Ancona celebra Celentano alle Muse: emozioni e applausi
C’era tutta Ancona (oltre 900 persone) al Teatro delle Muse, per il tributo all’Adriano nazionale, quel ragazzo “molleggiato” che proprio nella Dorica ha iniziato a cantare e da qui, grazie agli impresari talent scout Sulpizi e Vico, ha lanciato la sua folgorante e poliedrica carriera.
Così, l’Associazione Sulvic degli eredi Sulpizi e Vico grazie al patrocinio del Comune di Ancona e a Marche Teatro, ha messo in scena l’incredibile storia di Celentano.
Il cantante Adolfo Sebastiani e la sua band (produzioni Massimo DI Francesco) di dodici musicisti (altro che “sosia”!) ha ripercorso con 15 brani un repertorio di 50 anni di musica, che ha scaldato la platea e strappato applausi misti a cori e urla da concerto rock, da “Il tuo bacio è come un rock” che vinse nel 1959 il Festival Adriatico della Canzone, a Il ragazzo della via Gluk, Pregherò, Viola, Una carezza in un pugno, Azzurro, L’emozione non ha voce, Soli, e via così, con l’emozione palpabile di vivere una serata da ricordare. La parte narrativa magistralmente interpretata dall’attore Luca Violini ha legato la storia di Celentano al capoluogo dorico con aneddoti divertenti e scanzonati (tratti dal libro “Gli impresari del rock” di Luca Guazzati) e poi il gran finale a sorpresa. Ospite d’onore Gianni Dall’Aglio, che a 13 anni esordì come batterista di Adriano e lo accompagnò con I Ribelli nell’etichetta CLAN. Con l’abile conduttore Paolo Notari che ha intervistato anche il Presidente della Lega del Filo D’Oro Rossano Bartoli sull’impegno continuo per i ragazzi sordociechi ospiti della struttura di Osimo che ha festeggiato 60 anni di attività, Dall’Aglio si è lasciato andare a ricordi raccontando di quando trasportato dall’emotività si sentiva male per la tachicardia, nello sforzo di interpretazioni alla batteria che erano vere e proprie opere d’arte, tanto da stupire anche Celentano. E poi quel giorno in cui visitato da un cardiologo per accertamenti, che si chiamava Enzo Iannacci, questo gli disse in milanese stretto: “Ehi ragazzo, tranquillo, nelle tue coronarie ci passa un tir!”.
Ad un certo punto della serata, Paolo Notari chiede allora a Gianni Dall’Aglio: “Ma è vero che un brano in particolare di Celentano è considerato l’antesignano del rap? Te lo ricordi? Come fa?”.
Gianni non fa una piega, sale sulla pedana della batteria salutato da tutta la band e nel silenzio inizia il tamburo. Poi il ritmo sale, entra il basso. Poi la chitarra esegue il ritornello base. Di seguito ecco le scatenate ballerine della Fondazione Arte nella danza – Vis Ballet di Eugenia Morosanu. Infine entra il cantante Sebastiani ma a quel punto tutti hanno riconosciuto “Prisencolinesalciusol”. Ed è ancora l’emozione di ballare tutti in piedi al ritmo di quella musica travolgente e irrefrenabile. Davvero Ancona non poteva offrire tributo migliore ad Adriano, talento unico e felice “scoperta” di Sulpizi e Vico.
Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-01-2026 alle 14:08 sul giornale del 15 gennaio 2026 - 162 letture
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