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Firmato il Protocollo di Intesa per l’accertamento dell’età dei Minori Stranieri non accompagnati

3' di lettura Ancona 23/03/2022 - Il Protocollo descriverà le modalità con cui le diverse istituzioni del territorio e dei diversi ministeri prenderanno in carico le procedure relative all’accertamento dell’età dei minori migranti giunti in Italia da soli

Il Prefetto di Ancona Darco Pellos ha sottoscritto unitamente al Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, al Presidente del Tribunale per i minorenni di Ancona Vincenzo Capezza, al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Ancona Giovanna Lebboroni, ai Prefetti di Ascoli Piceno Carlo De Rogatis, Fermo Vincenza Filippi, Macerata Flavio Ferdani, Pesaro - Urbino, Tommaso Ricciardi e al Presidente Anci – Marche Valeria Mancinelli il protocollo operativo – territoriale di intesa sull'identificazione e sull'accertamento dell'età dei minori stranieri non accompagnati.

Una giornata che segna il raggiungimento di un lavoro durato anni, venuto a concretizzarsi in un momento che rende quanto mai evidente la necessità della piena collaborazione tra le diverse istituzioni nell’ambito dell’accoglienza. «Lavoriamo a questo protocollo da tempo e non pensavano di firmarlo in un momento così drammatico- osserva il prefetto di Ancona Darco Pellos, rivolgendo ad inizio cerimonia un pensiero all’Ucraina- il tema dei minori che fuggono dalla guerra e dalle drammaticità non appartiene solo dalla Ucraina ma anche ai giovani che fuggono dall’Iraq, dalla Siria e dalla Somalia. L’accoglienza è un valore nel modello di sviluppo che vogliamo difendere. Ricordiamoci che essere straniero significa essere un luogo che non è il tuo luogo. Significa non avere nessuno a cui appoggiarsi nella fase della vita in cui tutti noi ne abbiamo più bisogno. Questo protocollo significa che se si è minori si ha diritto ad una maggiore tutela, si è a casa propria a si è accompagnati».

Di piena collaborazione lo spirito della Regione rappresentata dal suo Presidente Francesco Acquaroli, felice del proficuo lavoro di competenze tra le istituzioni del territorio. Dello stesso avviso il sindaco di Ancona e Presidente di Anci Marche Valeria Mancinelli. Centrale nel percorso la Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Ancona rappresentata dalla dottoressa Giovanna Lebboroni, che ha spiegato le modalità con cui il gruppo di lavoro inter istituzionale è riuscito a implementare e raccogliere le competenze.

COME FUNZIONA L’ACCERTAMENTO DELL’ETÀ DEI MINORI NON ACCOMPAGNATI

Quando una persona migrante entra in Italia dichiarandosi minore lo stato deve accertare la effettiva minore età del soggetto. Una pratica che si può facilmente completare con l’identificazione della persona. «Nella maggior parte dei casi però i minori non accompagnati non hanno con sé documenti validi- spiega la dottoressa Patrizia Carletti, Responsabile dell'Osservatorio sulle Diseguaglianze nella Salute del Agenzia Regionale Sanitaria- Si procede quindi ad una ricerca documentale tramite consolati, documenti non in corso di validità in possesso del minore, come ad esempio un documento della scuola. Molto spesso questo secondo percorso, a carico delle forze dell’ordine dà risultati. Se persistono però dei dubbi sull’età dichiarata, la procura della repubblica chiede l’accertamento dell’età in sede sanitaria. Si tratta di una valutazione multidisciplinare attraverso colloqui, valutazione della maturità psicologico, visita pediatrica ed altro».

COME AGISCE IL PROTOCOLLO

I diversi soggetti istituzionali che intervengono nella identificazione sanciscono con questo documento, descrivendo il percorso che il presunto minore dovrà seguire nell’accertamento della sua età. In particolare vengono “messi in fila” quello che è sancito dalle diverse normative adottate, ricostruendo chi deve fare che cosa, in tutti i vari passaggi della identificazione. Si parte quindi dall’identificazione e dalle ricerche delle forze dell’ordine, per poi passare in caso all’intervento della magistratura e in estrema ratio la sanità. Le amministrazioni diverse (giustizia, interno e regioni) con questo Protocollo potranno unire più agevolmente gli sforzi grazie ad un comune testo di riferimento, a beneficio di bambine e bambini, ragazzi e ragazze che scappano dalla guerra.


di  Filippo Alfieri
redazione@vivereancona.it











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