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Con Dentistas sin Fronteras per portare il sorriso in Africa. L’esperienza dell’odontoiatra dorico Enrico Battistoni

4' di lettura Ancona 31/08/2022 - 12 giorni nel Senegal per curare chi un dentista può solo sognarlo. Battistoni: “Tante mamme con figli piccoli in fila tutta la notte per ricevere le nostre cure, ma c’è ancora tanto da fare”

È proverbiale come il mal di denti sia una delle sensazioni peggiori che si possano provare e quando arriva faremmo di tutto per porre fine al dolore. In questa parte di mondo è sufficiente recarci dal nostro dentista o in ospedale, per ricevere assistenza immediata e se necessario, anche gratuita. In Africa e in molte parti del mondo questo non avviene.

Sono nate così associazioni come la spagnola Dentistas sin Fronteras con cui il dentista anconetano Enrico Battistoni è partito per il Senegal.

«Sono entrato in contatto con l’associazione a Madrid, città dove ho studiato e mi sono laureato. Dentistas sin Foronteras porta assistenza a persone che non possono accedere a cure dentistiche. L’associazione è attiva in India, Nicaragua, Repubblica Domenicana e Haiti, Senegal, Kenia e Etiopia» ci spiega Enrico Battistoni, tornato dalla sua esperienza da circa due settimane.

Giovane odontoiatra Enrico ha deciso dedicare due settimane di agosto ad aiutare chi non si può permettere delle cure dentali degne di questo nome: «Questa missione di Dentistas sin Fronteras si è svolta in Senegal, nella città di M'bour. In questa zona del Senegal non sono presenti dentisti, o almeno non come li intendiamo noi. Sono persone dalle quali si va con un problema e se ne esce con due. Per ricevere una vera assistenza bisogna raggiungere almeno la capitale Dakar, ma tanti non ne hanno la possibilità».

Tantissime persone finiscono quindi con di convivere per mesi, se non anni, con problematiche anche importanti. Non stupisce quindi l’entusiasmo con il quale sono accolti i dottori di Dentistas sin Fronteras «In 12 giorni di lavoro effettivo ci siamo presi cura di circa 150 pazienti al giorno per un totale di oltre 1500 persone, in un gruppo di 16 dentisti. Abbiamo eseguito oltre 2100 estrazioni e 900 otturazioni. Purtroppo ci sarebbe stato da fare ancora di più. I posti erano limitati e le persone si mettevano in fila fin dal giorno prima per poter essere ricevute, a volte senza mangiare e bere per tantissimo tempo. In molti arrivavano sulla sedia già debilitati. Un fattore in più di cui tenere conto mentre si lavora, soprattutto perché a presentarsi sono state in maggioranza donne e bambini».

Le condizioni in cui i dentisti dell’associazione si trovano a lavorare sono ovviamente ben distanti della sterile e illuminata sala dentistica a cui siamo abituati. «Una associazione che ci ha affiancato per la logistica aveva individuato per noi una discoteca dismessa. Era un grande spazio con la vista sul mare in cui abbiamo organizzato un percorso da seguire. Paziente entra e fa la visita e diagnosi, poi igiene ed eventualmente otturazione. Infine si va alla zona chirurgia dove si eseguono le estrazioni. Le sedie sono quelle di plastica da giardino e la lampada è quella frontale che si usa per i trekking. L’associazione ha sviluppato strumenti e tecniche da utilizzare efficientemente in contesti come questo. Una attrezzatura comprata negli anni grazie alle donazioni di chi sostiene Dentistas sin Fronteras».

E le difficoltà non sono solo tecniche, ma anche fisiche: «Il clima era caldo, con temperature sopra i 30 gradi e un’umidità del 90%. I turni erano dalle 9 alle 15, un’ora per il pranzo e poi di nuovo a lavoro fino alle 20. Sono rimasto stupito di come, dopo tanto lavoro, non si senta quasi la stanchezza. La consapevolezza di aiutare tante persone e la gratitudine ricevuta sono stati una grande spinta per tutto il tempo».

Nonostante l’impegno della associazione e dei suoi volontari però, sono ancora tante le persone che non possono accedere ad una assistenza odontoiatrica: «L’associazione è composta al da un piccolo gruppo di persone che però riesce a seguire tanti progetti indipendenti in diverse parti del mondo. Purtroppo si riesce solo a tamponare un problema che è così esteso. Penso ad esempio a tutte le persone del Senegal che non siamo riusciti ad aiutare in 12 giorni e che dovranno aspettare un anno prima di poter ricevere nuovamente assistenza». Una constatazione che rende ancora più prezioso il bilancio del lavoro svolto da Enrico e dai suoi colleghi. Il loro impegno come volontari ha permesso a oltre 130 persone di liberarsi da un malessere e dolori che in altro caso, li avrebbero con ogni probabilità accompagnati per sempre.

«Al termine di ogni visita distribuiamo anche spazzolini e dentifricio per mantenere l’igiene dentale. Li diamo anche ai bambini, che seguono le madri nella visita e che sono sempre tantissimi. Una parte dell’impegno di Dentista si Fronteras è quello di portare assieme all’assistenza il materiale per la prevenzione. Materiale al quale hanno voluto contribuire anche tanti miei amici che hanno voluto dare così la loro partecipazione a questa missione».

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di  Filippo Alfieri
redazione@vivereancona.it







Questa è un'intervista pubblicata il 30-08-2022 alle 20:08 sul giornale del 31 agosto 2022 - 424 letture

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