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comunicato stampa

Sicurezza, la soluzione secondo Cna: "Integrazione tra pubblico e privato"

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Andrea Cantori

La CNA di Ancona interviene al consiglio comunale aperto sulla sicurezza; dall’indagine sul campo emergono le zone critiche.

Il tema della sicurezza cittadina è un tema con molte sfaccettature, complesso, che riguarda una molteplicità di situazioni diverse tra loro: movida violenta, fenomeni di teppismo, bullismo, piccoli reati, etc. I casi che hanno allarmato la popolazione sono stati di varia natura. Alcuni di una certa gravità che hanno subito avuto l’attenzione delle forze dell’ordine e della magistratura: ci riferiamo in particolare alle aggressioni di gruppi di giovani ai danni di coetani che ha portato a lesioni gravi o ancora il preoccupante episodio a sfondo omofobo avvenuto lo scorso 28 agosto. Su questi casi è evidente che solo attraverso le forze dell’ordine e la magistratura competente se ne può uscire.

Diverso invece sono i fenomeni di teppismo e bullismo che hanno riguardato alcune attività economiche in questi anni. Su questo fronte, come associazione di categoria, ci siamo sentiti in dovere di cercare soluzioni attraverso il dialogo con le imprese. Dalle testimonianze che abbiamo raccolto si tratta di piccoli fenomeni di disagio che portano a comportamenti antisociali e che tendono a creare un danno (economico e di immagine) alle attività economiche. Su questo fronte la nostra associazione ha ritenuto necessaria una risposta progettuale basata sulla collaborazione operativa tra forze economiche e forze dell’ordine. In particolare riteniamo strategico che anche gli operatori, nei casi appena descritti che sono di minore rilevanza criminale ma che accendono l’allarme sociale, si impegnino a contenerli e controllarli. Per questo abbiamo proposto il progetto provinciale “Città Sicura”: la costruzione di una sorveglianza privata di esercenti in rete organizzata in piccole zone, a supporto delle forze dell’ordine preposte.

Su questo presupposto ci siamo attivati nelle imprese del centro storico (in particolare nella zona dei due Corsi Mazzini e Garibaldi) per sondare la disponibilità delle imprese ad ingaggiare guardie giurate tese nel periodo delle feste natalizie a controllare i fenomeni di teppismo che avevano caratterizzato il centro negli ultimi mesi. Abbiamo intervistato 75 attività su 207 della zona delimitata. Dall’indagine è emerso l’interessamento di poche attività (11 attività) ed esclusivamente concentrate in due punti della città: Galleria Dorica e Archi. Tale azione, però, credo ci permetta di trarre alcuni spunti di riflessione interessanti:

1. Non tutto il centro è caratterizzato dai fenomeni di microcriminalità che in questi mesi abbiamo letto sui giornali. Molte interviste hanno rilevato una certa “tranquillità” in corso Garibaldi e all’inizio di Corso Mazzini (fino alla fontana delle 13 Cannelle);

2. Abbiamo invece una situazione di allarme in alcuni punti ben concentrati (Galleria fino agli archi su Corso Mazzini) che sono stati presi di mira da gruppi anche ampi di giovani. La spiegazione del perché si concentrano in questa zona è semplice: sono locali coperti che possono essere utilizzati per appartarsi o soprattutto per ripararsi dagli agenti atmosferici;

3. L’azione sul campo permette di rendersi conto materialmente dei punti sensibili, di parlare con gli operatori per far comprendere la difficoltà del controllo del territorio, la necessità di un loro impegno su questo fronte nel corretto contesto normativo e soprattutto con la consapevolezza che occorre essere realistici. La verità rende liberi ma secondo noi ci rende anche più sicuri.

“Da questa azione sul campo emerge dalla voce degli imprenditori intervistati lo stupore per la giovane età dei protagonisti di questi fatti – commenta Andrea Cantori, segretario della CNA di Ancona - Questo, credo ci obbliga ad interrogarci su questioni che riguardano il nostro modo di vivere, la nostra società, i servizi sociali, il nostro sistema giuridico in particolare quello minorile, la scuola a cui troppo spesso elargiamo le colpe nostre e delle nostre famiglie, la politica e cosa fa per i giovani (spazi, strutture, etc.). Capiamo e comprendiamo le difficoltà del nostro sistema di educare oggi i giovani, di giudicarli quando commettono sbagli gravi e per tale ragione spesso il sistema giuridico chiede tempo, cerca l’affidamento in prova – Conclude Cantori - Comprendiamo le difficoltà dei genitori nel coniugare lavoro e famiglia. Ma alla fine una risposta concreta a chi sta tutto il giorno dentro ad un negozio bisogna darla, perché anche il commerciante ha una famiglia che a casa lo aspetta.”



Andrea Cantori

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-11-2021 alle 17:40 sul giornale del 16 novembre 2021 - 153 letture