Nuovi pozzi in Adriatico, Altra Idea di Città: “La chiamano transizione, si legge conservazione”

Trivellazioni in Adriatico 3' di lettura Ancona 13/04/2021 - Con un tono più Green, il nuovo Ministero della Transizione ecologica, non si differenzia dal precedente e non impiega molto a mostrare il suo vero volto.

È notizia di questi giorni il via libera da parte del MITE a 9 progetti di sfruttamento di giacimenti di petrolio e gas fossile, nell’Adriatico – tra Veneto e Abruzzo – e al largo della costa meridionale della Sicilia, a terra, in Emilia Romagna in provincia di Modena. "Il Ministro della Transizione Ecologica (sic!) Cingolani ingrana la marcia, però all'indietro, puntando sul passato, e cioè sulle fossili, approvando la Valutazione di Impatto Ambientale per ben 11 nuovi pozzi per idrocarburi, di cui uno anche esplorativo. Insomma, visti i primi atti ci verrebbe la voglia di battezzarlo noi, però come Ministero della Finzione Ecologica". - Comunicato del Forum H2O, il forum abruzzese dei movimenti per l'acqua.

Davanti alla nostra costa prenderà avvio la costruzione del “Progetto di perforazione di un pozzo di produzione denominato Calipso 5 dir nella Concessione di coltivazione liquidi e gassosi B.C14.AS”- presentato da ENI SpA- che sarà realizzato dalla piattaforma esistente Calipso a quattro gambe, per l’invio a terra della produzione di gas. Calipso 5 ha già acquisito il parere positivo della Commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale VIA e VAS, del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, della Regione Marche con decreto dirigenziale n. 86/VAA del 22 maggio 2020. Nel Decreto Ministeriale si evidenzia come il procedimento in oggetto “non rientra nell’ambito di quelli sospesi in attesa dell’adozione del Piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee (PiTESAI).

Questo è uno dei tanti problemi italiani: pensare che il passato non conti e che le opere già in esistenti possano essere tranquillamente implementante. L’Italia non può puntare lo sguardo solo al futuro, evitando di costruire quelle opere devastanti per l’ambiente e la salute di tutt* noi, ma deve anche sottrarsi alla creazione ed implementazione di nuovi pozzi nelle piattaforme già in essere. L’unica strada percorribile è quella di disincentivare al massimo l’utilizzo di fonti fossili e screditare il loro uso…Non ci sono altre vie. Il governo deve bloccare l’autorizzazione ed il finanziamento di tali progetti ed i cittadini, dal canto loro, devono diventare più consapevoli riducendo il consumo di fonti fossili nella loro vita quotidiana.

Sembra inutile continuare a ripetere quali sono i rischi che questi mega progetti portano con sé. Sembra inutile, ma evidentemente è ancora doveroso e necessario. Le criticità appartengono indistintamente ad ogni singolo progetto. Oltre al rischio di incidenti (il più recente avvenuto in Croazia, dove una piattaforma si è inabissata a causa del maltempo), ci sono le più note questioni degli sversamenti in mare, della perdita e la distruzione dell’ecosistema, della flora e della fauna circostante, che poi, ormai contaminata, finisce nelle nostre tavole. Dal rischio per l’ambiente a quello per la salute dunque, le evidenze e la storia non lascia dubbi: è il momento di abbandonare le fonti fossili e con esse, questo sistema malato! L’ennesimo “Buco nell’acqua” (da intendere in senso metaforico e fisico) per mano di un governo che professa l’immediata transizione ecologica anche grazie ai sussidi che arriveranno con il Recovery Plan e promuove la svolta green tanto attesa.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-04-2021 alle 16:37 sul giornale del 14 aprile 2021 - 158 letture

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