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intervista

L’Anconetano del Giorno, a tu per tu con Simone Ambrosi

5' di lettura

Dopo aver approfondito il mondo dell’arte (del tatuaggio e non solo) con Tommaso Buglioni, l’“Anconetano del Giorno” vi porta a scoprire un altro giovane concittadino con Ancona nel cuore.

Il protagonista di oggi è Simone Ambrosi, ex calciatore classe ’78, che dopo due arresti cardiaci ha deciso di fondare Unbeatables ODV, un’associazione no-profit nata per sensibilizzare sull’importanza della cardioprotezione, ad Ancona e oltre.

Simone, in molti conoscono la tua associazione. Vuoi raccontare ai nostri lettori qualcosa su di te?

Sono nato ad Ancona verso la fine degli anni ’70 e sin da piccolo sono sempre stato uno sportivo. Ho giocato a calcio, seguendo tutto il percorso dalle giovanili fino all’età adulta. Non sono mai stato un calciatore professionista, ma mi considero un atleta agonista. Il mio amore per l’aria aperta mi ha portato a vestire i panni dello scout, attività a cui ho dedicato oltre dieci anni della mia vita, presso la Parrocchia di San Paolo con Don Franco, arrivando a ricoprire ruoli di alta responsabilità. Nel frattempo, ho studiato per diventare geometra, perché amo il mondo dell’edilizia e tutto ciò che ruota attorno alla realizzazione delle case. Dopo il servizio di leva militare, sono entrato nel settore edile come commerciale, occupandomi della vendita di prodotti per l’edilizia: finestre, sistemi costruttivi in cartongesso e altro. Oggi, invece, lavoro per la Regione Marche. Come già detto, amo viaggiare e cerco sempre di ritagliarmi due momenti speciali all’anno per scoprire il mondo, riservandomi anche una piccola settimana bianca in inverno.

La tua Associazione nasce proprio ad Ancona e deriva dalla tua esperienza di sportivo. Vuoi raccontarcela?

Durante la mia vita da sportivo mi sono sempre sottoposto a regolari controlli, senza mai riscontrare problemi. Poi, a 32 anni, ho avuto un arresto cardiaco sul campo da gioco. Ricordo di essere stato soccorso prontamente con un defibrillatore, e da quel momento la mia vita è cambiata radicalmente. Non è cambiato solo il mio rapporto con lo sport, ma anche quello con amici e familiari. Mi sono trovato davanti a un bivio: rassegnarmi o accettare la patologia cardiaca diagnosticata, una condizione che può causare aritmie anche mortali. È stato allora che ho pensato a chi, come me, vive situazioni simili, e ho deciso di fondare una ONLUS (oggi OdV) per iniziare a parlare del problema e diffonderlo correttamente. Il nome “Unbeatables” significa “Imbattibili”: un messaggio di forza e fiducia per chi affronta questa condizione. Ho trovato cinque ragazzi, tutti ex sportivi con storie simili, e insieme abbiamo dato vita all’associazione. Abbiamo iniziato con la sensibilizzazione e piccole raccolte fondi, poi abbiamo puntato sulla cardioprotezione: installazione di defibrillatori sul territorio e formazione. Grazie al sostegno di molte realtà locali, abbiamo installato 20 defibrillatori ad Ancona, nel progetto “Una Scossa al Cuore”, oggi attivo anche in altre regioni. Abbiamo stretto un accordo con il Comune per garantire la manutenzione dei dispositivi, tutti geolocalizzati. Unbeatables è anche centro di formazione riconosciuto dalla Regione Marche, con un’app dedicata per localizzare i defibrillatori. Abbiamo avuto conferma dell’utilità del progetto: il dispositivo installato a Portonovo ha contribuito a salvare una vita. Non lo consideriamo un merito, ma ci fa piacere sapere di essere stati d’aiuto.

Ancona è tante cose: sapori, storia e saperi. Ma cos’è per te Ancona?

Ancona è la città dove sono nato, ed è speciale. Spesso la definisco una “piccola Montecarlo”: una città con grandissime potenzialità, nonostante alcune contraddizioni, come un’ospitalità a volte un po’ diffidente, forse retaggio dei numerosi attacchi di pirati subiti nei secoli. La sua posizione geografica è perfetta: ci permette di vedere il sole sorgere e tramontare sul mare. Turisti da tutto il mondo vengono ad ammirare le nostre bellezze naturali. E poi c’è il Porto, un vero “polmone commerciale” per la città. Se dovessi consigliare a un turista un luogo da visitare, direi il Passetto, un posto magico con uno scorcio meraviglioso sul mare, e il Duomo di San Ciriaco, simbolo identitario della città. Il mio piatto preferito sono i vincisgrassi, che mia nonna preparava ogni domenica. Per quanto riguarda i vini, mia altra grande passione, il Rosso Conero è straordinario: ogni volta che torno dal Conero mi fermo in cantina e ne porto a casa qualche bottiglia.

Dopo averci detto cosa rappresenta Ancona per te, vuoi dirci cosa sei tu per la città di Ancona?

È una domanda difficile. Sto cercando di essere un esempio, ricordando che basta davvero un piccolo gesto per migliorare la comunità. È uno dei motivi che mi ha spinto a fondare Unbeatables: credo che una buona idea possa generare qualcosa di speciale, se sostenuta da una comunità che ci crede.

Vuoi lasciare un messaggio per gli Anconetani e le Anconetane di domani?

Consiglio agli Anconetani e alle Anconetane di domani di guardare anche agli altri. Ho notato che tra i giovani ci sono sempre meno volontari. Li invito a partecipare, anche in piccola misura, a un progetto di volontariato. Credo che il senso civico si sviluppi proprio attraverso queste esperienze. È un valore che ho imparato nel mondo scout, purtroppo oggi sempre meno frequentato.

Lettrici e lettori di Vivere Ancona, il nostro viaggio per ora termina qui. “L’Anconetano del Giorno” vi aspetta il prossimo mese con nuove interviste e nuove storie da raccontare!



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Questa è un'intervista pubblicata il 30-09-2025 alle 16:29 sul giornale del 01 ottobre 2025 - 192 letture






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