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"Bros": L'ultima creazione del genio di Romeo Castellucci in scena alle Muse di Ancona

5' di lettura

Il 22 e 23 aprile alle ore 20.45, in esclusiva regionale, arriva ad Ancona sul palcoscenico del Teatro delle Muse la nuova creazione di Romeo Castellucci "BROS". Gli attori che abitano questa scena, reclutati attraverso una chiamata pubblica, non hanno imparato la parte. Tale esecuzione corrisponde all’esecuzione di ordini telecomandati

Il 22 e 23 aprile alle ore 20.45, in esclusiva regionale, arriva ad Ancona sul palcoscenico del Teatro delle Muse la nuova creazione di Romeo Castellucci BROS.

Lo spettacolo si apre in uno stato di allerta. Rumori e macchine suggeriscono forme di sorveglianza che suonano come un avvertimento percettivo.

Gli attori che abitano questa scena, reclutati attraverso una chiamata pubblica, non hanno imparato la parte. La imparano mentre la eseguono. Tale esecuzione corrisponde all’esecuzione di ordini telecomandati. Questi Attori, per poter partecipare allo spettacolo, hanno sottoscritto un patto in cui dichiarano di attenersi fedelmente ai comandi. Si tratta di un impegno che devono essere in grado di condurre fino in fondo. La coscienza si ferma qui. Poi comincia l’esperienza dell’alienazione, in cui eseguiranno azioni senza capire, né prepararsi.

Questa condizione, lungi dall’essere un’improvvisazione costruttiva o una delega allo spontaneismo, schiaccia il tempo della consapevolezza fino al suo grado zero. È un paradigma di velocità massima che brucia ogni interstizio critico. Sembra coincidere con una forma di ‘abbandono’, un votarsi, un annullarsi nella parte. Una parte che gli Attori non conoscono. Appaiono gesti intimi, a vederli dall’esterno, e lo sono, ma noi sappiamo anche che sono gesti ‘intimati’, in una oscura confusione tra intimità e intimazione; in una frenesia che non lascia spazio al ripensamento.

Si vede è un mucchio di azioni che si declinano in dinamiche di saturazione e svuotamento del palcoscenico, fino a riempire e spogliare il mondo. Si tratta di azioni semplici, quotidiane, forse eccentriche perché fuori contesto, ma ben riconoscibili ed eseguite individualmente. Vi è una prepotenza dell’azione rispetto al pensiero, il quale non sembra avere alcuna importanza qui; il pensiero abdica al suo ruolo di causa che genera azioni, e pure a quello di giudice delle azioni appena compiute. Tutti sanno esattamente cosa fare, ma questa veduta, che si apre come da una terrazza sporgente su una piazza, suscita la domanda: chi sono? cosa fanno? dove vanno? E ci accorgiamo che, nel loro essere individui, sono, in realtà, simili, anzi somiglianti. Sono fratelli. O forse la moltiplicazione allucinata di una stessa persona che, nel medesimo tempo, condensa centinaia di azioni differite. Non decisioni. Ma esecuzioni. In un tempo strozzato.

A rafforzare la somiglianza la comune uniforme che indossano. È la divisa tipica da poliziotto del cinema americano. Muto e comico. Tale iconografia è lì per convocare la Legge che prepara e innesca il dispositivo del disastro. Il comico come hard-core della Legge. La potenza del comico come congegno fondato sul basso materialismo del corpo e sul disordine curva l’accadere in una dimensione oscura e perturbante. Il poliziotto, che ha il compito di far rispettare la Legge, qui è vettore di una Legge che si trasforma puntualmente in farsa.

Alle presenze di questi Attori è chiesto di incarnare una qualità scenica che vive nell’istantaneità di compimento dell’azione; che taglia fuori ogni psicologia meditata per far spazio alla verità dell’esperienza, perché ciò che conta, qui, è l’immediata incorporazione della risposta e non l’improvvisazione smaliziata di chi conosce il mestiere.

