Rifornivano di hashish tutta la provincia di Ancona: sgominata banda di spacciatori

5' di lettura Ancona 28/04/2021 - Con gli arresti di mercoledì mattina si conclude un'indagine che era i corso dal 2019. Sgominata la rete di spacciatori, si rifornivano dalla Romagna di hashish che distribuivano in tutta l'area dell'anconetano fino al maceratese. 400 capi di imputazione per 40 indagati, 153 kg di hashish sequestrati.

L'indagine nasce nel 2019, quando un giovanissimo falconarese decide di chiedere aiuto ai Carabinieri. Il ragazzo all'epoca dei fati appena maggiorenne aveva contratto un debito di droga con chi lo riforniva di hashish per oltre 18 mila euro. I carabinieri organizzano un finto scambio in cui viene arrestato l'aguzzino, poco più grande della vittima. Questo il fatto che nel luglio del 2019 fa intuire ai Carabinieri del Comando di Falconara Marittima l'esistenza di una importante rete di spaccio che aveva portato dei giovanissimi pusher a gestire significative somme di denaro e ingenti quantità di stupefacenti.

Grazie al lavoro dei Carabinieri si delinea la rete dello spaccio in quella che i militari battesimano Operazione Bistrot. Il nome deriva dal gergo utilizzato dagli spacciatori, che al telefono si riferivano all'hashish chiamandolo caffè, “Sono arrivate le paste” significava che si era pronti a vendere e “ci apriamo un ristorante” significava che il carico era importante. Destinatari della marce, per lo più hashish e marijuana, ma non mancava la cocaina, consumatori nati tra il 1995 e il 2005, ovvero la così detta generazione Z. Gli inquirenti scoprono che dalle mani dell'anconetano arrestato per estorsione passavano ogni mese circa 7 kilogrammi di hashish che il giovane riusciva a piazzare in poche ore con vendite di grande quantità. Ad acquistare i panetti di hashish coetanei che provvedevano poi a rifornire il territorio di Ancona, Falconara e Castelferretti.

Gli sforzi dei Carabinieri si sono così concentrati per individuare la fonte del fume di hashish destinato per lo più a consumatori adolescenti individuando il principale responsabile in E.F.A. 33enne di origini marocchine residente ad Agugliano e domiciliato a Polverigi. Ad aiutare E.F.A. i due fratelli maggiori e la moglie, impegnati in quello che era diventato un fruttuoso business familiare. Dalle ricostruzioni dei Carabinieri i tre fratelli si procuravano le sostanze stupefacenti in Romagna, in particolare a Cesena, le sostanze venivano poi smistate sul territorio, quasi sicuramente trasportando la droga occultata in macchina. Il territorio di influenza era quello delle province di Rimini, Forlì Cesena e in tutta quella di Ancona, arrivando fino al maceratese. A testimoniare il fatto il sequestro avvenuto nel mese di gennaio che ha visto la Comapagnia di Riccione di 80 kg di hashish e 20 kg di marijuana. Indagine in cui risultava coinvolto anche uno degli uomini già attenzionati nella indagine dei Carabinieri di Falconra.

Ad coadiuvare i tre fratelli che gestivano Ancona e la sua zona anche 4 individui adibiti con violenza all'estorsione delle somme di chi si rifiutava o non poteva pagare la droga. Questo almeno il caso di un 25 enne italo-marocchino che aveva accumulato un debito di droga di 10mila euro. Le minacce verbali alla saluta dello stesso e della sua ragazza avevano convinto il debitore ad aprire una finanziaria per saldare il proprio debito, pena di un ulteriore ritardo sarebbe stato il “sequestro” della macchina del debitore a coprire gli interessi.

Tra gli altri reati del gruppo anconetano quelli relativi all'autoriciclaggio. Per giustificare il sostanzio flusso di denaro proveniente dalla vendita degli stupefacenti E.F.A. approfittava del negozio di vestiti della moglie, 31enne Ancona P.J.. Nella mattina di mercoledì anche il negozio di vestiti, situato nei pressi della centralissima piazza Roma di Ancona, è stato sottoposto a sequestro.

Dopo mesi di indagini iniziano gli arresti che vedono l'11 febbraio un magazziniere di 54 anni essere arrestato per la conservazione 1 kg di hashish nel proprio armadietto sul posto di lavoro, il 21 febbraio l'arresto di uno dei fratelli marocchini, trovato con 5 kg di hashish nel vano motore della sua auto e poi il 3 aprile 2020, in pieno lockdown, l'arresto degli altri due fratelli, sorpresi con 100 grammi di cocaina in auto. Con il bliz avvenuto alle prime luci di mercoledì mattina si è quindi intervenuti per sradicare tutta la rete di spaccio già individuata durante le indagini. Sono stati 100 i Carabinieri impegnati in 25 perquisizioni che hanno portato al sequestro di 8 kg di sostanze, 8 arresti in flagranza e 15 misure cautelari e 2 misure patrimoniali. Ingenti i volumi del traffico di droga di tutta l'operazione, compreso il “filone romagnolo”: 153 i kg di hashish, 1,4 kg di cocaina e 20,2 kg di marijuana per una valore sul mercato di circa 1 milione di euro, 78 mila invece i contati sequestrati.

A rendere eccezionale l'operazione non solo i numeri importanti, ma anche le condizione in cui i militari si sono trovati a svolgere le indagini. In piena pandemia, raccontano ad esempio i carabinieri, è accaduto ad esempio che nel mezzo di un inseguimento, un controllo casuale fermasse gli investigatori in borghese, che costretti ad obbedire all'alt dovevano rinunciare all'inseguimento. Ad esprimere la propria soddisfazione il Colonnello Christian Carrozza comandante provinciale dei Carabinieri di Ancona per la disarticolazione di una complessa organizzazione criminale che coinvolgeva molti giovani e giovanissimi nello spaccio e nel consumo degli stupefacenti.


di  Filippo Alfieri
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Questo è un articolo pubblicato il 28-04-2021 alle 14:26 sul giornale del 29 aprile 2021 - 2073 letture

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