Al teatro Panettone in scena lo spettacolo “Vai a vedere i gorilla”
Andrà in scena sabato alle ore 21 presso il teatro Panettone di Ancona nell’ambito della rassegna Contemporaneo lo spettacolo “Vai a vedere i gorilla” che il regista Luca Guerini adatta dal testo e dall’esperienza in prima persona di Gabriele Freytag con quello che definisce “il paziente più complicato della propria carriera”.
Già questa definizione interessa ed incuriosisce il pubblico che nel teatro marchigiano potrà assistere ad un thriller psicologico che si svolge nella stanza della psicoterapeuta. Lì due mondi s’incontrano e devono trovare un dialogo attorno ad uno dei temi più delicati, ossia quello della “mancanza”. Con una regia dinamica, leggera e ricca di idee, Guerini accende i riflettori su uno dei tabù della nostra società, diventando strumento di divulgazione e approfondimento.
In “Vai a vedere i gorilla” la relazione terapeutica sembra progressivamente perdere i suoi confini: come hai lavorato in regia per rendere visibile questo slittamento senza renderlo esplicito?
Lo spettacolo è soprattutto una storia, con i suoi protagonisti e i loro conflitti che vengono raccontati e vissuti sul palco, quindi ho lavorato con gli attori Roberta Sarti e Simone De Rose cercando di rendere neutro il confronto e quindi il passaggio dall’aspetto professionale a quello personale.
Il testo mette in scena un dolore che non si manifesta mai in modo diretto: quali scelte registiche hai adottato per evitare il rischio di “mostrare troppo” o, al contrario, di lasciare lo spettatore distante?
Gabriele ha scritto il testo in una maniera ottima: non c’era nulla su cui intervenire. La mia regia ha solo dato delle immagini allo spettatore, ossia una mia chiave di lettura ed interpretazione della vicenda. Se un autore mette in scena un testo di un altro autore è sicuramente perché ne riconosce la forza e l’urgenza, così è successo in questo caso, e penso che sia un motivo in più per spingere a vedere lo spettacolo!
In uno spazio così intimo come quello della seduta, quanto è stato importante il ritmo dei silenzi rispetto alle parole? Hai lavorato su pause “musicali”?
Chi mi conosce sa che faccio un uso mirato della musica, non è mai “panna”, ma racconta quello che avviene sul palco per dare una nuova connotazione. Senza raccontarvi troppo anche in Vai a vedere i gorilla c’è una musica che vi porta a tutt’altre atmosfere, ma sembra del tutto adatta alla scena che si svolge.
Il titolo “Vai a vedere i gorilla” ha un tono quasi straniante rispetto alla densità emotiva dello spettacolo: come hai tradotto questa ambiguità nella messa in scena?
Il titolo viene spiegato nel corso dello spettacolo ed ha una forte carica emotiva che percepiamo già dalle prime battute. Sì sarebbe molto bello “vedere i gorilla” , per dirla con Gabriele, perché sicuramente ne usciremmo migliori.
Se uno spettatore uscisse dallo spettacolo con una sola domanda dentro, quale vorresti che fosse?
Probabilmente sarebbe interessante che si chiedesse perché la psicoterapia è considerata in tabù nella nostra società e perché chi va dallo psicologo viene considerato pazzo dagli altri: come ci si cura per un dente, per un organo è giusto e normale prendersi cura di noi stessi.
L’appuntamento con “Vai a vedere i gorilla” è dunque per sabato 11 aprile alle ore 21 presso il teatro Panettone di Ancona, si possono prenotare i posti al 3384116671 (solo whp)
Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-04-2026 alle 13:34 sul giornale del 10 aprile 2026 - 44 letture
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