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CRONACA |
di Barbara Fioravanti |
GDF e Dogane sequestrano nel porto di Ancona 18mila borse contraffatte provenienti dalla Grecia |
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Nell’ambito della continua azione di controllo del territorio a tutela della legalità, i funzionari dell’Ufficio delle dogane e le Fiamme Gialle del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ancona hanno ulteriormente intensificato l'azione di contrasto all'introduzione ed alla vendita di beni contraffatti o non conformi agli standard di sicurezza imposti dalla normativa nazionale e dell'Unione Europea. Durante le operazioni di controllo degli automezzi in ingresso sul territorio nazionale, è stato individuato un autoarticolato proveniente dalla Grecia, sospettato di introdurre in Italia merce illegale, il cui approfondito controllo, condotto dai finanzieri del Nucleo Operativo del Gruppo di Ancona e dai funzionari doganali, ha portato al rinvenimento e al successivo sequestro di circa 18.000 borse riproducenti marchi ritenuti contraffatti destinate a una società italiana. Le borse, già pronte per la vendita, sarebbero state immesse in commercio. Tra il materiale sequestrato, figurano 3.390 articoli, che l’accusa ipotizza contraffatti, riportanti il marchio "Tommy Hilfiger" e 14.215 prodotti privi delle indicazioni obbligatorie previste dal Codice del Consumo. Anche il rimorchio utilizzato per il trasporto della merce contraffatta è stato sottoposto a sequestro. Operazioni di sequestro di questo tipo, compiute in stretta sinergia tra l’Agenzia delle dogane e dei monopoli e la Guardia di Finanza, oltre a costituire un'importante testimonianza dell'efficacia della rete dei controlli a tutela dell’economia legale contro il fenomeno della contraffazione, rappresentano un prezioso presidio nei confronti della sicurezza dei consumatori finali, considerati i rischi connessi all’ignota provenienza dei prodotti acquistati. Gli autori del fatto sono stati denunciati all’autorità giudiziaria, affinché ne sia accertata con ogni garanzia di legge l’eventuale responsabilità con sentenza irrevocabile di condanna.
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CRONACA
GDF e Dogane sequestrano nel porto di Ancona 18mila borse contraffatte provenienti dalla Grecia
Nell’ambito della continua azione di controllo del territorio a tutela della legalità, i funzionari dell’Ufficio delle dogane e le Fiamme Gialle del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ancona hanno ulteriormente intensificato l'azione di contrasto all'introduzione ed alla vendita di beni contraffatti o non conformi agli standard di sicurezza imposti dalla normativa nazionale e dell'Unione Europea.
Durante le operazioni di controllo degli automezzi in ingresso sul territorio nazionale, è stato individuato un autoarticolato proveniente dalla Grecia, sospettato di introdurre in Italia merce illegale, il cui approfondito controllo, condotto dai finanzieri del Nucleo Operativo del Gruppo di Ancona e dai funzionari doganali, ha portato al rinvenimento e al successivo sequestro di circa 18.000 borse riproducenti marchi ritenuti contraffatti destinate a una società italiana.
Le borse, già pronte per la vendita, sarebbero state immesse in commercio. Tra il materiale sequestrato, figurano 3.390 articoli, che l’accusa ipotizza contraffatti, riportanti il marchio "Tommy Hilfiger" e 14.215 prodotti privi delle indicazioni obbligatorie previste dal Codice del Consumo. Anche il rimorchio utilizzato per il trasporto della merce contraffatta è stato sottoposto a sequestro.
Operazioni di sequestro di questo tipo, compiute in stretta sinergia tra l’Agenzia delle dogane e dei monopoli e la Guardia di Finanza, oltre a costituire un'importante testimonianza dell'efficacia della rete dei controlli a tutela dell’economia legale contro il fenomeno della contraffazione, rappresentano un prezioso presidio nei confronti della sicurezza dei consumatori finali, considerati i rischi connessi all’ignota provenienza dei prodotti acquistati.
Gli autori del fatto sono stati denunciati all’autorità giudiziaria, affinché ne sia accertata con ogni garanzia di legge l’eventuale responsabilità con sentenza irrevocabile di condanna.
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GDF e Dogane sequestrano nel porto di Ancona 18mila borse contraffatte provenienti dalla Grecia
Nell’ambito della continua azione di controllo del territorio a tutela della legalità, i funzionari dell’Ufficio delle dogane e le Fiamme Gialle del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ancona hanno ulteriormente intensificato l'azione di contrasto all'introduzione ed alla vendita di beni contraffatti o non conformi agli standard di sicurezza imposti dalla normativa nazionale e dell'Unione Europea.
Durante le operazioni di controllo degli automezzi in ingresso sul territorio nazionale, è stato individuato un autoarticolato proveniente dalla Grecia, sospettato di introdurre in Italia merce illegale, il cui approfondito controllo, condotto dai finanzieri del Nucleo Operativo del Gruppo di Ancona e dai funzionari doganali, ha portato al rinvenimento e al successivo sequestro di circa 18.000 borse riproducenti marchi ritenuti contraffatti destinate a una società italiana.
Le borse, già pronte per la vendita, sarebbero state immesse in commercio. Tra il materiale sequestrato, figurano 3.390 articoli, che l’accusa ipotizza contraffatti, riportanti il marchio "Tommy Hilfiger" e 14.215 prodotti privi delle indicazioni obbligatorie previste dal Codice del Consumo. Anche il rimorchio utilizzato per il trasporto della merce contraffatta è stato sottoposto a sequestro.
Operazioni di sequestro di questo tipo, compiute in stretta sinergia tra l’Agenzia delle dogane e dei monopoli e la Guardia di Finanza, oltre a costituire un'importante testimonianza dell'efficacia della rete dei controlli a tutela dell’economia legale contro il fenomeno della contraffazione, rappresentano un prezioso presidio nei confronti della sicurezza dei consumatori finali, considerati i rischi connessi all’ignota provenienza dei prodotti acquistati.
Gli autori del fatto sono stati denunciati all’autorità giudiziaria, affinché ne sia accertata con ogni garanzia di legge l’eventuale responsabilità con sentenza irrevocabile di condanna.
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