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intervista

Sgomberi alla Stazione marittima e in via Curtatone. Luciani (associazione RiBò): “Non chiamateli clochard, sono richiedenti asilo”

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Intervista a Laura Lucini, volontaria dell’Unità di Strada RiBò: “Ad essere stati sgomberati sono ragazzi provenieti dalla Eritrea, Siria e Afganistan, quasi tutti in attesa di protezione internazionale, ma i tempi sono lunghi e non hanno nessun posto dove andare”

«Basta chiamarli clochard- chiarisce subito Laura Luciani, volontaria dell’associazione dedicata alle persone senza fissa dimora nel territorio di Falconara e zone limitrofe, Unità Di Strada Falconara – RiBό – Questo termine romantico ci fa pensare a qualcuno che ha fatto una scelta di vita. Questi ragazzi invece una scelta non ce l’hanno».

Abbiamo intervistato Laura Luciani in seguito allo sgombero di via Curtatone e della Stazione Marittima dai letti e i rifugi improvvisati, dove passavano le loro notti numerosi ragazzi migranti. Oggi entrambe le aree sono libere. In particolare alla Stazione Marittima sono state eliminate le panchine e bloccato l’accesso ai bagni pubblici, per scoraggiare future occupazioni. I ragazzi che dalla stazione si erano spostati in via Curtatone, in seguito al nuovo sgombero sono stati temporaneamente allocati, alla struttura di accoglienza per senza tetto dell’hotel Cantiani.

«Il 90% di questi ragazzi ha diritto all’accoglienza- spiega Laura Luciani- sono ragazzi eritrei, somali e ci sono anche afgani e siriani. Sono persone che scappano dalla guerra proprio come gli ucraini. Hanno presentato la richiesta di asilo politico, ma i tempi sono lunghi, anche sei mesi prima di essere ascoltati e intanto non hanno nessun posto dove andare. Sono persone che mancano di tutto e che come associazione RiBò cerchiamo di aiutare come possiamo. Prendiamo i loro nomi, ci chiedono assistenza sanitaria, legale, dove dormire, spesso ci chiedono un lavoro. Ultimamente sono sempre più giovani. Non andrebbero trattati come sbandati, ma Prefettura e comuni dovrebbero prendere in carico, tutti insieme questa situazione, rispondendo con una accoglienza diffusa nel territorio.

Un appello quella della associazione, che ogni settimana porta assistenza a numerosi senzatetto di tutto il territorio: «Oggi stiamo comprando delle scarpe grazie ad una donazione del Rotary. Sono un bene molto richiesto. Vivere per strada è difficile ed in particolare lo era in un luogo come la Stazione Marittima, dove in inverno è parecchio freddo».

Bloccati in un limbo burocratico, questi giovani ragazzi migranti, si trovano spesso “sballottati” da un angolo abbandonato della città all’altro. La loro presenza finisce con il suscitare la comprensibile preoccupazione per i cittadini anconetani, soprattutto a causa dell’inevitabile degrado delle proibitive condizioni nelle quali sono costretti a vivere, durante l’attesa di essere riconosciuti come richiedenti asilo: «Questi ragazzi sono abbandonati a loro stessi. Fino al momento di ricevere udienza per la protezione loro sono nulla. Spesso hanno bisogno di accedere a consulenza legale o sanitaria, come RiBò diamo informazioni base su come accedere a questi diritti». Sono ragazzi giovani che hanno voglia e potrebbero fare tanto- conclude Laura Luciani- invece sono abbandonati per strada, dove senza alternative rischiano di diventare facili vittime della criminalità».

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Questa è un'intervista pubblicata il 11-05-2022 alle 22:07 sul giornale del 12 maggio 2022 - 652 letture






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