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comunicato stampa

Il Comune di Ancona ha ospitato l’evento "Prevenzione delle truffe agli anziani"

2' di lettura

Messaggi ingannevoli, telefonate create ad hoc dall’IA o attraverso finti operatori. Le vittime più colpite dalle truffe continuano ad essere gli anziani, spesso soli e indifesi.

Dalle bollette luce e gas, ai controlli a domicilio di fantomatici addetti finalizzati a sottrarre preziosi al malcapitato, passando per fallaci messaggi da parte di istituti di credito sino alle telefonate su inesistenti incidenti occorsi ad un figlio o ad un nipote… Sono solo alcune delle tipologie di raggiro, ma con l’implementazione delle nuove tecnologie i rischi di truffa aumentano vertiginosamente specie per le fasce più fragili della popolazione.

Nella provincia di Ancona, nel corso del 2025, sono pervenute oltre 2000 denunce, anche se si tratta di un dato parziale in quanto molti anziani, per timore o imbarazzo, non segnalano l’accaduto alle autorità competenti. In un quadro così complesso risulta necessario intervenire, formare, educare le persone: i diretti interessati così come i caregiver.

Nella giornata di giovedì 5 febbraio, la sala consiliare del Comune di Ancona ha ospitato l’evento «Prevenzione delle truffe agli anziani», un percorso formativo curato e condotto dal Comando provinciale dei Carabinieri di Ancona, dedicato agli operatori dei servizi di assistenza domiciliare COOSS e professionisti del settore.

«Attraverso la collaborazione con gli istituti che forniscono servizi socio assistenziali e sanitari - spiega il Tenente Colonnello Carmine Elefante -. Puntiamo a rafforzare l'efficacia dei messaggi di cautela contro le molteplici tipologie di truffe che colpiscono ogni giorno le persone vulnerabili e non solo, determinando conseguenze che vanno ben oltre il solo danno economico. I caregiver, per definizione vocati all'assistenza, alla cura e all'ascolto, una volta formati potranno costituire degli straordinari alleati per far attecchire, tra la popolazione anziana e nel contesto familiare, una salda cultura della prevenzione e prosciugare gradualmente il bacino delle potenziali vittime a discapito di questi ignobili truffatori».

Nel corso della formazione si è affrontato il tema della vittima quale “primo investigatore”. Il truffatore lascia spesso delle tracce nel suo cammino criminoso, sebbene poco evidenti, possono comunque essere ricercate attraverso tecniche di investigazione scientifica. L’impatto psicologico di un evento così traumatico può generare un atteggiamento di chiusura nell’anziano, degenerando addirittura in senso di colpa per non aver saputo.

«Le truffe, perpetrate attraverso dispositivi o strumenti di intelligenza artificiale, possono trarre in inganno anche persone che hanno una certa dimestichezza con la tecnologia, figuriamoci gli anziani che vivono il raggiro come un'umiliazione - spiega Sabrina Moro, responsabile sede operativa COOSS Ancona -. Ciò può portare addirittura a gravi forme di depressione, ecco perché è fondamentale curare l’aspetto formativo e beneficiare della professionalità delle forze dell’ordine».

È quindi necessario che la cerchia familiare e assistenziale sostenga la persona fragile con un atteggiamento empatico, per agevolarla nell’affrontare la fase della denuncia.



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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-02-2026 alle 16:04 sul giornale del 05 febbraio 2026 - 34 letture






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