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ATTUALITà |
Da Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche |
Due pazienti statunitensi accolte e operate a Torrette per la ricostruzione del capezzolo post-mastectomia |
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A occuparsi dei due interventi, uno appena compiuto e il secondo messo in calendario per la fine di giugno, è il Dr. Michele Riccio, Direttore della Chirurgia Ricostruttiva e Chirurgia della Mano. Un risultato straordinario che si inserisce in uno scenario fatto di innovazione tecnica capace di attirare pazienti da un Paese avanzatissimo sotto il profilo clinico come gli Stati Uniti d'America. L'Unità Operativa diretta dal Dr. Riccio, tuttavia, ha avviato da tempo l'implementazione della Skin Sparing Mastectomy (SSM) una tecnica in grado di rimuovere completamente la ghiandola mammaria preservando l'involucro cutaneo e, nei casi in cui il chirurgo è costretto a rimuovere il complesso areola capezzolo, perché sede di malattia neoplastica, è comunque possibile il pieno recupero di tutta la parte anatomica con risultati estetici di altissimo livello proprio grazie all’innovativo impianto del fixnip.
L'innovazione sta nella pratica e nei numeri: “All'interno della nostra Azienda _ spiega Michele Riccio, Direttore del Dipartimento delle Chirurgie Specialistiche _ abbiamo già effettuato con successo 70 interventi di ricostruzione del capezzolo con questa tecnica innovativa e siamo i primi in Italia e al mondo in questo senso. Le statistiche ci dicono che interventi dello stesso tipo sono stati appena implementati anche in un centro ospedaliero in Francia, dove però il numero di casi non supera i 5 casi trattati. I risultati, molto incoraggianti se non straordinari, dell'utilizzo di questa tecnica sono stati pubblicati nella principale rivista clinica di settore. Negli Stati Uniti questa tecnica non è ancora arrivata, la FDA (Food and Drug Administration, l'agenzia federale che si occupa, tra le altre cose, anche dell'adozione dei dispositivi medici) richiede un follow-up medico di tre anni che ancora non c'è; il nostro centro chirurgico di Torrette, al contrario, è già al secondo anno di follow-up. Per questo motivo le due pazienti in questione, in arrivo rispettivamente da New York e da Houston, si sono rivolte a noi e altre potrebbero seguire il loro esempio in futuro”.
La prima paziente è stata operata ad Ancona il giorno 12 maggio 2026. Si tratta di una biologa di 34 anni che ha riportato una lesione da strappo dopo essere stata aggredita da un cane. Nel secondo caso, al contrario, la paziente ha subito negli USA una mastectomia a seguito di una neoplasia mammaria, ma l'intervento ricostruttivo è stato parziale, ossia senza la ricostruzione del capezzolo. E qui entra in gioco l’unità operativa di Chirurgia Ricostruttiva e Chirurgia della Mano: “Fino a ieri la ricostruzione del seno veniva eseguita attraverso la tecnica classica, che non prevedeva un recupero anatomico completo in quanto il capezzolo veniva ricostruito attraverso l'uso di lembi di cute, con risultati estetici deludenti, un problema importante per le donne e per la loro autostima. Ora, con l’impiego di questa tecnica innovativa, ovvero l’impianto del Fix Nip, questo problema è superato. Nella pratica, si tratta della ricostruzione del capezzolo attraverso una protesi Fix Nip inserita sotto pelle; nel giro di poche settimane la ricostruzione assume la forma perfetta del capezzolo ed il risultato viene successivamente perfezionato dall'applicazione di un tatuaggio biologico esteticamente perfetto e indelebile del capezzolo, regalando alla paziente un seno perfettamente recuperato in tutte le sue componenti e relativo recupero della paziente ad un anormale vita sociale e di relazione”. |
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ATTUALITà
Due pazienti statunitensi accolte e operate a Torrette per la ricostruzione del capezzolo post-mastectomia
A occuparsi dei due interventi, uno appena compiuto e il secondo messo in calendario per la fine di giugno, è il Dr. Michele Riccio, Direttore della Chirurgia Ricostruttiva e Chirurgia della Mano.
Un risultato straordinario che si inserisce in uno scenario fatto di innovazione tecnica capace di attirare pazienti da un Paese avanzatissimo sotto il profilo clinico come gli Stati Uniti d'America. L'Unità Operativa diretta dal Dr. Riccio, tuttavia, ha avviato da tempo l'implementazione della Skin Sparing Mastectomy (SSM) una tecnica in grado di rimuovere completamente la ghiandola mammaria preservando l'involucro cutaneo e, nei casi in cui il chirurgo è costretto a rimuovere il complesso areola capezzolo, perché sede di malattia neoplastica, è comunque possibile il pieno recupero di tutta la parte anatomica con risultati estetici di altissimo livello proprio grazie all’innovativo impianto del fixnip.
L'innovazione sta nella pratica e nei numeri: “All'interno della nostra Azienda _ spiega Michele Riccio, Direttore del Dipartimento delle Chirurgie Specialistiche _ abbiamo già effettuato con successo 70 interventi di ricostruzione del capezzolo con questa tecnica innovativa e siamo i primi in Italia e al mondo in questo senso. Le statistiche ci dicono che interventi dello stesso tipo sono stati appena implementati anche in un centro ospedaliero in Francia, dove però il numero di casi non supera i 5 casi trattati. I risultati, molto incoraggianti se non straordinari, dell'utilizzo di questa tecnica sono stati pubblicati nella principale rivista clinica di settore. Negli Stati Uniti questa tecnica non è ancora arrivata, la FDA (Food and Drug Administration, l'agenzia federale che si occupa, tra le altre cose, anche dell'adozione dei dispositivi medici) richiede un follow-up medico di tre anni che ancora non c'è; il nostro centro chirurgico di Torrette, al contrario, è già al secondo anno di follow-up. Per questo motivo le due pazienti in questione, in arrivo rispettivamente da New York e da Houston, si sono rivolte a noi e altre potrebbero seguire il loro esempio in futuro”.
