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da AltreVie |
Ad Ancona la presentazione di «I cecchini del weekend», il libro-inchiesta di Ezio Gavazzeni sui «safari umani» di Sarajevo |
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Il 24 giugno 2026, alle ore 19.30, presso il Lazzabaretto alla Mole Vanvitelliana di Ancona, si terrà la presentazione del libro «I cecchini del weekend. L’inchiesta sui safari umani a Sarajevo» (PaperFIRST, 2026) del giornalista Ezio Gavazzeni. L’autore dialogherà con Federico Mascagni di AltreVie. Il libro è il frutto – ancora parziale – di un reportage iniziato nel 2023 ma che affonda le radici nei primi anni ’90, quando, durante il conflitto in Bosnia, trapelò l’esistenza di un’organizzazione che portava civili europei, soprattutto italiani, a fare cecchinaggio, per «svago», nelle zone di guerra. Gavazzeni si addentra in un «cold case» attraverso fonti non solo verificate, ma che hanno portato le loro testimonianze alla Procura di Milano, alla quale l’autore ha fornito i documenti raccolti per dare avvio all’inchiesta. Il libro è un percorso verticale e annichilente verso l’abiezione di facoltosi professionisti del centro-nord Italia – in queste circostanze si suol dire «insospettabili» – amanti della caccia e delle armi, abituati ad alzare l’adrenalina attraverso esperienze «proibite». A fronte di decine, a volte centinaia di milioni di euro, questi professionisti entravano in contatto con agenzie di contractors e di sicurezza nazionali ed estere per soddisfare il loro desiderio di sparare, dalle colline di Sarajevo o di qualsiasi altra zona bosniaca che lo consentisse, a uomini e donne civili, anziani e bambini. Questi ultimi, in un vero e proprio listino prezzi, erano i più ambiti e costosi. Ancona, nel libro, compare due volte: come porto di sbarco per chi, fuggendo dal teatro di guerra, trova un approdo per ricostruire una nuova vita, e come porto di imbarco per i ricchi cecchini italiani che, di là dall’Adriatico, troveranno gli accompagnatori per recarsi al loro «safari umano». Quante persone sanno e vorrebbero parlare, anche mantenendo l’anonimato? Quanti possono aiutare a fare giustizia in un’epoca di guerre – come quella attuale – in cui è pressoché certo che si stiano ripetendo le rotte di questi ricchi e potenti? Ezio Gavazzeni lancia un appello a tutte e tutti coloro che, in tutta Italia, e in particolare nella zona di Ancona per l’occasione, abbiano notizie interessanti da fornirgli direttamente: il procedimento giudiziario, diventato nel frattempo internazionale, è agli inizi e necessita del contributo di testimoni. Chi sa, parli. Dopo la presentazione, alle ore 21.30, verrà proiettato il documentario «Sarajevo Safari» (2022, di Miran Zupanič) presso il Lazzabaretto Arena Cinema, che racconta per immagini l’allucinante fenomeno al centro del libro di Gavazzeni. |
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ATTUALITà
Ad Ancona la presentazione di «I cecchini del weekend», il libro-inchiesta di Ezio Gavazzeni sui «safari umani» di Sarajevo
Il 24 giugno 2026, alle ore 19.30, presso il Lazzabaretto alla Mole Vanvitelliana di Ancona, si terrà la presentazione del libro «I cecchini del weekend. L’inchiesta sui safari umani a Sarajevo» (PaperFIRST, 2026) del giornalista Ezio Gavazzeni.
L’autore dialogherà con Federico Mascagni di AltreVie.
Il libro è il frutto – ancora parziale – di un reportage iniziato nel 2023 ma che affonda le radici nei primi anni ’90, quando, durante il conflitto in Bosnia, trapelò l’esistenza di un’organizzazione che portava civili europei, soprattutto italiani, a fare cecchinaggio, per «svago», nelle zone di guerra.
Gavazzeni si addentra in un «cold case» attraverso fonti non solo verificate, ma che hanno portato le loro testimonianze alla Procura di Milano, alla quale l’autore ha fornito i documenti raccolti per dare avvio all’inchiesta.
Il libro è un percorso verticale e annichilente verso l’abiezione di facoltosi professionisti del centro-nord Italia – in queste circostanze si suol dire «insospettabili» – amanti della caccia e delle armi, abituati ad alzare l’adrenalina attraverso esperienze «proibite».
