Falconara: Federici (Italia Viva), “Giù le mani dalla Piscina di Falconara! Una storia deplorevole”

4' di lettura 12/08/2020 - In risposta alle incaute dichiarazioni dell’Assessore Barchiesi, si viene a premettere che l’ampio ventaglio di strutture scolastiche, sportive e del tempo libero esistenti a Falconara, sono state tutte realizzate dalle Giunte di sinistra e di centro sinistra che si sono succedute negli anni, mentre negli ultimi 12 anni di governo della città il centro destra non è stato in grado di costruire nulla, ad eccezione dell’ampliamento della scuola primaria D. Alighieri di Falconara Alta.

Non solo, le Giunte Brandoni e Signorini non sono state in grado di programmare neppure le necessarie spese per la manutenzione e la ristrutturazione delle strutture pubbliche esistenti, tanto che con l’apertura del nuovo anno scolastico ci saranno inevitabili disagi per alunni e famiglie della scuola media G. Cesare, delle elementari Leopardi, delle Peter Pan e della primaria L. Da Vinci di Castelferretti. A tutto ciò si aggiunge la vicenda emblematica della Piscina Comunale che è chiusa dal mese di marzo scorso a seguito del Coronavirus e non sarà più riaperta, per problemi di degrado ed instabilità della copertura, fino al nuovo anno. La Piscina Comunale è stata costruita negli anni 80 con un finanziamento della Provincia di Ancona ed ha svolto, per oltre 30 anni, un ruolo di primo piano nell’attività sportiva e sociale della città. Nel 2012, la gestione della Piscina è stata affidata, per 15 anni, alla società privata AR.CO LAVORI – NUOVA SPORTIVA con la sottoscrizione di una convenzione che ne regola le condizioni prevedendo anche la realizzazione, da parte del gestore, di alcuni lavori nelle vasche e negli impianti tecnologici.

Il Comune si era impegnato a versare un contributo annuo di circa 65.000,00 euro per il riequilibrio economico-finanziario. Dai lavori a carico del gestore era stato escluso il tetto di copertura della piscina in avanzato stato di degrado. Con determina Dirigenziale n. 968 del 7/9/2017, il Comune di Falconara affidava all’Ing. Stacchiotti Michele di Jesi l’incarico per la redazione del progetto di fattibilità per il “Rifacimento della copertura della Piscina Comunale”, con fondi propri. Non succede più nulla per due anni fino al 12/9/2019 quando, con delibera di Giunta n. 336, si approva un atto di indirizzo per avviare le attività di progettazione della struttura. Si approvano anche le procedure di gara per una spesa di 119.000,00 euro che si svolgono in due tornate in quanto la prima va deserta. Importo previsto dei lavori di 685.000,00 euro da finanziare con il Credito Sportivo. Con determina Dirigenziale n. 291 del 7/4/2020, viene affidata allo studio Ing. Tittarelli Gabriele e altri professionisti di Jesi, la redazione del progetto definitivo ed esecutivo, con riserva di affidamento successivo della direzione lavori che ha offerto un ribasso del 45,75 %. A seguito di un sopralluogo nella Piscina comunale dei tecnici comunali e di quelli incaricati della progettazione, avvenuto il 29/6/2020, si decide di cambiare registro: non più l’idea iniziale di una nuova copertura in legno ma si opta per una struttura pressostatica che avrebbe, secondo i proponenti, il duplice vantaggio di costare di meno e di essere realizzata in tempi brevi, circa 90 giorni. In forza di questa nuova decisione, la Giunta con delibera n. 41 del 23/7/2020, approva l’atto di indirizzo in tal senso per una spesa di 270.000,00 euro.

Le considerazioni più evidenti che balzano agli occhi sono:

1. Dopo tre anni dalla conosciuta necessità di rifacimento della copertura della piscina, si sceglie una struttura di ripiego per recuperare qualche mese nei tempi di esecuzione, in presenza di un impianto che deve durare qualche decennio.
2. La scelta del pallone pressostatico è sbagliata in quanto deve essere adattata ad una struttura esistente ed è foriera di problemi di gestione e di manutenzione come dimostrato nei pochissimi casi esistenti in zona. Con la prevista limitazione della capienza massima di 50 utenti, si va a degradare una struttura di primordine, in un opprimente bunker, con ventilazione obbligatoria e conseguente pregiudizio per i tanti cittadini che la utilizzano.
3. La stessa motivazione dei costi dimezzati è risibile, poiché non tiene conto del fatto che i tempi di durata del pallone pressostatico si riducono alla metà rispetto ad una struttura tradizionale. Non si tiene conto, inoltre, dei costi di rescissione del contratto con i progettisti che hanno vinto la gara, i quali non possono essere compensati, in modo semplicistico, con l’affidamento della progettazione per la sola demolizione dell’esistente.

Ne esce un quadro desolante di superficialità, improvvisazione e mancanza di programmazione per un intervento che non presenta particolare complessità. Si va verso il degrado di una struttura che è stata per tanti anni un’ eccellenza della città.


da Franco Federici
    Capogruppo Italia Viva





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-08-2020 alle 11:22 sul giornale del 13 agosto 2020 - 1672 letture

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