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ATTUALITà |
Da Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche |
A Torrette operato con successo un neonato affetto da una malformazione al cranio |
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Un neonato è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico realizzato da un team multidisciplinare all'interno dell'Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche. Gli specialisti hanno messo in campo una serie di innovazioni cliniche, tecniche e tecnologiche ottenendo il massimo risultato. Il piccolo, appena 9 mesi, era affetto da una rara malformazione congenita al cranio (trigonocefalia) che aveva interessato la zona degli occhi e della fronte. Attraverso la realizzazione di un dispositivo speciale su misura, realizzato con stampa tridimensionale, previa pianificazione computerizzata con software avanzati, i neurochirurghi pediatrici e il chirurgo maxillo-facciale dell'AOU delle Marche sono riusciti a realizzare una straordinaria ricostruzione cranica che consentirà al bambino di crescere senza disturbi neurologici e conseguenze estetiche. L'intervento, infatti, ha ripristinato la normale morfologia cranica evitando ripercussioni psicologiche durante le fasi della crescita del bambino. L'intervento risale a circa un mese fa: una settimana dopo essere uscito dalla sala operatoria il bambino è stato dimesso e ora è seguito periodicamente dai professionisti per seguirne l'evoluzione clinica che sta procedendo bene.
Grande merito per il risultato va ascritto ai dottori Michele Luzi, Roberta Benigni e Alessandra Marini della Divisione di Neurochirurgia con Particolare Interesse Pediatrico, diretta dal dottor Roberto Trignani, al dottor Giuseppe Consorti, responsabile clinico e scientifico di 'Smile House' che fa parte della Divisione Maxillo-Facciale, guidata dal dottor Paolo Balercia, e all'anestesista, la dott.ssa Valeria Camillo. La storia clinica del bambino – residente con la sua famiglia nelle Marche – inizia subito dopo la nascita e arriva fino al maggio scorso, quando i professionisti delle due unità operative hanno avviato il periodo di pianificazione pre-operatoria.
Prima di entrare in sala operatoria il bambino è stato ricoverato nel reparto di Neuropsichiatria Infantile del 'Salesi' diretto dalla dottoressa Carla Marini e, successivamente all'intervento, ha trascorso un breve periodo nell'unità di Anestesia e Rianimazione, con a capo il dottor Alessandro Simonini, per riallineare i valori clinici. Il neonato era affetto da craniostenosi, un disturbo congenito attraverso il quale le suture del cranio si ossificano e si chiudono prematuramente. Da questa alterazione ne è conseguita una grave malformazione cranica che aveva prodotto un avanzamento della regione orbitofrontale, occhi e fronte appunto, che con la crescita naturale del piccolo avrebbe portato a una serie di gravi conseguenze, come già ricordato sia di tipo neurologico che estetico. Neurochirurghi e chirurgo maxillo-facciale sono andati a intervenire proprio lì e lo hanno fatto in maniera innovativa sempre attraverso un impatto mininvasivo sulle condizioni del neonato. “Alla base di tutto c'è stata la lunga fase di preparazione precedente all'intervento _ spiegano Luzi, Benigni, Marini e Consorti _. Nel farlo ci siamo affidati a una pianificazione tridimensionale realizzata al computer, una tecnica nuova. Prima è stata realizzata una Tac del cranio del bambino e sulla base del riscontro diagnostico abbiamo collaborato con una ditta specializzata per la realizzazione di un dispositivo su misura del cranio del paziente sul quale tracciare, tramite un trapano a ultrasuoni, le linee di taglio sull'osso cranico. I tagli sono stati eseguiti seguendo con straordinaria precisione le indicazioni emerse dalla programmazione computerizzata, da cui è stato poi sviluppato il dispositivo applicato intra-operatoriamente sul cranio del bambino. Il dispositivo personalizzato ci ha permesso di ottenere il miglior risultato clinico ed estetico possibile, garantendo il riposizionamento delle ossa precedentemente tagliate per un miglior risultato estetico. Una volta eseguito l'intervento chirurgico per fissare le parti ossee, inoltre, abbiamo utilizzato del materiale riassorbibile (operazione non praticabile per i pazienti adulti, ndr.), che col tempo scomparirà senza alcuna conseguenza per il bambino e senza dover di nuovo intervenire chirurgicamente per la loro rimozione”. Le innovazioni non finiscono qui. Sempre durante l'intervento chirurgico i chirurghi dell'Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche hanno sperimentato un altro sistema rivoluzionario: “Abbiamo operato utilizzando un visore computerizzato di ultima generazione _ aggiungono i Neurochirurghi e Giuseppe Consorti _. Si tratta di una guida speciale che consente di sovrapporre le informazioni pianificate nella fase pre-operatoria da applicare poi durante l'intervento. Questo sistema dà l'opportunità di consultare l'intero programma chirurgico restando sullo scenario operatorio laddove fosse necessario acquisire informazioni cliniche sul determinato caso, senza quindi dover andare al computer e poi tornare sul paziente”. |
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A Torrette operato con successo un neonato affetto da una malformazione al cranio
Un neonato è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico realizzato da un team multidisciplinare all'interno dell'Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche.
