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Fano: Insulti razzisti contro una calciatrice 15enne di Ancona Respect: “Ti sbianco, mangiabanane”. L’Alma condanna, minaccia il ritiro e propone un’amichevole

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“Ti sbianco, sei una mangiabanane”. Avrebbe detto questo un genitore seduto sugli spalti durante un match di calcio femminile under 17. Il deplorevole episodio è avvenuto domenica a Fano. La vittima è una 15enne di Ancona Respect, società sportiva che già dal nome lascia intendere anche il suo impegno a favore di un ‘ecosistema’ migliore nel mondo del calcio e dello sport in generale, e che si batte proprio per porre fine a certi scempi. La ‘colpa’ della ragazzina? Aver contestato un rigore assegnato alle granata.

Non era neppure convocata la nigeriana di seconda generazione – perciò italianissima -, ma a Fano c’era venuta per sostenere le sue compagne, e non contenta di quel penalty dal dischetto ha avuto una reazione. Da lì le urla dagli spalti contro la 15enne da parte del padre di una calciatrice dell’Alma, attirando su di sé anche le aspre critiche delle altre persone presenti.

A comunicare pubblicamente l’episodio è stato Alessio Abram, direttore tecnico e allenatore del club anconetano. “Perdiamo al 91′ a Fano con l’Accademia Granata per 2 a 1 – ha scritto -, ma purtroppo la notizia brutta della giornata non è questa, perché nello sport ci può stare soprattutto, dopo una partita combattuta, quindi si accetta il risultato senza drammi. Purtroppo a un certo punto un genitore, per giunta un istruttore di arti marziali, non ha trovato di meglio da fare che apostrofare una nostra ragazza tesserata di origini nigeriane, nata e cresciuta per altro nella nostra città, con insulti di chiara matrice razzista. Per fortuna che sia i dirigenti dell’Accademia Granata sia gli altri genitori hanno preso le distanze e condannato l’episodio. Ma noi di certo non ci fermeremo qui, perché certe cose, alle soglie del 2023, non possono e non devono accadere. Condanno l’episodio – ha concluso -, e chiaramente spero che faccia altrettanto pubblicamente la società granata perché certi episodi non trovino né oggi né mai un consenso. Da ventidue anni diciamo ‘no al razzismo’. Vergogna”.

Martedì mattina l’atteso intervento dell'Alma Juventus Fano, che ha stigmatizzato con forza quanto accaduto chiamandolo con il suo nome: razzismo, appunto. “Un episodio gravissimo in generale – si legge in una nota -, e ancor più ingiustificabile perché avvenuto in un contesto sportivo che intende trasmettere, al di là della competizione agonistica, i valori del rispetto reciproco, dell'impegno e della disciplina, nonché quello dell'integrazione e dell'appartenenza a un gruppo. La nostra è una ferma condanna a qualsivoglia tipo di azione o frase riconducibile a una forma di razzismo, odio o violenza razziale”.

Poi l’ammonimento del presidente Mario Russo, che ha annunciato sin da ora il ritiro della squadra nel caso dovesse ricapitare qualcosa del genere. La società granata ha inoltre invitato le giovani atlete dell'Ancona Respect “per un'amichevole finalizzata a condannare unanimemente il grave episodio accaduto, e in quell'occasione saremmo lieti di ospitare in un contesto conviviale entrambe le squadre per ribadire i veri valori che devono animare la pratica agonistica”.

Intanto Ancona Respect è tornata nuovamente sull’episodio. “Dopo i noti fatti di domenica – hanno scritto sui social - abbiamo scelto la strada della denuncia. Spesso accade di minimizzare o di nascondere tutto questo, noi al contrario sentiamo il dovere e la responsabilità morale di sollevare indignazione e rabbia. Le orribili frasi dette da un uomo adulto a una ragazzina di 15 anni durante la partita di calcio non sono un insieme di brutte parole buttate a caso e dettate dall’agonismo, bensì la manifestazione di un pensiero razzista che mai deve trovare cittadinanza e giustificazione. Non ci arrenderemo, non un passo indietro”.

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Questo è un articolo pubblicato il 01-11-2022 alle 18:24 sul giornale del 02 novembre 2022 - 524 letture






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