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02.08.2026 12:23
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da CNA Ancona
www.an.cna.it

Ad Ancona l'estate del centro storico passa da via degli Orefici

L'estate 2026 racconta di un centro storico vivo fra commercio e turismo e in questo scenario, via degli Orefici rappresenta un caso da guardare con attenzione: un tratto di poche decine di metri tra piazza del Papa e corso Mazzini dove convivono ogni giorno artigiani, gioiellieri, librai, professionisti dei servizi alla persona e realtà del food, in quello che si può definire un vero microcosmo del commercio di vicinato.

CNA Ancona segue da anni questo percorso, con un lavoro di comunicazione e valorizzazione che ha preso forma nel progetto riFIOREfici, il format di animazione nato nel 2023 e arrivato ormai a più edizioni tra primavera, autunno e Natale, con mostre fotografiche, presentazioni di libri, laboratori e sfilate realizzate con gli studenti degli istituti moda del territorio. Per l'associazione, il valore di via degli Orefici sta nell'autenticità che vi si respira, un'autenticità che non si costruisce a tavolino ma nasce da ciò che chi la attraversa, cittadini e turisti, riconosce come vero: un artigianato ancora concreto, dove i mestieri diventano nuove botteghe, in un momento in cui il solo food, come si è visto in molte altre città, non basta più a costruire un'esperienza.

A confermare questa lettura sono prima di tutto le storie di chi in via degli Orefici lavora ogni giorno.

Filippo Damiani in questa via ha imparato il mestiere, prima di aprire la sua bottega di pelletteria a pochi passi da dove ha iniziato. Il suo racconto è quello di chi vede nel cambiamento un'occasione più che una perdita: "Non nego che ci sia stato un calo, il punto è come si affronta un momento di passaggio come quello che sta vivendo il commercio. Per me ci sono due elementi che fanno la differenza. Il primo è la narrazione: quando un'attività chiude o cambia location, c'è sempre l'altro lato della medaglia, uno spazio che si libera, un'opportunità per chi cerca un posto dove mettersi. I cambiamenti sono sempre avvenuti, bisogna prendere atto di come si fa commercio oggi, sempre più digitale e verticalizzato per settore, e via degli Orefici può diventare il contesto in cui questa specializzazione costruisce un'identità fortissima. Io faccio questo mestiere grazie a questa via, non voglio tirarmi indietro. Questa identità non si costruisce da zero, ma in anni e secoli di lavoro artigianale, ed è una narrazione che può cambiare. Noi ce la mettiamo tutta".

Lorenzo Gambelli, che porta avanti Solomarche, conferma la stessa lettura da un altro punto di vista, quello di chi vede la città muoversi nella direzione giusta e chiede di raccontarlo meglio: "C'è stato in questi anni un cambiamento importante, Ancona sta rinascendo nel confronto con altre realtà, e va riconosciuto. Il commercio resta in crisi dappertutto, non solo in questo contenitore, ma qui c'è qualcosa di speciale. Via degli Orefici è un luogo iconico, avere un'attività qui porta un valore aggiunto, ed è pieno di turisti, questo è un dato di fatto. Il punto è che bisogna cambiare mood, cambiare la narrazione, serve una regia. Il fatto che ci sia un ricambio generazionale delle vetrine potrebbe essere anche un'opportunità, non solo un problema, se si riesce a costruire una comunicazione seria attorno a questo luogo. Via degli Orefici non è solo food, di cui mi occupo io, è l'anima vera di gente che fa un mestiere come lo ha sempre fatto. Serve più gente che fa, e questa via ne è un esempio calzante".

Resta, per la CNA, un nodo aperto legato ai costi di gestione nel centro storico: da tempo l’associazione chiede una forma di sostegno per chi investe in attività di qualità nei centri storici, anche sotto forma di agevolazioni sulle imposte locali o di credito d'imposta, un sostegno più volte annunciato anche a livello regionale ma ancora da tradurre in misure concrete.