Gli specialisti hanno messo in campo una serie di innovazioni cliniche, tecniche e tecnologiche ottenendo il massimo risultato. Il piccolo, appena 9 mesi, era affetto da una rara malformazione congenita al cranio (trigonocefalia) che aveva interessato la zona degli occhi e della fronte. Attraverso la realizzazione di un dispositivo speciale su misura, realizzato con stampa tridimensionale, previa pianificazione computerizzata con software avanzati, i neurochirurghi pediatrici e il chirurgo maxillo-facciale dell'AOU delle Marche sono riusciti a realizzare una straordinaria ricostruzione cranica che consentirà al bambino di crescere senza disturbi neurologici e conseguenze estetiche. L'intervento, infatti, ha ripristinato la normale morfologia cranica evitando ripercussioni psicologiche durante le fasi della crescita del bambino. L'intervento risale a circa un mese fa: una settimana dopo essere uscito dalla sala operatoria il bambino è stato dimesso e ora è seguito periodicamente dai professionisti per seguirne l'evoluzione clinica che sta procedendo bene.
Grande merito per il risultato va ascritto ai dottori Michele Luzi, Roberta Benigni e Alessandra Marini della Divisione di Neurochirurgia con Particolare Interesse Pediatrico, diretta dal dottor Roberto Trignani, al dottor Giuseppe Consorti, responsabile clinico e scientifico di 'Smile House' che fa parte della Divisione Maxillo-Facciale, guidata dal dottor Paolo Balercia, e all'anestesista, la dott.ssa Valeria Camillo.
La storia clinica del bambino – residente con la sua famiglia nelle Marche – inizia subito dopo la nascita e arriva fino al maggio scorso, quando i professionisti delle due unità operative hanno avviato il periodo di pianificazione pre-operatoria.
Prima di entrare in sala operatoria il bambino è stato ricoverato nel reparto di Neuropsichiatria Infantile del 'Salesi' diretto dalla dottoressa Carla Marini e, successivamente all'intervento, ha trascorso un breve periodo nell'unità di Anestesia e Rianimazione, con a capo il dottor Alessandro Simonini, per riallineare i valori clinici. Il neonato era affetto da craniostenosi, un disturbo congenito attraverso il quale le suture del cranio si ossificano e si chiudono prematuramente. Da questa alterazione ne è conseguita una grave malformazione cranica che aveva prodotto un avanzamento della regione orbitofrontale, occhi e fronte appunto, che con la crescita naturale del piccolo avrebbe portato a una serie di gravi conseguenze, come già ricordato sia di tipo neurologico che estetico. Neurochirurghi e chirurgo maxillo-facciale sono andati a intervenire proprio lì e lo hanno fatto in maniera innovativa sempre attraverso un impatto mininvasivo sulle condizioni del neonato.
“Alla base di tutto c'è stata la lunga fase di preparazione precedente all'intervento _ spiegano Luzi, Benigni, Marini e Consorti _. Nel farlo ci siamo affidati a una pianificazione tridimensionale realizzata al computer, una tecnica nuova. Prima è stata realizzata una Tac del cranio del bambino e sulla base del riscontro diagnostico abbiamo collaborato con una ditta specializzata per la realizzazione di un dispositivo su misura del cranio del paziente sul quale tracciare, tramite un trapano a ultrasuoni, le linee di taglio sull'osso cranico. I tagli sono stati eseguiti seguendo con straordinaria precisione le indicazioni emerse dalla programmazione computerizzata, da cui è stato poi sviluppato il dispositivo applicato intra-operatoriamente sul cranio del bambino. Il dispositivo personalizzato ci ha permesso di ottenere il miglior risultato clinico ed estetico possibile, garantendo il riposizionamento delle ossa precedentemente tagliate per un miglior risultato estetico. Una volta eseguito l'intervento chirurgico per fissare le parti ossee, inoltre, abbiamo utilizzato del materiale riassorbibile (operazione non praticabile per i pazienti adulti, ndr.), che col tempo scomparirà senza alcuna conseguenza per il bambino e senza dover di nuovo intervenire chirurgicamente per la loro rimozione”.
Le innovazioni non finiscono qui. Sempre durante l'intervento chirurgico i chirurghi dell'Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche hanno sperimentato un altro sistema rivoluzionario: “Abbiamo operato utilizzando un visore computerizzato di ultima generazione _ aggiungono i Neurochirurghi e Giuseppe Consorti _. Si tratta di una guida speciale che consente di sovrapporre le informazioni pianificate nella fase pre-operatoria da applicare poi durante l'intervento. Questo sistema dà l'opportunità di consultare l'intero programma chirurgico restando sullo scenario operatorio laddove fosse necessario acquisire informazioni cliniche sul determinato caso, senza quindi dover andare al computer e poi tornare sul paziente”.
