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Il porto si ferma per l’estremo saluto a Luca Rizzieri. Il funerale celebrato dall’Arcivescovo Spina

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Sono le 10 e 30 di venerdì mattina quando suonano le sirene del porto di Ancona. Si ferma il via vai dei portuali, che nella Chiesa delle Grazie stanno porgendo l’estremo saluto all’amico Luca

È affollata di amici parenti e colleghi la chiesa delle Grazie il giorno dei funerali di Luca Rizzieri. In moltissimi i colleghi portuali venuti a dire addio a Luca Rizzieri e cercare di confortare per quanto possibile la moglie e i due figli. In tanti ancora in tuta da lavoro o con la divisa della Capitaneria. Colleghi di Luca che alla fine della cerimonia torneranno in servizio al porto con un peso in più da trasportare. Il peso della mancanza di un ragazzo scomparso nel fare il proprio lavoro. Sulla bara di Rizzieri una maglietta della squadra del cuore, la Juventus, tra e tante corone di fiori.

“Come si può morire cosi giovani mentre si lavora?” si chiede l’Arcivescovo Spina dal pulpito. Una domanda a cui sarà la magistratura a stabilire se quel cavo spezzato, che ha portato via alla sua famiglia un ragazzo di 33 anni sia stata una fatalità imprevedibile o il frutto della disattenzione di qualcuno. Sindacati, Imprese e Autorità Portuali, non sono rimasti indifferenti alla tragedia e si sta lavorando per incrementare le misure di sicurezza con tavoli condivisi.



Questo è un articolo pubblicato il 14-06-2019 alle 18:56 sul giornale del 15 giugno 2019 - 1432 letture