Bros costringe insieme le parole ridotte a comandi con il linguaggio muto delle immagini e con le parole emblematiche dei motti. Sul palcoscenico si formano situazioni insolite e paradigmatiche. In esse si specchia il doppio e triplo-fondo dell’apparenza; il versante tenebroso della logica; l’inconsistenza delle certezze… Le immagini mentali prendono il sopravvento nello spazio in totale sincretismo, per approdare a un nuovo effettivo linguaggio: enigmatico, arcano, formato da figure che rimandano sempre a qualcos’altro, alla stregua di geroglifici.

L’attore è spettatore egli stesso di quanto viene facendo. Il nodo tra attore e spettatore si stringe così fino a soffocare ogni distinzione. La recita coincide con la vita che accade in quel esatto momento. La parte non è più da preparare, solo da verificare. Nessuna improvvisazione, bensì il baratro di un presente assoluto.

Lo spettacolo è una produzione Societas, in co-produzione con : Kunsten Festival des Arts Brussels ; Printemps des Comédiens Montpellier 2021 ; LAC Lugano Arte Cultura; Maillon Théâtre de Strasbourg - Scène Européenne; Temporada Alta 2021; Manège-Maubeuge Scène nationale; Le Phénix Scène nationale Pôle européen de création Valenciennes; MC93 Maison de la Culture de Seine- Saint-Denis; ERT Emilia Romagna Teatro; Ruhrfestspiele Recklinghausen; Holland Festival Amsterdam; V-A-C Fondazione; Triennale Milano Teatro; National Taichung Theater, Taiwan.

Concezione e regia Romeo Castellucci, musica Scott Gibbons, con Valer Dellakeza e con gli agenti Luca Nava, Sergio Scarlatella e con 23 uomini dalla strada: Andrea Baldassarri, Giuseppe Benvegna, Francesco Berto, Alessandro Braga, Eugenio Carlini, Lorenzo Cattel, Marco Celli, Ersamo Cirillo, Giullaume Delalandre, Alessandro D’Elia, Francesco Dell’Accio, M’hammed Djaba, Jacopo Franceschet, Giacomo Garaffoni, Alessandro Gentili, Giacomo Lilliù, Michele Maccaroni, Tommaso Marcaccio, Michele Petrosino, Alessandro Pezzali, Diego Pileggi, Luca Porcarelli, Rodolfo Salustri, Mattia Tonnarelli, Filippo Rondanini, come recita la locandina che sono 23 presenze speciali reclutate sul territorio; collaborazione alla drammaturgia Piersandra Di Matteo, assistenti alla regia Silvano Voltolina, Filippo Ferraresi, scrittura degli stendardi Claudia Castellucci, direzione tecnica Eugenio Rest, tecnico di palco Andrei Benchea, tecnico luci Andrea Sanson, tecnico del suono Claudio Tortorici, responsabile costumi Chiara Venturini, sculture di scena e automazioni Plastikart studio, realizzazione costumi Grazia Bagnaresi, traduzioni dal latino Stefano Bartolini.

I BIGLIETTI SI POSSONO ACQUISTARE:

- contattando la biglietteria allo 071.52525

- recandosi presso la biglietteria del Teatro delle Muse

- on-line su www.vivaticket.com

Tutte le info sono disponibili su www.marcheteatro.it/biglietteria

ORARI APERTURA BIGLIETTERIA

dal martedì al sabato dalle 9.30 alle 13

dal mercoledì al venerdì dalle 15 alle ore 18

La biglietteria è sempre aperta un'ora prima dell'inizio degli spettacoli a pagamento

Per prenotazione gruppi o scuole 07120784222 info@marcheteatro.it

SERVIZIO APERITIVO

L’APERITIVO ALLE MUSE È A CURA DEL CAFFE DEL TEATRO. L’aperitivo è dalle ore 19.15 durante gli spettacoli serali della stagione 2021-22 di ancona (teatro/danza/eventi internazionali). È necessaria la prenotazione ai numeri 3272973174 - 329 2079365 (anche via whatsapp) entro le 18.00 del giorno di spettacolo.



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Questo è un articolo pubblicato il 20-04-2022 alle 15:16 sul giornale del 21 aprile 2022 - 451 letture