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comunicato stampa

Il Segretario provinciale PD di Ancona Falà risponde a Calenda: "Pensi al suo partito prima di parlare degli amministratori del PD”

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Jacopo Falà
Jacopo Francesco Falà, Segretario provinciale PD Provincia di Ancona: "Azione e Partito Democratico sono forze che potrebbero e dovrebbero dialogare, non rubarsi vicendevolmente iscritti. Il problema è che Azione, a causa del settarismo di Calenda, rifiuta ogni tipo di confronto con il PD"

La risposta di Jacopo Francesco Falà, Segretario provinciale PD Provincia di Ancona, alle dichiarazione dell'intervento di Carlo Calenda ad Ancona (Qui l'articolo):

La sortita anconetana di Carlo Calenda con il suo maldestro tentativo di campagna acquisti è tanto ridicola quanto inopportuna. La tragedia politica di Calenda è umanamente comprensibile: ad Ancona, il suo partito è già stato oggetto di un fenomeno di dimissioni di massa che ha lasciato solo pochi iscritti. Inoltre, è notizia proprio di oggi che ben 31 membri del Direttivo romano di Azione si sono dimessi, causando la decadenza dell’intero organismo, ora commissariato.

Le motivazioni di queste dimissioni sono perspicue: “Rassegniamo le nostre dimissioni dalla Direzione romana per il venir meno del rapporto di fiducia con l’attuale segreteria a causa di una gestione personale e personalistica del partito, la mancanza di momenti di aggregazione e di discussione interna, l’assenza di lavoro politico sul territorio”.

Per via di modalità di gestione discutibili, Calenda ha tradito la fiducia dei suoi iscritti e ora tenta di fare proselitismo nel PD. Un atteggiamento non rispettoso nei confronti del nostro partito. Azione e Partito Democratico sono forze che potrebbero e dovrebbero dialogare, non rubarsi vicendevolmente iscritti.

Il problema è che Azione, a causa del settarismo di Calenda, rifiuta ogni tipo di confronto con il PD. Per esempio, Azione avrebbe potuto rispondere positivamente all'invito che abbiamo lanciato per un incontro tra i segretari provinciali delle forze di centrosinistra che terremo il prossimo martedì 6 Dicembre a Jesi. E invece, si nega anche solo per sedersi al tavolo, per discutere, per avviare un confronto. Non mi sembrano gli atteggiamenti costruttivi di cui avremmo bisogno per costruire un progetto credibile e sconfiggere la destra. Sempre che la destra la si voglia sconfiggere, o forse si preferisce stringerci subdole alleanze.

Mi permetto di fornire un consiglio non richiesto a Calenda: se vuole fermare l’emorragia di iscritti, l’esodo e la fuga complessiva di militanti ed elettori, invece di mettere in atto improbabili OPA sul PD, più proficuamente potrebbe provare ad assumere un atteggiamento dialogante non solo verso la Meloni, ma anche verso il popolo del centrosinistra. Molti “azionisti” non sono affatto contenti di accodarsi a politiche di estrema destra, di andare a braccetto con Fratelli d’Italia, di sposare l’azione di questo governo. Provi a portare rispetto per le posizioni di chi ritiene ancora valide le ragioni del centrosinistra, vedrà che ne otterrà risultati positivi.






Jacopo Falà

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-12-2022 alle 11:31 sul giornale del 05 dicembre 2022 - 172 letture






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