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POLITICA |
da Andrea Raschia |
Andrea Raschia: "Buone nuove dal mondo a rovescio!" |
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È il momento di guardar oltre il proprio guardino Eppure, anche in un mondo che si capovolge, possono venir a galla situazioni che potremmo definir positive. Domenica, per iniziativa di un noto giornalista, è programmata una grande manifestazione a sostegno dell'Europa. Sarà Michele Serra, ma pur sempre uno di noi, come noi preoccupato di corse al riarmo e venti di guerra. Un cittadino che vuol un mondo di pace. E che chiama, dunque, all'impegno per difendere le conquiste sociali, contro ogni ingiustizia: Welfare, Sanità, Cultura, Scuola. Democrazia, Libertà, Unità dei Popoli! È l'Europa che serve, quella dei cittadini che tornano protagonisti del proprio futuro, desiderosi di parlare del domani. Dei figli e dei nipoti. Poi le elezioni tedesche: in tempi così grami per vita democratica e partecipazione, ha votato l'85% del corpo elettorale. Certo, ha influito il bisogno di fermare la marea nera. Ma si tratta indubbiamente di segnali di risveglio che, coi partiti belli addormentati, consigliano di non gettar la spugna. Né darci per vinti. Provare a reagire. La prossima consultazione regionale può rappresentare un altro snodo. A condizione di farla vivere per il giusto verso, nella direzione di cambiamento radicale. Elezioni che devono servire ad impostare ed affermare politiche diverse a garanzia della Sanità pubblica, a tutela di un sistema che abbia a cuore la salute, non gli interessi imprenditoriali! A garanzia di un sistema formativo pubblico indispensabile per i nostri ragazzi e ragazze, in grado di fornir loro sbocchi professionali adeguati e occasioni di lavoro dignitoso. A garanzia di un governo regionale efficiente ed efficace, per contrastare le difficoltà economiche, anche nel sostenere attività produttive, una trasparente ricostruzione post sismica ed avviare lo sviluppo delle nostre aree interne. Insomma un governo guidato da sensibilità e priorità diverse e da una classe dirigente coerente e adeguata. Tema più volte posto. Tutto ciò richiede un coinvolgimento delle comunità per costruire e condividere un disegno guida e seri programmi di intervento. Premessa di un consenso che spinga ancor più le forze sane del rinnovamento. A pochi mesi dall'appuntamento nulla di ciò sembra in atto. Nonostante i migliori propositi. I partiti continuano a discutere al proprio interno di candidature slegate, apparentemente, da ogni disegno strategico. Siamo alle solite. Serve un'iniziativa generale, promossa dal basso! E il diretto coinvolgimento di personalità della società civile, del mondo universitario, del Lavoro e delle professioni, dell'informazione e della cultura, che diano smalto e contenuti per contribuire al necessario salto di qualità. E in questo percorso individuare punti di aggregazione e di riferimento in grado di coagulare forze diverse che aspirano ad una prospettiva di effettiva discontinuità. Non essendo ancora disponibili né condizioni né sedi per un confronto e una riflessione pubblica collettiva provo a consegnare un'idea all'attenzione di quanti leggono. Servirebbe la figura di un federatore di alto profilo, immagine di una politica in grado di unire nelle differenze. Personalità di indiscutibile provata esperienza, che possa offrire una disponibilità. La nostra è una terra ricca che annovera ex Presidenti del Consiglio, ex Commissari europei, Segretari nazionali confederali (d'altritempi!), Dirigenti della CES, il sindacato europeo, Economisti di grande valore, Intellettuali e Saggisti che collaborano con riviste internazionali. Una garanzia di qualità per tutta la collettività. In modo disinteressato potrebbero esser invitati a mettersi a servizio della comunità e di un progetto politico nuovo, per guidare le Marche fuori dalle secche del degrado e promuovere una classe dirigente giovane, genuina, volonterosa di anteporre interessi generali a piccole ambizioni. Il male principale, causa di tanta apatia e indifferenza, dilagante e pericolosa: ciò che sta mettendo a rischio grave coesione sociale e sistema democratico.
