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Alla Galleria Papini si inaugura 'Sacra', la mostra fotografica di Pia Bacchielli

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La Galleria Papini ha il piacere  di presentare, giovedì 23 aprile alle ore 18, la mostra fotografica "Sacra" di Pia Bacchielli.

Sacra, ovvero l’immanente. Ierofanie, riti, simboli, arcani. Sacro è ciò che è connesso a una realtà “altra”, rimandando a una dimensione disgiunta dall’umano. Una ricerca che inizia all’università studiando storia delle religioni, antropologia e tradizioni popolari. Si affina e poi si traduce in un linguaggio visivo. Acqua, terra, fuoco, aria. Simboli primordiali trasmutati in un senso comune religioso. Dall’indoeuropeo e quindi dal latino, sacer, separato, un'area cioè attribuita al divino. In bianco e nero per una realtà trasfigurata. Spiega l'autrice: "Per questo lavoro mi hanno ispirata le parole della poetessa Alda Marini su “Poesia e senso del sacro”: “La valenza dell’arte, della poesia nello specifico, è un po’ quella di attaccare il quotidiano, allontanarsi dal senso comune, dal mondo a cui siamo abituati, per farci immergere in un mondo possibile ed altro”.

Lo storico dell'arte Michele Servadio nel suo testo critico: "Con questo lavoro Pia Bacchielli introduce una riflessione che consente all’osservatore di scendere sin nel profondo dell’animo umano, là dove si possono ancora cogliere i segni di una sacralità ormai in lento disfacimento.È quindi più che naturale che il punto di partenza di questo percorso sia rappresentato da una dea che viene rinnegata e scacciata dall’uomo e, proprio per questo, raffigurata volutamente sfumata, poiché privata della sua identità. Ci sono poi simboli dal forte contenuto apotropaico che inducono nell’animo dello spettatore più di un interrogativo; c’è il cerchio sacro segno dell’Unità del principio, la sacra spirale che rende eterno e infinito il movimento circolare che nasce nel punto di origine, il male colto nella sua dimensione caprina riconducibile all’iconografia dell’antico dio Pan, fino all’arte ferita dopo il terremoto del 2016.Il cuore che contiene in sé il significato più puro di questo lavoro è però il Femminile; che sia rappresentato dall’immagine di una madre o di una sposa, esso racchiude in sé la sacralità più profonda e antica, ovvero il mistero della vita.Proprio in questa dimensione vive la missione ultima di questo progetto; Pia Bacchielli riesce infatti a costruire, immagine dopo immagine, una riflessione che, partendo dalla sacralità nel mondo contemporaneo, giunge a celebrare il valore dell’umanità nella sua dimensione universale e collettiva



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Questo è un articolo pubblicato il 17-04-2026 alle 10:12 sul giornale del 17 aprile 2026 - 71 letture






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