Casagrande e Fioretti sul mancato riconiscimento dello stato di calamità

Patrizia Casagrande 3' di lettura Ancona 17/03/2011 -

Avevamo creduto che la lunga, conflittuale stagione inaugurata dal governo nei confronti degli enti locali, potesse incontrare una battuta d’arresto di fronte al dramma dell’alluvione che ha colpito la nostra regione. Purtroppo, con rammarico e indignazione, dobbiamo riconoscere che ci eravamo sbagliati.



Le Marche saranno la prima regione italiana a sperimentare l’attuazione del decreto “Milleproroghe” che prevede, in caso di calamità, l’impiego di risorse proprie per far fronte ai danni provocati dagli eventi.

Dunque, come annunciato dal nuovo capo della Protezione civile Gabrielli, gli oltre 450 milioni di euro necessari a ripristinare le condizioni di normalità del tessuto civile ed economico dovranno essere reperite nella riclassificazione delle voci del bilancio regionale, elevando l’imposizione fiscale delle addizionali Irpef e Irap e dell’accise sulla benzina. Non è difficile capire come gli effetti di questa cinica politica ricadranno, in primo luogo, sulle fasce più deboli della popolazione - lavoratrici, lavoratori e pensionati - e sul nostro sistema delle imprese, pregiuducandone la ripresa economica. Ed è per questo che sosterremo il presidente Spacca nella denuncia dell’incostituzionalità del decreto.

Contestualmente, però, non possiamo non registrare come i marchigiani, per la seconda volta a distanza di pochi mesi, si troveranno a fare i conti con l’irresponsabilità del governo che, già con la manovra economica dello scorso anno - quella degli iniqui tagli orizzontali e del drastico ridimensionamento dei trasferimenti statali a regioni e autonomie locali - aveva penalizzato, anziché premiare, i conti in ordine dei nostri enti, frutto di un virtuosismo finanziario costruito insieme ai territori.

È ormai chiaro a tutti che, dietro le forme di un federalismo antisolidale e sempre più ritagliato sulle esigenze politico-elettorali della Lega (chi non ricorda le centinaia di milioni di euro stanziate per l’alluvione in Veneto?), si celano inquietanti pulsioni disgregatrici mirate a scardinare i meccanismi che, fino ad oggi, hanno garantito quella coesione sociale in grado, soprattutto in regioni come le Marche, di essere il punto di forza della nostra crescita e della nostra capacità di resistere alla crisi.

E un’ulteriore prova di questa politica ad uso e consumo dei partiti di governo è il reiterato diniego ad indire l’Election day, accorpando alle elezioni amministrative i referendum contro la privatizzazione dell’acqua e il nucleare, che consentirebbero un risparmio di quasi 300 milioni.

Ed è proprio da quest’ultima proposta che vogliamo partire, una proposta efficace, moderata e sui cui, ne siamo certi, in qualsiasi altro si sarebbero già trovata la piena convergenza tra le forze di maggioranza e opposizione. Una proposta che torniamo ad offrire soprattutto ai parlamentari marchigiani di ogni schieramento, affinché si adoperino per la sua favorevole accoglienza da parte del governo.

Patrizia Casagrande - Presidente della Conferenza delle autonomie locali Marche
Graziano Fioretti - Presidente del Consiglio regionale dell'Economia e del Lavoro








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-03-2011 alle 18:00 sul giornale del 18 marzo 2011 - 795 letture

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