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comunicato stampa

Vita notturna, Altra Idea di Città: ''Prevalga buon senso su repressione''

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Il questore di Ancona ha rilasciato una dichiarazione di tolleranza zero per quel che riguarda le serate anconetane. “Divertitevi ma non ve ne farò passare una”. Chi vorrà organizzare feste e serate in generale, dovrà rispettare alla lettera le nuove normative in materia di sicurezza.

Una misura apparentemente volta alla sicurezza di tutti ma che di fatto si traduce nell'impossibilità pratica di organizzare eventi. Eventi che, il questore si augura in un altro passaggio, vengano organizzati solo da professionisti. Eppure persino professionisti che da anni organizzano eventi e manifestazioni importanti dell'estate anconetana, si sono trovati a dover cancellare le serate.

Viene da chiedersi a chi giovi tutto questo: sorge il dubbio che dietro il paravento della sicurezza non ci sia il tentativo, finora evidentemente riuscito, di utilizzare tragici fatti di cronaca per soffocare quel po' di vitalità e aggregazione che negli ultimi anni stavano crescendo e coinvolgendo la popolazione giovanile anconetana. Trincerarsi dietro fatti come la tragedia di Corinaldo per imporre ai locali di ingaggiare una quantità spropositata di addetti alla sicurezza rende di fatto impossibile realizzare la quasi totalità degli eventi, e anche quei pochi si svolgono spesso in un clima surreale tra decine di buttafuori e in qualche caso addirittura vere e proprie milizie private in tenuta, atteggiamenti ed equipaggiamenti militari.

D'altronde, appena un paio di giorni fa il ministro dell'interno ha sfruttato come il peggiore degli sciacalli la tragedia del ragazzo morto a Roma mentre cercava di scavalcare una cancellata durante una festa universitaria: invece di comportarsi in maniera istituzionale, ha preso la palla al balzo per lanciare la campagna contro feste organizzate da associazioni studentesche, culturali e giovanili.

Una campagna il cui duplice scopo è ovviamente politico: da un lato colpire il fermento giovanile privando le associazioni studentesche del principale strumento di autofinanziamento che permette loro di fare tutte quelle attività socio-culturali e di rappresentanza che le contraddistinguono, dall'altro l'omologazione del divertimento dei giovani in pochi locali, standardizzati culturalmente e dal punto di vista dell'offerta, con l'aggravante degli alti costi delle consumazioni.

Ci auguriamo che il questore Cracovia ci ripensi, e che alla sbornia autoritaria e repressiva lanciata dal ministro dell'interno e che sembra averlo contagiato, preferisca far prevalere il buon senso.



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 28-06-2019 alle 16:13 sul giornale del 29 giugno 2019 - 591 letture