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A Torrette operato con successo un neonato affetto da una malformazione al cranio
Un neonato è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico realizzato da un team multidisciplinare all'interno dell'Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche.
Gli specialisti hanno messo in campo una serie di innovazioni cliniche, tecniche e tecnologiche ottenendo il massimo risultato. Il piccolo, appena 9 mesi, era affetto da una rara malformazione congenita al cranio (trigonocefalia) che aveva interessato la zona degli occhi e della fronte. Attraverso la realizzazione di un dispositivo speciale su misura, realizzato con stampa tridimensionale, previa pianificazione computerizzata con software avanzati, i neurochirurghi pediatrici e il chirurgo maxillo-facciale dell'AOU delle Marche sono riusciti a realizzare una straordinaria ricostruzione cranica che consentirà al bambino di crescere senza disturbi neurologici e conseguenze estetiche. L'intervento, infatti, ha ripristinato la normale morfologia cranica evitando ripercussioni psicologiche durante le fasi della crescita del bambino. L'intervento risale a circa un mese fa: una settimana dopo essere uscito dalla sala operatoria il bambino è stato dimesso e ora è seguito periodicamente dai professionisti per seguirne l'evoluzione clinica che sta procedendo bene.
Grande merito per il risultato va ascritto ai dottori Michele Luzi, Roberta Benigni e Alessandra Marini della Divisione di Neurochirurgia con Particolare Interesse Pediatrico, diretta dal dottor Roberto Trignani, al dottor Giuseppe Consorti, responsabile clinico e scientifico di 'Smile House' che fa parte della Divisione Maxillo-Facciale, guidata dal dottor Paolo Balercia, e all'anestesista, la dott.ssa Valeria Camillo.
La storia clinica del bambino – residente con la sua famiglia nelle Marche – inizia subito dopo la nascita e arriva fino al maggio scorso, quando i professionisti delle due unità operative hanno avviato il periodo di pianificazione pre-operatoria.
Prima di entrare in sala operatoria il bambino è stato ricoverato nel reparto di Neuropsichiatria Infantile del 'Salesi' diretto dalla dottoressa Carla Marini e, successivamente all'intervento, ha trascorso un breve periodo nell'unità di Anestesia e Rianimazione, con a capo il dottor Alessandro Simonini, per riallineare i valori clinici. Il neonato era affetto da craniostenosi, un disturbo congenito attraverso il quale le suture del cranio si ossificano e si chiudono prematuramente. Da questa alterazione ne è conseguita una grave malformazione cranica che aveva prodotto un avanzamento della regione orbitofrontale, occhi e fronte appunto, che con la crescita naturale del piccolo avrebbe portato a una serie di gravi conseguenze, come già ricordato sia di tipo neurologico che estetico. Neurochirurghi e chirurgo maxillo-facciale sono andati a intervenire proprio lì e lo hanno fatto in maniera innovativa sempre attraverso un impatto mininvasivo sulle condizioni del neonato.
“Alla base di tutto c'è stata la lunga fase di preparazione precedente all'intervento _ spiegano Luzi, Benigni, Marini e Consorti _. Nel farlo ci siamo affidati a una pianificazione tridimensionale realizzata al computer, una tecnica nuova. Prima è stata realizzata una Tac del cranio del bambino e sulla base del riscontro diagnostico abbiamo collaborato con una ditta specializzata per la realizzazione di un dispositivo su misura del cranio del paziente sul quale tracciare, tramite un trapano a ultrasuoni, le linee di taglio sull'osso cranico. I tagli sono stati eseguiti seguendo con straordinaria precisione le indicazioni emerse dalla programmazione computerizzata, da cui è stato poi sviluppato il dispositivo applicato intra-operatoriamente sul cranio del bambino. Il dispositivo personalizzato ci ha permesso di ottenere il miglior risultato clinico ed estetico possibile, garantendo il riposizionamento delle ossa precedentemente tagliate per un miglior risultato estetico. Una volta eseguito l'intervento chirurgico per fissare le parti ossee, inoltre, abbiamo utilizzato del materiale riassorbibile (operazione non praticabile per i pazienti adulti, ndr.), che col tempo scomparirà senza alcuna conseguenza per il bambino e senza dover di nuovo intervenire chirurgicamente per la loro rimozione”.
Le innovazioni non finiscono qui. Sempre durante l'intervento chirurgico i chirurghi dell'Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche hanno sperimentato un altro sistema rivoluzionario: “Abbiamo operato utilizzando un visore computerizzato di ultima generazione _ aggiungono i Neurochirurghi e Giuseppe Consorti _. Si tratta di una guida speciale che consente di sovrapporre le informazioni pianificate nella fase pre-operatoria da applicare poi durante l'intervento. Questo sistema dà l'opportunità di consultare l'intero programma chirurgico restando sullo scenario operatorio laddove fosse necessario acquisire informazioni cliniche sul determinato caso, senza quindi dover andare al computer e poi tornare sul paziente”.
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