Ancona capitale della cultura, Diomedi: "Vuoto di idee e di visione"

3' di lettura Ancona 18/01/2021 - Cosa intendiamo esattamente per “cultura-sociale” e qual è il percorso per il “sostegno della ripresa delle attività socio culturali in città” ? In cosa Ancona è (ancora) una eccellenza?

Onestamente io non lo so, né, da quel che leggo capisco; non vedo eccellenze, non vedo azioni né consapevolezza. Ascolto molte chiacchiere, tante, troppe chiacchiere; vedo rendering a profusione e scorro video ruffiani in cui si vede la Città da molto lontano o molto da vicino; la lontananza o il dettaglio celano agli occhi il disastro che c’è intorno ad un cammeo. In questi lunghi, terribili, 7 anni abbiamo visto il vuoto allargarsi; tra le chiusure (il Pergolesi non va dimenticato), vuoto di idee, di visione, di apertura, di iniziative, di memoria e di bellezza. Quanto ci manca la bellezza e quanto danno fa la sua mancanza. Di “soldi”, solo di quelli abbiamo sentito parlare, che “la cultura non si mangia”.

Anche davanti alla commissione che avrebbe dovuto laureare Ancona Città italiana della Cultura la Sindaco migliore del mondo ha letto la lista della spesa… Non ha detto quanto sia stata emarginata la sensibilità dei molti che avrebbero voluto e vogliono contribuire con la loro capacità, esperienza e soprattutto memoria, a ricucire questa città “sbrindellata”. A parte la prosa, una fontana al porto, un cavallo sul tetto e qualche mostra il nulla. La Musica negletta, la tradizione corale un fastidio, la biblioteca chiusa, la pinacoteca civica orfana, il museo della città vuoto dentro le sue mura nuove. La "apertura" è solo per i DJ set, ovvero per il rumore spacciato per musica, o per qualche pseudo filosofo dei nostri tempi che ci parla di “cura” che riempie, per qualche giorno, le sale del "nuovo hub" della cultura – la Mole. In questi anni i decisori/amministratori hanno proceduto random, privilegiando solo ciò che conoscevano (ed è pochino) e accedendo a qualche (costosa) iniziativa spot gettando qualche esca qua e là. Così non va. Non può andare. Ma questo è stato e questo temo sarà.

L’occasione della candidatura quale città italiana della cultura altro non sembrava, visto che è stata scelta Procida, che l’occasione di acchiappare i soldi...ma per fare cosa?? Non si comprende, perché le idee continuano ad essere ben confuse oltre che approssimative. Dopo 7 anni di nulla non ci si improvvisa campioni, nemmeno sulla carta, e non basta far uscire un titolato coniglio dal cilindro che, per il rilancio della Pinacoteca Civica, più che due paginette di idee, nemmeno troppo originali, non è stato capace di scrivere. Le figure “contemporane” pensate dell’Assessore sembrano (e sono?) estemporanei e disperati tentativi di gettare fumo negli occhi, espressione e conferma di una visione lunga – al massimo – due anni. Qualcuno che tiene bordone si trova sempre, ma prima o poi un altro qualcuno dalla folla alzerà la voce per gridare che il re è nudo… speriamo che, a quel punto, per la città, non sarà troppo tardi.


Da Daniela Diomedi

Consigliere comunale M5S Ancona





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-01-2021 alle 16:31 sul giornale del 19 gennaio 2021 - 328 letture

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