Confindustria Marche presenta le richieste degli industriali al futuro governatore

6' di lettura Ancona 12/09/2020 - I vertici di Confindustria Marche insieme per presentare le richieste degli industriali al futuro Governatore

Un documento completo e articolato quello che oggi è stato presentato oggi alla stampa da Claudio Schiavoni, presidente di Confindustria Marche, affiancato dai componenti del Consiglio di presidenza Simone Mariani, presidente di Confindustria Centro Adriatico, Domenico Guzzini, presidente di Confindustria Macerata, Gianni Tardini, presidente Piccola Industria Marche e Simona Reschini, presidente Giovani Imprenditori Marche.

“Il sistema manifatturiero rappresenta la variabile chiave per la crescita della regione – ha esordito Schiavoni -e anche in un periodo difficile come quello che stiamo attraversando i nostri imprenditori hanno capacità strategiche, lungimiranza, visione; sono pronti a mettersi in gioco, giorno dopo giorno. Ma se saranno lasciati soli non resisteranno ancora a lungo. Ecco perché abbiamo bisogno di una politica regionale che ponga la manifattura al centro: interventi non a pioggia, ma inquadrati in una politica di lungo respiro che tenga conto delle risorse economiche a disposizione, in particolare quelle del Recovery Fund ma non solo”.

Secondo il numero uno degli industriali marghiani sarà necessario canalizzare le risorse su priorità chiare perché ogni euro investito dovrà portare ad una crescita del PIL e a tal proposito ha lanciato un messaggio chiaro e forte al futuro governatore “Dobbiamo insieme riuscire a intercettare i fondi nazionali ed europei per tornare a essere protagonisti: un primo grande impegno sarà il varo entro il 2020 dei nuovi programmi operativi con i fondi comunitari 2021-2027 coinvolgendo le categorie economiche”.

Il documento parte da tre emergenze per poi indicare 10 priorità su cui investire. La prima emergenza è quella del Covid: “Le Marche post Covid ci restituiscono un quadro drammatico: una produzione industriale calata del 22% nel primo semestre rispetto allo scorso anno, con il 45% delle imprese che ha visto dimezzato il proprio fatturato e il 56% delle imprese che prevede mancanza di liquidità. Al prossimo governatore chiediamo essenzialmente un cambio di metodo rispetto amministrazione precedente, con un coinvolgimento nelle scelte e la definizione di una strategia di breve e medio periodo con adeguate risorse”.

E’ stato Domenico Guzzini ad affrontare la seconda grande emergenza, quella del sisma: “Sono passati 4 anni e ancora oggi abbiamo 80 mila abitazioni private e 4000 opere pubbliche da ricostruire. Su questo tema non molliamo: staremo col fiato sul collo a chi ci governerà: dobbiamo accelerare la ricostruzione, abbattere la burocrazia, risolvere il problema delle macerie ancora da rimuovere, sia pubbliche che private. E dobbiamo favorire le imprese edili locali”. Sulla terza emergenza, le infrastrutture, è intervenuto Simone Mariani: “Un tema critico da decenni, che invece di migliorare si acuisce sempre più – ha detto - un gap che è divenuto insostenibile. Sono tante le opere da completare prima fra tutti la terza corsia dell’A14, che è diventata un tragico collo di bottiglia”. Mariani ha parlato anche dell’aeroporto, del porto e non ultimo della necessità di copertura rapida e integrale del territorio con la banda ultralarga. “Tutte questioni che devono essere prioritarie nell’agenda del prossimo governo regionale” ha sottolineato.

Dopo le emergenze, il decalogo “Quelle che vogliamo sottoporre all’attenzione del prossimo Governo regionale sono 10 priorità – ha ripreso il filo del discorso Schiavoni – di cui le prime quattro possono essere accorpate nella richiesta di un contesto più competitivo in cui le imprese possano operare. Che passa attraverso 1) più ascolto da parte della Regione, più visione e programmazione, verifica sistematica dei risultati delle policy regionali 2) più semplificazione della macchina amministrativa 3) più attrattività per le imprese e per i talenti 4) più attenzione alla gestione del territorio: rigenerazione urbana, revisione del Piano Attività Estrattive, revisione della vigente legge urbanistica”.

Le altre sei priorità rientrano invece sotto il macro tema di aiutare le imprese ad essere più competitive. “Investire sulle risorse umane, in particolare sui giovani,è la prima leva fondamentale per lo sviluppo – ha detto Simona Reschini – e su questo tema chiediamo di valorizzare ruolo della formazione tecnica (Istituti tecnici e ITS) di intensificare il rapporto tra Università e Imprese e di attivare le risorse europee previste nella Programmazione comunitaria 2021-2017 per interventi di riqualificazione delle risorse umane”. E parlando di un’altra grande priorità, la Ricerca e innovazione, la presidente dei Giovani Imprenditori ha espresso la richiesta di dedicare all’obiettivo 1 (Europa più intelligente) programmazione comunitaria 2021/2027 come minimo il 45% delle risorse.

“Chiediamo anche di costituire un fondo triennale per alimentare la legge regionale 4.0 e il sostegno al riconoscimento di un Digital Innovation Hub marchigiano” ha concluso. Di sviluppo sostenibile ed economia circolare, la settima priorità del decalogo di Confindustria Marche, ha parlato Gianni Tardini. “La Regione Marche dovrà affrontare il tema strategico della transizione verso sistemi economici maggiormente sostenibili con meccanismi premiali e risorse adeguate – ha spiegato, rifacendosi ancora una volta alla programmazione comunitaria 2021/2027 e in particolare all’obiettivo 2 (Europa più verde) “per il quale chiediamo di destinare come minimo il 35% delle risorse. A cui aggiungiamo la richiesta di creazione di filiere green con sinergia pubblico-privata e la realizzazione di impianti per la gestione dei rifiuti anche speciali”.

E sul tema dell’internazionalizzazione, strategico per le Marche che sono un territorio fortemente vocato all’export, l’obiettivo è quello di aumentare il numero degli esportatori abituali, che purtroppo negli ultimi anni è calato drasticamente. “Al futuro governatore chiediamo di istituire un fondo regionale per l’export con ammontare adeguato di risorse, di indirizzare le risorse finanziarie a sostegno di iniziative e progetti delle imprese e di sviluppare competenze digitali per un nuovo approccio ai mercati da attivare con le risorse del FSE”.

Ha ripreso la parola Domenico Guzzini. “Investimenti, credito, capitale di rischio sono l’ossigeno indispensabile per la crescita delle imprese e nella nostra regione la riorganizzazione del sistema bancario non ha aiutato. E’ necessario rafforzare il sistema delle garanzie, favorire l’accesso al credito a costi competitivi ai settori portanti dell’economia regionale e stimolare l’utilizzo di strumenti di finanza innovativa, come anche stimolare con aiuti pubblici i nuovi investimenti e rafforzare il capitale di rischio delle imprese”.

Ha concluso la carrellata delle priorità Simone Mariani. “Il turismo è stato il settore più colpito dall’emergenza Covid-19. In Confindustria possiamo parlare con cognizione di causa perché rappresentiamo tutta la filiera: Trasporto Pubblico Locale, Tour Operator, albergatori e altre strutture ricettive di qualità. Quello che chiediamo è di creare un fondo per il turismo con contributi a fondo perduto per la crescita qualitativa del settore, aumentare le risorse per la promozione di press tour, workshop, roadshow, partecipazione a fiere e infine valorizzare l’intera filiera del turismo promuovendo le aggregazioni”.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-09-2020 alle 10:42 sul giornale del 14 settembre 2020 - 221 letture

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