La prima paziente è stata operata ad Ancona il giorno 12 maggio 2026. Si tratta di una biologa di 34 anni che ha riportato una lesione da strappo dopo essere stata aggredita da un cane. Nel secondo caso, al contrario, la paziente ha subito negli USA una mastectomia a seguito di una neoplasia mammaria, ma l'intervento ricostruttivo è stato parziale, ossia senza la ricostruzione del capezzolo. E qui entra in gioco l’unità operativa di Chirurgia Ricostruttiva e Chirurgia della Mano: “Fino a ieri la ricostruzione del seno veniva eseguita attraverso la tecnica classica, che non prevedeva un recupero anatomico completo in quanto il capezzolo veniva ricostruito attraverso l'uso di lembi di cute, con risultati estetici deludenti, un problema importante per le donne e per la loro autostima. Ora, con l’impiego di questa tecnica innovativa, ovvero l’impianto del Fix Nip, questo problema è superato. Nella pratica, si tratta della ricostruzione del capezzolo attraverso una protesi Fix Nip inserita sotto pelle; nel giro di poche settimane la ricostruzione assume la forma perfetta del capezzolo ed il risultato viene successivamente perfezionato dall'applicazione di un tatuaggio biologico esteticamente perfetto e indelebile del capezzolo, regalando alla paziente un seno perfettamente recuperato in tutte le sue componenti e relativo recupero della paziente ad un anormale vita sociale e di relazione”.
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Due pazienti statunitensi accolte e operate a Torrette per la ricostruzione del capezzolo post-mastectomia
A occuparsi dei due interventi, uno appena compiuto e il secondo messo in calendario per la fine di giugno, è il Dr. Michele Riccio, Direttore della Chirurgia Ricostruttiva e Chirurgia della Mano.
Un risultato straordinario che si inserisce in uno scenario fatto di innovazione tecnica capace di attirare pazienti da un Paese avanzatissimo sotto il profilo clinico come gli Stati Uniti d'America. L'Unità Operativa diretta dal Dr. Riccio, tuttavia, ha avviato da tempo l'implementazione della Skin Sparing Mastectomy (SSM) una tecnica in grado di rimuovere completamente la ghiandola mammaria preservando l'involucro cutaneo e, nei casi in cui il chirurgo è costretto a rimuovere il complesso areola capezzolo, perché sede di malattia neoplastica, è comunque possibile il pieno recupero di tutta la parte anatomica con risultati estetici di altissimo livello proprio grazie all’innovativo impianto del fixnip.
L'innovazione sta nella pratica e nei numeri: “All'interno della nostra Azienda _ spiega Michele Riccio, Direttore del Dipartimento delle Chirurgie Specialistiche _ abbiamo già effettuato con successo 70 interventi di ricostruzione del capezzolo con questa tecnica innovativa e siamo i primi in Italia e al mondo in questo senso. Le statistiche ci dicono che interventi dello stesso tipo sono stati appena implementati anche in un centro ospedaliero in Francia, dove però il numero di casi non supera i 5 casi trattati. I risultati, molto incoraggianti se non straordinari, dell'utilizzo di questa tecnica sono stati pubblicati nella principale rivista clinica di settore. Negli Stati Uniti questa tecnica non è ancora arrivata, la FDA (Food and Drug Administration, l'agenzia federale che si occupa, tra le altre cose, anche dell'adozione dei dispositivi medici) richiede un follow-up medico di tre anni che ancora non c'è; il nostro centro chirurgico di Torrette, al contrario, è già al secondo anno di follow-up. Per questo motivo le due pazienti in questione, in arrivo rispettivamente da New York e da Houston, si sono rivolte a noi e altre potrebbero seguire il loro esempio in futuro”.
La prima paziente è stata operata ad Ancona il giorno 12 maggio 2026. Si tratta di una biologa di 34 anni che ha riportato una lesione da strappo dopo essere stata aggredita da un cane. Nel secondo caso, al contrario, la paziente ha subito negli USA una mastectomia a seguito di una neoplasia mammaria, ma l'intervento ricostruttivo è stato parziale, ossia senza la ricostruzione del capezzolo. E qui entra in gioco l’unità operativa di Chirurgia Ricostruttiva e Chirurgia della Mano: “Fino a ieri la ricostruzione del seno veniva eseguita attraverso la tecnica classica, che non prevedeva un recupero anatomico completo in quanto il capezzolo veniva ricostruito attraverso l'uso di lembi di cute, con risultati estetici deludenti, un problema importante per le donne e per la loro autostima. Ora, con l’impiego di questa tecnica innovativa, ovvero l’impianto del Fix Nip, questo problema è superato. Nella pratica, si tratta della ricostruzione del capezzolo attraverso una protesi Fix Nip inserita sotto pelle; nel giro di poche settimane la ricostruzione assume la forma perfetta del capezzolo ed il risultato viene successivamente perfezionato dall'applicazione di un tatuaggio biologico esteticamente perfetto e indelebile del capezzolo, regalando alla paziente un seno perfettamente recuperato in tutte le sue componenti e relativo recupero della paziente ad un anormale vita sociale e di relazione”.