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POLITICA
Andrea Raschia: "Buone nuove dal mondo a rovescio!"
È il momento di guardar oltre il proprio guardino
Eppure, anche in un mondo che si capovolge, possono venir a galla situazioni che potremmo definir positive. Domenica, per iniziativa di un noto giornalista, è programmata una grande manifestazione a sostegno dell'Europa. Sarà Michele Serra, ma pur sempre uno di noi, come noi preoccupato di corse al riarmo e venti di guerra. Un cittadino che vuol un mondo di pace. E che chiama, dunque, all'impegno per difendere le conquiste sociali, contro ogni ingiustizia: Welfare, Sanità, Cultura, Scuola. Democrazia, Libertà, Unità dei Popoli!
È l'Europa che serve, quella dei cittadini che tornano protagonisti del proprio futuro, desiderosi di parlare del domani. Dei figli e dei nipoti.
Poi le elezioni tedesche: in tempi così grami per vita democratica e partecipazione, ha votato l'85% del corpo elettorale. Certo, ha influito il bisogno di fermare la marea nera.
Ma si tratta indubbiamente di segnali di risveglio che, coi partiti belli addormentati, consigliano di non gettar la spugna. Né darci per vinti. Provare a reagire.
La prossima consultazione regionale può rappresentare un altro snodo. A condizione di farla vivere per il giusto verso, nella direzione di cambiamento radicale. Elezioni che devono servire ad impostare ed affermare politiche diverse a garanzia della Sanità pubblica, a tutela di un sistema che abbia a cuore la salute, non gli interessi imprenditoriali! A garanzia di un sistema formativo pubblico indispensabile per i nostri ragazzi e ragazze, in grado di fornir loro sbocchi professionali adeguati e occasioni di lavoro dignitoso. A garanzia di un governo regionale efficiente ed efficace, per contrastare le difficoltà economiche, anche nel sostenere attività produttive, una trasparente ricostruzione post sismica ed avviare lo sviluppo delle nostre aree interne. Insomma un governo guidato da sensibilità e priorità diverse e da una classe dirigente coerente e adeguata.
Tema più volte posto.
Tutto ciò richiede un coinvolgimento delle comunità per costruire e condividere un disegno guida e seri programmi di intervento. Premessa di un consenso che spinga ancor più le forze sane del rinnovamento.
A pochi mesi dall'appuntamento nulla di ciò sembra in atto. Nonostante i migliori propositi. I partiti continuano a discutere al proprio interno di candidature slegate, apparentemente, da ogni disegno strategico. Siamo alle solite. Serve un'iniziativa generale, promossa dal basso!
E il diretto coinvolgimento di personalità della società civile, del mondo universitario, del Lavoro e delle professioni, dell'informazione e della cultura, che diano smalto e contenuti per contribuire al necessario salto di qualità. E in questo percorso individuare punti di aggregazione e di riferimento in grado di coagulare forze diverse che aspirano ad una prospettiva di effettiva discontinuità.
Non essendo ancora disponibili né condizioni né sedi per un confronto e una riflessione pubblica collettiva provo a consegnare un'idea all'attenzione di quanti leggono. Servirebbe la figura di un federatore di alto profilo, immagine di una politica in grado di unire nelle differenze. Personalità di indiscutibile provata esperienza, che possa offrire una disponibilità. La nostra è una terra ricca che annovera ex Presidenti del Consiglio, ex Commissari europei, Segretari nazionali confederali (d'altritempi!), Dirigenti della CES, il sindacato europeo, Economisti di grande valore, Intellettuali e Saggisti che collaborano con riviste internazionali. Una garanzia di qualità per tutta la collettività. In modo disinteressato potrebbero esser invitati a mettersi a servizio della comunità e di un progetto politico nuovo, per guidare le Marche fuori dalle secche del degrado e promuovere una classe dirigente giovane, genuina, volonterosa di anteporre interessi generali a piccole ambizioni. Il male principale, causa di tanta apatia e indifferenza, dilagante e pericolosa: ciò che sta mettendo a rischio grave coesione sociale e sistema democratico.
