Abbandonati in strada in attesa della burocrazia. La denuncia dell’Ambasciata dei Diritti sugli invisibili a tempo indeterminato

5' di lettura Ancona 25/06/2022 - Raccolti dall’Ambasciata dei Diritti Marche 12 casi di domande di protezione internazionale lasciate in sospeso per settimane. Un periodo in cui i richiedenti non sono riconosciuti dalle istituzioni e abbandonati alla strada. Preparata una diffida per Questura e Prefettura

Immaginate di dover rifare la carta di identità, ma sentirsi rispondere che per il documento dovrete aspettare 30 giorni, forse 60, forse di più e che nel frattempo non potrete tornare a casa, andare a lavoro o accedere ai servizi garantiti per diritto. Non è un capitolo de “Il Castello” di Kafka, ma la realtà vissuta da decine di richiedenti asilo, che attendo vivendo in strada il periodo di attesa, indeterminato, perché la loro richiesta vanga presa in considerazione e poter entrare nel circuito dell’accoglienza.

A denunciare il fenomeno alla stampa è stata l’Ambasciata dei Diritti Marche, associazione che, tra le altre attività, si occupa anche della tutela dei diritti delle persone migranti. Con una conferenza nella propria sede è stata portata all’attenzione della stampa un blocco nell’iter del percorso di accoglienza di diverse persone migranti.

ACCOGLIENZA SOSPESA

Il primo step per le persone migranti che voglio accedere alla protezione internazionale, è presentare la domanda di protezione internazionale in Questura. Qui i richiedenti vengono identificati tramite le impronte digitali. Inizia così il percorso di accoglienza dei richiedenti asilo, che dovrebbero da subito essere accolti in un CPA (Centro prima Accoglienza) ed essere ospitati durante tutto l’iter del riconoscimento o rifiuto della protezione, con un programma di accoglienza e integrazione.

Secondo quanto dichiarato dall’Ambasciata di diritti questo non sta più avvenendo con le tempistiche previste nella Provincia di Ancona. Sarebbero almeno 12 i casi raccolti dalla associazione in cui, dopo aver presentato domanda in questura ed aver lasciato le impronte, le persone migranti sarebbero state rimandate in strada con un foglio della Questura. Sul foglio l’avviso di ripresentarsi in una data futura, che dai casi raccolti dall’ambasciata arriverebbe fino a 30 giorni. Arrivato il giorno stabilito però le persone potrebbero vedersi anche consegnare un nuovo foglio, con una nuova data, rendendo così il tempo di attesa indeterminato.

Nel frattempo per i richiedenti si apre un Limbo burocratico, al di fuori di ogni tutela, ma anche obbligo, le persone migranti non possono essere accolte, ma neanche, tra le altre cose, espulse.

ABBANDONATI IN STRADA

Un periodo di tempo in cui queste persone risultano del tutto invisibili alle istituzioni. Non sono clandestini, non sono (ancora) richiedenti asilo, non possono lavorare né accedere ad alcun servizio, né tutela. Istituzioni e amministrazioni sono burocraticamente impossibilitate ad aiutare persone che sulla carta “non esistono”. Così queste persone migranti, per la maggior parte ragazzo giovani e giovanissimi, nella condizione di non conoscere persone sul territorio di cui non parlano la lingua e spesso in condizioni di nullatenenza, finiscono a vivere per strada per un tempo indeterminato. L’unica fonte di sostentamento e conforto rimangono le associazioni di volontariato, che spesso subiscono la pressione di una situazione quasi insostenibile, dovendo sostituire le istituzioni nelle pratiche base dell’accoglienza.

Costretti a vivere in strada, in condizioni igienico e sanitarie precarie, i richiedenti finiscono per diventare un peso anche per la popolazione. Anche tra le persone, ad esempio, accampate alla stazione marittima di Ancona, ci sarebbero stati richiedenti asilo in attesa di veder partire l’iter della propria domanda. bivacchi che spesso finiscono con l'essere sgombrati dalle Forze dell'ordine.

UNA DIFFIDA A QUESTURA E PREFETTURA

Il fenomeno secondo l’Ambasciata di Diritti Ancona esiste da tempo, ma in queste settimane l’associazione ha registrato una apparente aumento dei casi: «Abbiamo raccolto 12 casi di persone che alla richiesta di asilo in questura si sono viste consegnare un foglio con tempi di attesa lunghissimi- racconta Danilo Burattini, portavoce dell’Ambasciata dei Diritti Ancona- Questura e Prefettura sono obbligate a fare accoglienza da leggi ed accordi internazionali e per legge l’amministrazione ad adottare immediatamente le misure di accoglienza».

Alla base delle attese ci sarebbe la mancanza di posti nelle strutture dedicate alla accoglienza, che porterebbe quindi a rallentare l’ingresso di nuove persone nel percorso di accoglienza. «Questa non è una giustificazione valida- continua Danilo Burattini- in soli 5 giorni abbiamo intercettato 12 ragazzi in questa condizione e davanti alla Questura ogni mattina ci sono file lunghissime, che fanno pensare che il fenomeno interessi decine di persone. Nei prossimi giorni procederemo a raccogliere i casi per presentare una diffida a Questura e Prefettura». Ad assistere legalmente l’Ambasciata dei Diritti sarà l’Avvocato Paolo Cognini.

L’obiettivo rimane quello di dare ai richiedenti asilo l’accesso previsto per legge al percorso di accoglienza e le tutele garantite soprattutto alle persone deboli: «Tra i ragazzi lasciati per strada ci sono anche dei casi di estrema vulnerabilità che li espongono a notevoli rischi. Per tutte queste ragioni la Questura deve far formalizzare nel più breve tempo possibile le richieste di protezione e la Prefettura deve trovare una soluzione immediata per tutti coloro che si sono fatti identificare come richiedenti asilo e vivono per strada. Vista la situazione emergenziale invitiamo chi di dovere a porre in essere fin da subito un centro o più centri di accoglienza degni».

È attivo il servizio di notizie in tempo reale tramite Whatasapp e Telegram di Vivere Ancona.
Per Whatsapp aggiungere il numero 350.0532033 alla propria rubrica ed inviare allo stesso numero un messaggio.
Per Telegram cercare il canale @vivereAncona o cliccare su t.me/vivereancona
Seguici su Facebook e Twitter

di  Filippo Alfieri
redazione@vivereancona.it





Questo è un articolo pubblicato il 24-06-2022 alle 19:17 sul giornale del 25 giugno 2022 - 185 letture

In questo articolo si parla di cronaca, ancona, articolo, Filippo Alfieri

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/dcSL





logoEV