Cinema Azzurro e cinema Italia non aderiscono a Cinema in Festa: “Così si svende il cinema sulle spalle degli esercenti”

2' di lettura Ancona 20/09/2022 - Anziché scontare i biglietti parte dei ricavi verrà devoluta in beneficenza per la popolazione marchigiana colpita dall’alluvione

Cinema Azzurro e Cinema Italia non ci stanno. Rimandano al mittente la proposta di aderire all’iniziativa del Ministero della Cultura Cinema in Festa. Il progetto prevede 5 giorni con biglietti scontati a 3,50 per il pubblico. «Abbiamo subito deciso che non avremmo aderito a questa iniziativa- ci spiega l’esercente dei Cinema Azzurro e Italia Chiara Malerba- Non pensiamo che la strada per far appassionare le persone al cinema sia quella di svendere i biglietti. È una iniziativa che va all’arrembaggio e lo fa sulle spalle degli esercenti, a cui non sono riconosciute agevolazioni o rimborsi su nessuna percentuale dell’incasso perso».

Una decisione che è stata compresa dai frequentatori dei due cinema, che hanno dimostrato di condividere le scelte spiegate dai gestori delle sale anche tramite le pagine Facebook: «Crediamo che chi ami il cinema lo voglia fruire al di là dei prezzi. Abbassare il costo del biglietto da 6 € a 3,5 credo che dia anche un messaggio sbagliato. Lascia penare che il normale prezzo su quei biglietti sia maggiorato dagli esercenti, che sono sempre più in difficolta invece con l’amento dei costi. Ancora non sappiamo come si metterà quando dovremo accendere il riscaldamento con le relative bollette».

Per voler lanciare un messaggio si è deciso però di rinunciare a una parte dei ricavi, che saranno devoluti alla popolazione colpita dall’alluvione. «Abbiamo voluto fare un piccolo sacrificio, ma che riteniamo sensato e di una motivazione più alta. I soldi raccolti sono solo una cifra modesta, ma simbolica. Il pubblico ci ha scelto lo stesso, anche se altre sale di Ancona ospitavano degli stessi titoli a biglietto ridotto. Una decisione che ci fa pensare che la nostra decisione sia stata capita».

Resta l’amaro in bocca, per una sfida a rimanere aperti in cui i piccoli cinema si sentono sempre più soli. Sorretti solo dal proprio pubblico affezionata, ma invisibili alle dinamiche delle istituzioni nazionali: «Ci si continua ad rapportare alla cultura come qualcosa di diverso da un lavora. Invece fa mangiare e da lavoro a tanti in Italia- conclude Chiara Malerba- Forse se si mettesse lo stesso impegno nel promuovere il cinema anziché svenderlo le iniziative sarebbero molto più efficaci».


di  Filippo Alfieri
redazione@vivereancona.it





Questa è un'intervista pubblicata il 20-09-2022 alle 18:57 sul giornale del 21 settembre 2022 - 862 letture

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