Valeria David, membro della presidenza CNA Artistico e titolare de La Congrega in via degli Orefici, porta la conferma più diretta sul piano identitario, quello su cui la via costruisce la propria unicità: "È chiaramente in atto un ricambio generazionale, ma questo avviene in tutte le imprese, nel commercio in particolare. Quello che rimane è che via degli Orefici non è un luogo qualunque della città, è particolarmente caratteristico da un punto di vista identitario per la sua storia, per la presenza di laboratori artigianali, di locali e palazzi storici, e anche per una certa cura del verde, perché l'artigianato è cura, in qualche maniera. Auspichiamo attenzione per una specificità che non è legata a dati e fatti contingenti di oggi, ma a chi nei secoli ha trasformato questa via in un luogo veramente iconico. Non potrebbe essere lasciata come una via come tutte le altre. Con riFIOREfici vogliamo dare un contributo concreto per valorizzare il cuore commerciale e artigianale della nostra città, creare un legame profondo tra le imprese del territorio e la comunità, incentivare acquisti consapevoli e di qualità".

Tre storie diverse, un'unica direzione: quella di una via che non si limita a resistere, ma continua a proporsi come modello per il commercio di vicinato dell'intera città. La prossima occasione per vedere via degli Orefici in azione è fissata per l’autunno prossimo, quando riFIOREfici tornerà ad animare la via con un nuovo calendario di eventi aperti alla città

Aprilo qui https://vivere.me/gZ26
ATTUALITà

Ad Ancona l'estate del centro storico passa da via degli Orefici

Via degli Orefici ad Ancona è un microcosmo di commercio di vicinato tra artigianato, gioielleria, libri e food, valorizzato da CNA Ancona con il progetto riFIOREfici. Le testimonianze di Damiani, Gambelli e Valeria David sottolineano autenticità, ricambio generazionale e potenzialità del luogo, nonché la necessità di regia comunicativa e di incentivi per chi investe in centri storici. Prossimo appuntamento: riFIOREfici in autunno.

L'estate 2026 racconta di un centro storico vivo fra commercio e turismo e in questo scenario, via degli Orefici rappresenta un caso da guardare con attenzione: un tratto di poche decine di metri tra piazza del Papa e corso Mazzini dove convivono ogni giorno artigiani, gioiellieri, librai, professionisti dei servizi alla persona e realtà del food, in quello che si può definire un vero microcosmo del commercio di vicinato.

CNA Ancona segue da anni questo percorso, con un lavoro di comunicazione e valorizzazione che ha preso forma nel progetto riFIOREfici, il format di animazione nato nel 2023 e arrivato ormai a più edizioni tra primavera, autunno e Natale, con mostre fotografiche, presentazioni di libri, laboratori e sfilate realizzate con gli studenti degli istituti moda del territorio. Per l'associazione, il valore di via degli Orefici sta nell'autenticità che vi si respira, un'autenticità che non si costruisce a tavolino ma nasce da ciò che chi la attraversa, cittadini e turisti, riconosce come vero: un artigianato ancora concreto, dove i mestieri diventano nuove botteghe, in un momento in cui il solo food, come si è visto in molte altre città, non basta più a costruire un'esperienza.

A confermare questa lettura sono prima di tutto le storie di chi in via degli Orefici lavora ogni giorno.

Filippo Damiani in questa via ha imparato il mestiere, prima di aprire la sua bottega di pelletteria a pochi passi da dove ha iniziato. Il suo racconto è quello di chi vede nel cambiamento un'occasione più che una perdita: "Non nego che ci sia stato un calo, il punto è come si affronta un momento di passaggio come quello che sta vivendo il commercio. Per me ci sono due elementi che fanno la differenza. Il primo è la narrazione: quando un'attività chiude o cambia location, c'è sempre l'altro lato della medaglia, uno spazio che si libera, un'opportunità per chi cerca un posto dove mettersi. I cambiamenti sono sempre avvenuti, bisogna prendere atto di come si fa commercio oggi, sempre più digitale e verticalizzato per settore, e via degli Orefici può diventare il contesto in cui questa specializzazione costruisce un'identità fortissima. Io faccio questo mestiere grazie a questa via, non voglio tirarmi indietro. Questa identità non si costruisce da zero, ma in anni e secoli di lavoro artigianale, ed è una narrazione che può cambiare. Noi ce la mettiamo tutta".