A fronte di decine, a volte centinaia di milioni di euro, questi professionisti entravano in contatto con agenzie di contractors e di sicurezza nazionali ed estere per soddisfare il loro desiderio di sparare, dalle colline di Sarajevo o di qualsiasi altra zona bosniaca che lo consentisse, a uomini e donne civili, anziani e bambini. Questi ultimi, in un vero e proprio listino prezzi, erano i più ambiti e costosi.
Ancona, nel libro, compare due volte: come porto di sbarco per chi, fuggendo dal teatro di guerra, trova un approdo per ricostruire una nuova vita, e come porto di imbarco per i ricchi cecchini italiani che, di là dall’Adriatico, troveranno gli accompagnatori per recarsi al loro «safari umano».
Quante persone sanno e vorrebbero parlare, anche mantenendo l’anonimato? Quanti possono aiutare a fare giustizia in un’epoca di guerre – come quella attuale – in cui è pressoché certo che si stiano ripetendo le rotte di questi ricchi e potenti?
Ezio Gavazzeni lancia un appello a tutte e tutti coloro che, in tutta Italia, e in particolare nella zona di Ancona per l’occasione, abbiano notizie interessanti da fornirgli direttamente: il procedimento giudiziario, diventato nel frattempo internazionale, è agli inizi e necessita del contributo di testimoni. Chi sa, parli.
Dopo la presentazione, alle ore 21.30, verrà proiettato il documentario «Sarajevo Safari» (2022, di Miran Zupanič) presso il Lazzabaretto Arena Cinema, che racconta per immagini l’allucinante fenomeno al centro del libro di Gavazzeni.
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Ad Ancona la presentazione di «I cecchini del weekend», il libro-inchiesta di Ezio Gavazzeni sui «safari umani» di Sarajevo
Il 24 giugno 2026, alle ore 19.30, presso il Lazzabaretto alla Mole Vanvitelliana di Ancona, si terrà la presentazione del libro «I cecchini del weekend. L’inchiesta sui safari umani a Sarajevo» (PaperFIRST, 2026) del giornalista Ezio Gavazzeni.
L’autore dialogherà con Federico Mascagni di AltreVie.
Il libro è il frutto – ancora parziale – di un reportage iniziato nel 2023 ma che affonda le radici nei primi anni ’90, quando, durante il conflitto in Bosnia, trapelò l’esistenza di un’organizzazione che portava civili europei, soprattutto italiani, a fare cecchinaggio, per «svago», nelle zone di guerra.
Gavazzeni si addentra in un «cold case» attraverso fonti non solo verificate, ma che hanno portato le loro testimonianze alla Procura di Milano, alla quale l’autore ha fornito i documenti raccolti per dare avvio all’inchiesta.
Il libro è un percorso verticale e annichilente verso l’abiezione di facoltosi professionisti del centro-nord Italia – in queste circostanze si suol dire «insospettabili» – amanti della caccia e delle armi, abituati ad alzare l’adrenalina attraverso esperienze «proibite».
A fronte di decine, a volte centinaia di milioni di euro, questi professionisti entravano in contatto con agenzie di contractors e di sicurezza nazionali ed estere per soddisfare il loro desiderio di sparare, dalle colline di Sarajevo o di qualsiasi altra zona bosniaca che lo consentisse, a uomini e donne civili, anziani e bambini. Questi ultimi, in un vero e proprio listino prezzi, erano i più ambiti e costosi.
Ancona, nel libro, compare due volte: come porto di sbarco per chi, fuggendo dal teatro di guerra, trova un approdo per ricostruire una nuova vita, e come porto di imbarco per i ricchi cecchini italiani che, di là dall’Adriatico, troveranno gli accompagnatori per recarsi al loro «safari umano».
Quante persone sanno e vorrebbero parlare, anche mantenendo l’anonimato? Quanti possono aiutare a fare giustizia in un’epoca di guerre – come quella attuale – in cui è pressoché certo che si stiano ripetendo le rotte di questi ricchi e potenti?
Ezio Gavazzeni lancia un appello a tutte e tutti coloro che, in tutta Italia, e in particolare nella zona di Ancona per l’occasione, abbiano notizie interessanti da fornirgli direttamente: il procedimento giudiziario, diventato nel frattempo internazionale, è agli inizi e necessita del contributo di testimoni. Chi sa, parli.
Dopo la presentazione, alle ore 21.30, verrà proiettato il documentario «Sarajevo Safari» (2022, di Miran Zupanič) presso il Lazzabaretto Arena Cinema, che racconta per immagini l’allucinante fenomeno al centro del libro di Gavazzeni.