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Andrea Raschia: "Buone nuove dal mondo a rovescio!"
È il momento di guardar oltre il proprio guardino
Eppure, anche in un mondo che si capovolge, possono venir a galla situazioni che potremmo definir positive. Domenica, per iniziativa di un noto giornalista, è programmata una grande manifestazione a sostegno dell'Europa. Sarà Michele Serra, ma pur sempre uno di noi, come noi preoccupato di corse al riarmo e venti di guerra. Un cittadino che vuol un mondo di pace. E che chiama, dunque, all'impegno per difendere le conquiste sociali, contro ogni ingiustizia: Welfare, Sanità, Cultura, Scuola. Democrazia, Libertà, Unità dei Popoli!
È l'Europa che serve, quella dei cittadini che tornano protagonisti del proprio futuro, desiderosi di parlare del domani. Dei figli e dei nipoti.
Poi le elezioni tedesche: in tempi così grami per vita democratica e partecipazione, ha votato l'85% del corpo elettorale. Certo, ha influito il bisogno di fermare la marea nera.
Ma si tratta indubbiamente di segnali di risveglio che, coi partiti belli addormentati, consigliano di non gettar la spugna. Né darci per vinti. Provare a reagire.
La prossima consultazione regionale può rappresentare un altro snodo. A condizione di farla vivere per il giusto verso, nella direzione di cambiamento radicale. Elezioni che devono servire ad impostare ed affermare politiche diverse a garanzia della Sanità pubblica, a tutela di un sistema che abbia a cuore la salute, non gli interessi imprenditoriali! A garanzia di un sistema formativo pubblico indispensabile per i nostri ragazzi e ragazze, in grado di fornir loro sbocchi professionali adeguati e occasioni di lavoro dignitoso. A garanzia di un governo regionale efficiente ed efficace, per contrastare le difficoltà economiche, anche nel sostenere attività produttive, una trasparente ricostruzione post sismica ed avviare lo sviluppo delle nostre aree interne. Insomma un governo guidato da sensibilità e priorità diverse e da una classe dirigente coerente e adeguata.
Tema più volte posto.
Tutto ciò richiede un coinvolgimento delle comunità per costruire e condividere un disegno guida e seri programmi di intervento. Premessa di un consenso che spinga ancor più le forze sane del rinnovamento.
A pochi mesi dall'appuntamento nulla di ciò sembra in atto. Nonostante i migliori propositi. I partiti continuano a discutere al proprio interno di candidature slegate, apparentemente, da ogni disegno strategico. Siamo alle solite. Serve un'iniziativa generale, promossa dal basso!
E il diretto coinvolgimento di personalità della società civile, del mondo universitario, del Lavoro e delle professioni, dell'informazione e della cultura, che diano smalto e contenuti per contribuire al necessario salto di qualità. E in questo percorso individuare punti di aggregazione e di riferimento in grado di coagulare forze diverse che aspirano ad una prospettiva di effettiva discontinuità.
Non essendo ancora disponibili né condizioni né sedi per un confronto e una riflessione pubblica collettiva provo a consegnare un'idea all'attenzione di quanti leggono. Servirebbe la figura di un federatore di alto profilo, immagine di una politica in grado di unire nelle differenze. Personalità di indiscutibile provata esperienza, che possa offrire una disponibilità. La nostra è una terra ricca che annovera ex Presidenti del Consiglio, ex Commissari europei, Segretari nazionali confederali (d'altritempi!), Dirigenti della CES, il sindacato europeo, Economisti di grande valore, Intellettuali e Saggisti che collaborano con riviste internazionali. Una garanzia di qualità per tutta la collettività. In modo disinteressato potrebbero esser invitati a mettersi a servizio della comunità e di un progetto politico nuovo, per guidare le Marche fuori dalle secche del degrado e promuovere una classe dirigente giovane, genuina, volonterosa di anteporre interessi generali a piccole ambizioni. Il male principale, causa di tanta apatia e indifferenza, dilagante e pericolosa: ciò che sta mettendo a rischio grave coesione sociale e sistema democratico.

