’anno peggiore fu quando vinse Giro e Tour. Per mangiare dovevo chiudermi in bagno perchè tutti mi chiedevano autografi e foto”.

Analizzati anche i tanti dubbi che rimangono sull’esclusione di Marco dal mondo sportivo e dalle condanne giudiziarie che lo colpirono “Sebbene Marco non sia mai stato trovato positivo a nessun tipo di dopping”. Una storia giudiziaria dalle molte ombre, ricostruita abilmente e con lucida freddezza dal legale e amico Roberto Manzo nel suo libro “Chi ha ucciso Marco?”. “Il mio titolo è evidentemente provocatorio. Un ruolo lo hanno giocato in tanti, dagli organi sportivi e i media che lo esclusero con facilità, alla magistratura che si accanì contro di lui e anche ai lettori e tifosi che accettarono troppo facilmente quella versione. Oggi è importante raccontare la storia di Marco”.

Una storia capace si di abbattere l’uomo, ma non di oscurarne il mito che rivive oggi nei ricordi di tutti coloro che lo hanno visto urlare alzando le braccia al cielo e ripercorribile nella mostra e negli incontri del Centro Commerciale Auchan Conero.


di  Filippo Alfieri
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Questo è un articolo pubblicato il 10-05-2019 alle 20:48 sul giornale del 13 maggio 2019 - 1937 letture

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