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intervista

Anche ad Ancona inizia la ricerca alle pasticche di iodio. Intervista alla dottoressa Sciarrillo

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In tutta Europa è iniziata la ricerca delle pillole di iodio e anche ad Ancona non sono mancate le richieste in farmacia, ma il prodotto oltre che inutile può essere anche molto dannoso

Tra gli effetti della guerra in Ucraina c’è anche quello dell’assalto alle farmacie in molti paesi europei, soprattutto nord Europa, all’accaparramento delle così dette pillole di iodio. Le pillole di iodio possono essere utili in caso di “evento nucleare”. Parliamo di casistiche disastrose come l’esplosione di un ordigno nucleare o di una centrale nucleare, eventi molto poco probabili, ma relativi al fenomeno che alcuni valutano come una psicosi nucleare. Tuttavia le pasticche di iodio, oltre che essere inutili nella attuale condizione, sono pericolose se assunte in maniera autonoma, come ci ha spiegato la dottoressa Ottavia Sciarrillo, titolare della Farmacia Sciarrillo.

«Anche nella nostra farmacia abbiamo ricevuto alcune richieste di acquisto di pillole di iodio- spiega la dottoressa Sciarrillo -Non stiamo parlando di molti casi, come ho saputo succedere in altre città italiane, ma anche ad Ancona è arrivata questa tendenza». Richieste che ovviamente non vengono esaudite dai farmacisti italiani.

A COSA SERVONO LE PILLOLE DI IODIO

«La sostanza si chiama ioduro di potassio. È una forma stabile di iodio che è raccomandata soltanto in caso di evento radioattivo, come potrebbe essere l’esplosione di una centrale. Si assume per far sì di saturare la tiroide di iodio stabile (in questo caso lo ioduro di potassio) ed evitare che la tiroide assorba iodio radioattivo che invece può dare danno neoplastico» spiega la dottoressa Sciarrilo.

L’idea è quindi di fornire alla tiroide, deputata all’assorbimento di iodio, una fonte “sicura” di iodio in un contesto estremo di contaminazione dell’aria da materiale radioattivo. Una eventualità che fortunatamente remota, al contrario dei possibili rischi di una assunzione immotivata di questa sostanza.

I RISCHI DELLO IODURO DI POTASSIO

«In Italia lo ioduro di potassio non è commercializzato sotto forma di farmaco, non avendo indicazioni terapeutiche approvate e quindi non si può acquistare in farmacia- premette la dottoressa Sciarrilo- Lo ioduro di potassio si utilizza soltanto nei casi previsti e sotto prescrizione medica. Utilizzarlo fai da te è assolutamente dannoso, oltre che inutile. Anche nei casi previsti dalle line guida si prescrive solo a determinate fasce di popolazione, ovvero nei bambini, nelle donne incinta e in allattamento e mai a soggetti oltre i 40 anni. Ma ripetiamo che non va assolutamente preso. Non ci sono evidenze scientifiche in fase preventiva e può anzi essere molto dannoso».

I POSSIBILI DANNI PER L’ASSUNZINE DI IODIO

«Noi sconsigliamo l’utilizzo addirittura degli integratori a base di iodio, senza indicazione da parte di un medico, anche da prima di questa emergenza. Lo iodio può dare a stretto giro effetti come eruzioni cutanee e fenomeni gastrointestinali come nausea e diarrea, ma la cosa più grave è che può dare squilibri tiroidei, proprio perché va a stimolare la produzione degli ormoni tiroidei. Quindi può portare a tiroiditi o in alcuni casi ipotiroidismo. La somministrazione di iodio va assunta soltanto dietro indicazione medica e soltanto per reali necessità».

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Questa è un'intervista pubblicata il 12-03-2022 alle 19:49 sul giornale del 14 marzo 2022 - 4851 letture






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