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comunicato stampa

CNA Ancona: "Concessioni demaniali, che sta succedendo? Il settore turistico italiano è messo a rischio"

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Il Governo ha fissato al 31 dicembre 2023 la scadenza delle concessioni demaniali andando contro quanto deliberato nel 2018, ma si sono valutati gli effetti di questa scelta? Gli effetti saranno disastrosi per il settore e per tutto l’indotto, perché?

Molte imprese a conduzione familiare saranno in ginocchio, come pure tutto il personale che da anni lavora nel settore. Non si riuscirà sicuramente a rimettere in piedi un sistema di ricettività balneare all’altezza per la stagione 2024 e negli anni immediatamente successivi.

“Siamo preoccupati per questa scelta, abbiamo fatto investimenti considerando la scadenza del 2033, abbiamo preso impegni anche per l’acquisto di attrezzature per il prossimo anno – commenta Francesco Clementi referente CNA Balneari – questi investimenti sono stati fatti considerando un piano di rientro decennale, così ci mette in ginocchio senza nessuna prospettiva”.

Le imprese balneari, come pure i ristoranti del litorale in concessione, hanno già avuto avvisaglie dagli istituti di credito chiedendo il rientro dagli impegni entro il 2023. Molti hanno fatto investimenti a seguito dell’emanazione della legge 145 del 2018 che prorogava le concessioni sino al 2033. Ma non solo, per altre attività ci sarà una difficoltà legata alle norme di erogazione di interventi pubblici in seguito ad investimenti. Alcune Regioni tra le quali la nostra hanno emanato bandi di sostegno agli investimenti. Che prevedono l’obbligo di non cedere lo stabilimento per 5 anni. Come faranno a rispettare questi obblighi?

Altri hanno investito cifre importanti per l’acquisto della licenza e beni strumentali considerando la scadenza del 2033. Come saranno rimborsati questi imprenditori?

Gli stessi Comuni, soggetti preposti al rilascio delle concessioni, saranno in difficoltà in quanto dovranno richiamare i contratti stipulati rimettendo in discussione quanto stabilito nei contratti tra privati.

La legge 145 del 2018 affrontava il tema prorogando fino al 2033 la scadenza delle concessioni, trascurando si alcuni aspetti, ma parlava chiaro sulla scadenza. “Siamo convinti che questa decisione se non rivista creerà problematiche su tutto il settore turistico, insisteremo con il Governo per sistemare gli aspetti non approfonditi nella legge 145 – dichiara GIACOMO MUGIANESI Resp. Turismo CNA Ancona – senza andare a modificare però la scadenza del 2033 così da permettere una riorganizzazione del settore”.

È stata fatta già oggi una prima audizione in Senato, ma in serata verrà richiesta unitariamente con le altre sigle sindacali, un incontro con il governo per approfondire il tema ed entrare nel merito della scelta che deve essere rivista è modificata per non mettere in difficoltà un sistema, quello turistico italiano.

Il turismo italiano privato del turismo balneare caratteristico, riconosciuto, familiare, non sarà più lo stesso, per riattivarlo e offrire un servizio all’altezza ci vorranno anni. “Non pensiamo nemmeno a concessioni di breve periodo- prosegue Mugianesi - ci vogliono almeno 20 anni per poter lavorare ed investire e la crisi che verrà scaricata sull’indotto è stata considerata?”.

Alberghi, fornitori di bar, attrezzature… ma lo stesso stato verrà messo in difficoltà da questa azione. In tempo di pandemia sono stati concessi mutui con garanzia statale per aiutare le imprese, riusciranno a onorare gli impegni? Tante considerazioni che devono essere rimesse sul piatto per non cadere ancora una volta in scelte dettate da regolamento comunitari che non tengono conto di come siamo, delle nostre caratteristiche e della nostra tradizione.



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-11-2021 alle 16:06 sul giornale del 13 novembre 2021 - 181 letture