Lorenzo Gambelli, che porta avanti Solomarche, conferma la stessa lettura da un altro punto di vista, quello di chi vede la città muoversi nella direzione giusta e chiede di raccontarlo meglio: "C'è stato in questi anni un cambiamento importante, Ancona sta rinascendo nel confronto con altre realtà, e va riconosciuto. Il commercio resta in crisi dappertutto, non solo in questo contenitore, ma qui c'è qualcosa di speciale. Via degli Orefici è un luogo iconico, avere un'attività qui porta un valore aggiunto, ed è pieno di turisti, questo è un dato di fatto. Il punto è che bisogna cambiare mood, cambiare la narrazione, serve una regia. Il fatto che ci sia un ricambio generazionale delle vetrine potrebbe essere anche un'opportunità, non solo un problema, se si riesce a costruire una comunicazione seria attorno a questo luogo. Via degli Orefici non è solo food, di cui mi occupo io, è l'anima vera di gente che fa un mestiere come lo ha sempre fatto. Serve più gente che fa, e questa via ne è un esempio calzante".

Resta, per la CNA, un nodo aperto legato ai costi di gestione nel centro storico: da tempo l’associazione chiede una forma di sostegno per chi investe in attività di qualità nei centri storici, anche sotto forma di agevolazioni sulle imposte locali o di credito d'imposta, un sostegno più volte annunciato anche a livello regionale ma ancora da tradurre in misure concrete.

Valeria David, membro della presidenza CNA Artistico e titolare de La Congrega in via degli Orefici, porta la conferma più diretta sul piano identitario, quello su cui la via costruisce la propria unicità: "È chiaramente in atto un ricambio generazionale, ma questo avviene in tutte le imprese, nel commercio in particolare. Quello che rimane è che via degli Orefici non è un luogo qualunque della città, è particolarmente caratteristico da un punto di vista identitario per la sua storia, per la presenza di laboratori artigianali, di locali e palazzi storici, e anche per una certa cura del verde, perché l'artigianato è cura, in qualche maniera. Auspichiamo attenzione per una specificità che non è legata a dati e fatti contingenti di oggi, ma a chi nei secoli ha trasformato questa via in un luogo veramente iconico. Non potrebbe essere lasciata come una via come tutte le altre. Con riFIOREfici vogliamo dare un contributo concreto per valorizzare il cuore commerciale e artigianale della nostra città, creare un legame profondo tra le imprese del territorio e la comunità, incentivare acquisti consapevoli e di qualità".

Tre storie diverse, un'unica direzione: quella di una via che non si limita a resistere, ma continua a proporsi come modello per il commercio di vicinato dell'intera città. La prossima occasione per vedere via degli Orefici in azione è fissata per l’autunno prossimo, quando riFIOREfici tornerà ad animare la via con un nuovo calendario di eventi aperti alla città


Ad Ancona l'estate del centro storico passa da via degli Orefici
ATTUALITA'

Ad Ancona l'estate del centro storico passa da via degli Orefici

02.08.2026 12:23 5
comunicato stampa

Via degli Orefici ad Ancona è un microcosmo di commercio di vicinato tra artigianato, gioielleria, libri e food, valorizzato da CNA Ancona con il progetto riFIOREfici. Le testimonianze di Damiani, Gambelli e Valeria David sottolineano autenticità, ricambio generazionale e potenzialità del luogo, nonché la necessità di regia comunicativa e di incentivi per chi investe in centri storici. Prossimo appuntamento: riFIOREfici in autunno.

L'estate 2026 racconta di un centro storico vivo fra commercio e turismo e in questo scenario, via degli Orefici rappresenta un caso da guardare con attenzione: un tratto di poche decine di metri tra piazza del Papa e corso Mazzini dove convivono ogni giorno artigiani, gioiellieri, librai, professionisti dei servizi alla persona e realtà del food, in quello che si può definire un vero microcosmo del commercio di vicinato.

CNA Ancona segue da anni questo percorso, con un lavoro di comunicazione e valorizzazione che ha preso forma nel progetto riFIOREfici, il format di animazione nato nel 2023 e arrivato ormai a più edizioni tra primavera, autunno e Natale, con mostre fotografiche, presentazioni di libri, laboratori e sfilate realizzate con gli studenti degli istituti moda del territorio. Per l'associazione, il valore di via degli Orefici sta nell'autenticità che vi si respira, un'autenticità che non si costruisce a tavolino ma nasce da ciò che chi la attraversa, cittadini e turisti, riconosce come vero: un artigianato ancora concreto, dove i mestieri diventano nuove botteghe, in un momento in cui il solo food, come si è visto in molte altre città, non basta più a costruire un'esperienza.

