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Comunicare il Cancro. Il progetto di nato nelle Marche per sfidare le fakenews

3' di lettura Ancona 08/09/2021 - Il progetto promosso dalla Clinica Oncologica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Ospedali Riuniti di Ancona – Università delle Marche per promuovere la comunicazione scientifica e costruire un ponte tra i media e la medicina

È un fatto sotto gli occhi di tutti che oggi il primo medico ad essere consultato è quasi sempre “dottor google”. Una pratica tanto diffusa quanto potenzialmente pericolosa, visto che si stima che almeno una notizia su tre, di quelle a proposito del cancro, risulti essere una fakenews.

Proprio per far fronte alla immensa mole di notizie false e fonti non attendibili nasce il progetto dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Ospedali Riuniti di Ancona – Università delle Marche “Comunicare il cancro”, con l’obiettivo di promuovere la cultura della comunicazione medico-scientifica in ambito oncologico sia sui media tradizionali che quelli digitali.

Un progetto che trae spunto anche dalla recente esperienza “limite” verificatasi con la pandemia e la relativa comunicazione: “Questa pandemia si è manifestata anche come infodemia” spiega Michele Caporossi,Direttore Generale AOU Ospedali Riuniti di Ancona durante l'incontro con la stampa di presentazione del progetto “La malattia è spesso connessa con la comunicazione e la medicina se ne deve occupare. Anche per questo abbiamo deciso di mettere attorno allo stesso tavolo i maggiori esponenti dei media locali”.

La necessità non è solo di comunicare, ma di comunicare bene, specifica Caporossi: “Ci siamo voluti dotare di un interventi a tutto campo, introducendo un indice di reputazione che ci permette di autovalutare la percezione del nostro lavoro, ottenendo così un parametro che ci permette di far entrare la comunicazione nel nostro budget degli obiettivi. Il sistema sanitario saprà così bene quale è la sua efficacia perchè sapremo cosa pensano di noi. Uno stimolo per migliorare il Servizio Sanitario”.

A dare la sua testimnianza anche Mauro Silvestrini (Vice Preside Facoltà di Medicina e Chirurgia, Università Politecnica delle Marche) “Sono evidenti i danni di una cattiva informazione e lo sono particolarmente in campo oncologico, dove i pazienti possono essere in alcuni casi facilmente influenzabili, rallentando o interrompendo le cure. La comunicazione è anche però una preziosa arma che dobbiamo sfruttare sempre di più come strumento educativo della popolazione”.

Uno degli obiettivi del progetto sarà quindi anche un corso di perfezionamento postuniversitario in programmazione, aperto a laureati in medicina, ma anche a professionisti della comunicazione per acquisire un metodo ed un linguaggio comune per raccontare e spiegare la malattia e la medicina.

“C'è una forte richiesta e necessità di formazione sia da parte degli operatori della comunicazione che della medicina” spiega Rossana Berardi, Ordinario di Oncologia Medica presso l’Università Politecnica delle Marche e Direttore della Clinica Oncologica Ospedali Riuniti di Ancona “In uno studio, che abbiamo condotto su 75 operatori sanitari italiani e che è in corso di pubblicazione, ha mostrato come la metà di questi non abbia ricevuto una specifica formazione in ambito comunicativo e il 93,4% ha espresso la volontà di poter intraprendere o migliorare la propria formazione”.

Investire sulla formazione degli operatori sembrerebbe il giusto antidoto alla disinformazione, in particolare a quella che circola sui social network: “I social network sono i principali responsabili di questo processo di cattiva informazione. Il progetto ‘comunicareilcancro’ si propone proprio di promuovere l’informazione corretta in questo ambito e attraverso una formazione anche accademica di formare operatori sanitari e divulgatori trasmettendo le regole fondamentali per comunicare non solo il cancro, che rappresenta il paradigma delle malattie anche per il suo grande impatto emotivo, ma più in generale la salute e la medicina” conclude la dottoressa Berardi.


di  Filippo Alfieri
redazione@vivereancona.it





Questo è un articolo pubblicato il 07-09-2021 alle 19:35 sul giornale del 08 settembre 2021 - 162 letture

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