Fuliggine al porto, Italia Nostra presenta esposto in procura

2' di lettura Ancona 20/02/2020 - Italia Nostra ha annunciato la presentazione di un esposto alla Procura penale di Ancona per l'incidente del 5 dicembre 2019 che ha visto l’immissione in atmosfera di sostanze cancerogene ed eco tossiche, emesse da una nave ferma con motori accesi in porto, probabilmente per una anomalia del motore.

La denuncia è stata presentata per tre buoni motivi:

1. La gravità del fatto, confermata dai risultati delle analisi effettuate dall’ARPAM. Un campione è risultato essere “pericoloso Hp7 con caratteristica di pericolo cancerogeno”, il secondo campione è risultato essere “rifiuto speciale pericoloso Hp7 e Hp14 con caratteristiche di cancerogeno ed eco tossico.” Cosa hanno respirato i lavoratori del porto ed i cittadini quella mattina?

2. La assenza di un sistema di monitoraggio ed allerta in ambito portuale e cittadino. L’allarme è stato dato dai cittadini che sui terrazzi e sulle finestre hanno visto accumularsi la fuliggine e quindi hanno allertato i Vigili Urbani e poi i Vigili del Fuoco e l’Arpam. Il patto per il porto non prevedeva l’obbligo per le società di navigazione di effettuare controlli minuziosi sui motori delle navi? Che controllo viene effettuato dalla Autorità Portuale e dalla Capitaneria di Porto a tal proposito?

3. Il tentativo di minimizzare l’avvenuto inquinamento La notizia della natura cancerogena dell’inquinante era nota al Comune fin da 24 gennaio ma la pubblica opinione non è stata tempestivamente avvisata. Un amministratore ha parlato di “lieve concentrazione depositatasi in una zona circoscritta”, di situazione di inquinamento generale “non così grave” quando mancano i dati, come affermato da un tecnico di fiducia del Comune.

Sia il Comune che l’Autorità Portuale non hanno nessun progetto per la elettrificazione delle banchine così da far tenere spenti i motori delle navi; entrambi continuano a sostenere il progetto per il porto crocieristico che da solo provocherà danni alla salute ed all’ambiente per 15,3 milioni di euro l’anno; non hanno deciso nulla rispetto allo spostamento dei traghetti dal porto storico verso la ex zona silos e la banchina Marche, con una clamorosa gaffe dell’amministratore di cui sopra.

Quindi ben vengano studi come il PIA, fermo da tre anni, ma prima per cortesia siano resi pubblici i risultati delle 22 centraline dell’ARPAM installate ad aprile ’19 e che da ottobre ’19 avrebbero dovuto fornire informazioni sul monitoraggio delle PM 10. Altrimenti è solo un ulteriore caso di spreco di danari pubblici.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-02-2020 alle 16:19 sul giornale del 21 febbraio 2020 - 473 letture

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