A confermare questa lettura sono prima di tutto le storie di chi in via degli Orefici lavora ogni giorno.

Filippo Damiani in questa via ha imparato il mestiere, prima di aprire la sua bottega di pelletteria a pochi passi da dove ha iniziato. Il suo racconto è quello di chi vede nel cambiamento un'occasione più che una perdita: "Non nego che ci sia stato un calo, il punto è come si affronta un momento di passaggio come quello che sta vivendo il commercio. Per me ci sono due elementi che fanno la differenza. Il primo è la narrazione: quando un'attività chiude o cambia location, c'è sempre l'altro lato della medaglia, uno spazio che si libera, un'opportunità per chi cerca un posto dove mettersi. I cambiamenti sono sempre avvenuti, bisogna prendere atto di come si fa commercio oggi, sempre più digitale e verticalizzato per settore, e via degli Orefici può diventare il contesto in cui questa specializzazione costruisce un'identità fortissima. Io faccio questo mestiere grazie a questa via, non voglio tirarmi indietro. Questa identità non si costruisce da zero, ma in anni e secoli di lavoro artigianale, ed è una narrazione che può cambiare. Noi ce la mettiamo tutta".

Lorenzo Gambelli, che porta avanti Solomarche, conferma la stessa lettura da un altro punto di vista, quello di chi vede la città muoversi nella direzione giusta e chiede di raccontarlo meglio: "C'è stato in questi anni un cambiamento importante, Ancona sta rinascendo nel confronto con altre realtà, e va riconosciuto. Il commercio resta in crisi dappertutto, non solo in questo contenitore, ma qui c'è qualcosa di speciale. Via degli Orefici è un luogo iconico, avere un'attività qui porta un valore aggiunto, ed è pieno di turisti, questo è un dato di fatto. Il punto è che bisogna cambiare mood, cambiare la narrazione, serve una regia. Il fatto che ci sia un ricambio generazionale delle vetrine potrebbe essere anche un'opportunità, non solo un problema, se si riesce a costruire una comunicazione seria attorno a questo luogo. Via degli Orefici non è solo food, di cui mi occupo io, è l'anima vera di gente che fa un mestiere come lo ha sempre fatto. Serve più gente che fa, e questa via ne è un esempio calzante".

Resta, per la CNA, un nodo aperto legato ai costi di gestione nel centro storico: da tempo l’associazione chiede una forma di sostegno per chi investe in attività di qualità nei centri storici, anche sotto forma di agevolazioni sulle imposte locali o di credito d'imposta, un sostegno più volte annunciato anche a livello regionale ma ancora da tradurre in misure concrete.

Valeria David, membro della presidenza CNA Artistico e titolare de La Congrega in via degli Orefici, porta la conferma più diretta sul piano identitario, quello su cui la via costruisce la propria unicità: "È chiaramente in atto un ricambio generazionale, ma questo avviene in tutte le imprese, nel commercio in particolare. Quello che rimane è che via degli Orefici non è un luogo qualunque della città, è particolarmente caratteristico da un punto di vista identitario per la sua storia, per la presenza di laboratori artigianali, di locali e palazzi storici, e anche per una certa cura del verde, perché l'artigianato è cura, in qualche maniera. Auspichiamo attenzione per una specificità che non è legata a dati e fatti contingenti di oggi, ma a chi nei secoli ha trasformato questa via in un luogo veramente iconico. Non potrebbe essere lasciata come una via come tutte le altre. Con riFIOREfici vogliamo dare un contributo concreto per valorizzare il cuore commerciale e artigianale della nostra città, creare un legame profondo tra le imprese del territorio e la comunità, incentivare acquisti consapevoli e di qualità".

Tre storie diverse, un'unica direzione: quella di una via che non si limita a resistere, ma continua a proporsi come modello per il commercio di vicinato dell'intera città. La prossima occasione per vedere via degli Orefici in azione è fissata per l’autunno prossimo, quando riFIOREfici tornerà ad animare la via con un nuovo calendario di eventi aperti alla città

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